Giovedì 12 febbraio violenta burrasca fra Sardegna e Sicilia: venti a 100 km/h e onde di 6 metri, mareggiata in arrivo

Quella di giovedì 12 febbraio sarà una giornata molto critica per diverse regioni dell'Italia, sferzate da venti molto forti, con possibili rinforzi di tempesta. Si teme per le forti mareggiate attese fra Calabria e Sicilia.

Anche in questa settimana l’Italia sarà interessata dal passaggio di una serie di perturbazioni atlantiche che causeranno nuove fasi di maltempo, anche acute sui settori tirrenici, accompagnate da piogge, rovesci, ma soprattutto venti forti e mareggiate.

Tutta colpa di una storm track ancora molto bassa di latitudine e di una corrente a getto polare attiva con il suo ramo principale sopra l’area del Mediterraneo. La presenza, fra Groenlandia e Scandinavia, di un blocco anticiclonico, continua a deviare il flusso principale da ovest verso est, obbligando la corrente a getto polare a incurvarsi verso latitudini più basse.

Normalmente il getto polare scorre in modo relativamente rettilineo (flusso zonale), guidando le depressioni atlantiche verso Regno Unito, Scandinavia e Baltico. Con il blocco attivo, invece, si forma una cresta (ridge) sull’area artica e una valle (trough) che spinge la corrente a getto a scendere verso il Mediterraneo e l’Europa centrale.

Di conseguenza le tempeste atlantiche vengono deviate verso sud, colpendo con maggiore frequenza Francia, Penisola Iberica, Italia, Balcani e Grecia, dove si stanno registrando precipitazioni molto abbondanti, e purtroppo anche fenomeni alluvionali.

L’Atlantico sta per sfornare nuove tempeste

Nel frattempo, in pieno oceano, lungo la famosa linea del fronte polare, attualmente molto bassa di latitudine, lì dove l’aria fredda d’estrazione polare marittima interagisce con l’aria più calda e umida, di matrice subtropicale marittima, continuano a svilupparsi nuovi sistemi frontali e depressioni extratropicali che vengono sospinte dal getto polare verso l’area mediterranea.

L’accelerazione dei venti di Ponente e Maestrale che giovedì 12, dopo aver spazzato la Sardegna, si propagheranno fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da ovest-nord/ovest e nord/ovest che potranno superare i 100 km/h.
L’accelerazione dei venti di Ponente e Maestrale che giovedì 12, dopo aver spazzato la Sardegna, si propagheranno fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da ovest-nord/ovest e nord/ovest che potranno superare i 100 km/h.

Una di queste fra mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio 2026 entrerà sul Mediterraneo, avvettando anche una forte avvezione di vorticità positiva, con una intensa anomalia positiva della tropopausa, che giovedì 12 evolverà in un profondo ciclone extratropicale fra Golfo di Genova e alto Tirreno, con valori capaci di scendere sotto i 985 hPa.

Lo sviluppo di questa circolazione ciclonica, davvero profonda, inasprirà il “gradiente barico orizzontale” sui mari attorno l’Italia, attivando intense burrasche da ovest-nord/ovest, che si dipaneranno molto rapidamente dal Golfo del Leone, al Mar di Corsica e Mar di Sardegna, per raggiungere tutto il Tirreno centro-meridionale.

Nel corso della serata di giovedì 12 febbraio questo profondo minimo si sposterà verso il medio Adriatico, causando un ulteriore infittimento delle isobare su tutta l’Italia meridionale, con una conseguente accelerazione dei venti di Ponente e Maestrale.

L'imponente onda significativa (colore arancione) attesa giovedì sera sull'area del medio-basso Tirreno, nella fase clou della forte burrasca di vento, con raffiche di tempesta, che colpirà l'area, con picchi di oltre 100 km/h.
L'imponente onda significativa (colore arancione) attesa giovedì sera sull'area del medio-basso Tirreno, nella fase clou della forte burrasca di vento, con raffiche di tempesta, che colpirà l'area, con picchi di oltre 100 km/h.

Questi dopo aver spazzato la Sardegna, si propagheranno fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da ovest-nord/ovest e nord/ovest che potranno superare i 100 km/h sulle coste della Sicilia tirrenica, e dalla tarda serata pure sulla Calabria tirrenica.

Attenzione a queste 3 regioni

Nel corso della giornata di giovedì 12 sostanzialmente saranno 3 le regioni che saranno sferzate da forti raffiche di vento, che oltrepasseranno la soglia d’attenzione, ossia Sardegna, Calabria e Sicilia.

In queste regioni quella di giovedì sarà una giornata molto ventosa, con raffiche che potranno facilmente superare la soglia dei 100 km/h, localmente anche di più in mare aperto, sul basso Tirreno e bacini attorno la Sardegna.

Solo da venerdì 13 febbraio si assisterà ad una rapida attenuazione della ventilazione, che si disporrà più da Ovest, in attesa di un nuovo rinforzo di Maestrale, a partire dai mari che circondano la Sardegna e il Tirreno, nella giornata di sabato 14 febbraio, allorquando nuove burrasche torneranno a interessare il mar di Sardegna, mar di Corsica e bacino tirrenico meridionale.

Una grossa mareggiata è attesa sul basso Tirreno

Questa potente bufera di vento, anche se durerà poco meno di 24 ore, quindi un tempo non sufficiente a saturare il moto ondoso (facendo raggiungere alle onde la loro piena forza), riuscirà a rendere tutti i mari che circondano la Sardegna e la Sicilia, molto agitati, fino a localmente grossi a largo.

Nella nottata fra giovedì e venerdì forti mareggiate, con onde che raggiungeranno altezze massime davvero imponenti, flagelleranno le coste di Calabria e Sicilia che si affacciano sull'area del basso Tirreno.
Nella nottata fra giovedì e venerdì forti mareggiate, con onde che raggiungeranno altezze massime davvero imponenti, flagelleranno le coste di Calabria e Sicilia che si affacciano sull'area del basso Tirreno.

Si creerà, durante il pomeriggio-sera di giovedì, un moto ondoso davvero imponente, con onde significativa (la media del terzo delle onde più alte), che potranno raggiungere altezze fino a 5-6 metri. In particolare sul Mar di Corsica e sul Tirreno centro-meridionale a largo, fra Sardegna e Calabria.

Queste ondate, durante la nottata fra giovedì e venerdì, andranno a muoversi verso le coste della Calabria tirrenica, dal Cosentino al Reggino, e della Sicilia settentrionale, dal Trapanese al Messinese tirrenico occidentale, creando forti fenomeni di erosione costiera, capaci di modificare la morfologia di interi litorali.