Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia

Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia

Un vasto fiume atmosferico all'inizio della prossima settimana penetrerà sull'area del Mediterraneo, determinando una intensa ondata di maltempo, con piogge abbondanti.

Mentre sull’Europa settentrionale e sulle alte latitudini continua a dominare un solido e persistente blocco anticiclonico, capace di deviare, rallentare e spesso bloccare del tutto le perturbazioni in arrivo dall’Oceano, dall’Atlantico avanza progressivamente un flusso perturbato, basso di latitudine, più organizzato e dinamico.

Questo cambiamento di scenario non è casuale, ma viene in parte forzato e amplificato dalla presenza di un intenso episodio di El Niño, che sta influenzando profondamente la circolazione atmosferica su scala emisferica. El Niño, riscaldando le acque del Pacifico equatoriale, modifica i pattern delle correnti a getto e favorisce, alle medie latitudini, flussi occidentali più attivi, umidi e spesso più intensi del normale.

Cosa accadrà nel fine settimana?

Nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 novembre una profonda depressione atlantica si avvicinerà alla Penisola Iberica. Il sistema, in fase di approfondimento, convoglierà verso est un esteso e ben definito fiume atmosferico.

L'andamento della corrente a getto, con le onde di Rossby in ingresso dal vicino Atlantico.
L'andamento della corrente a getto, con le onde di Rossby in ingresso dal vicino Atlantico.

Si tratta di un lungo e stretto canale di umidità tropicale che, originandosi dalle regioni caraibiche e dall’Atlantico tropicale-subtropicale, si estenderà per migliaia di chilometri fino a raggiungere il Mediterraneo occidentale e, nei giorni successivi, toccherà anche l’Italia.

Cosa sono i fiumi atmosferici?

I fiumi atmosferici (in inglese atmospheric rivers) sono una delle strutture meteorologiche più importanti e ancora relativamente poco conosciute dal grande pubblico. Si tratta di corridoi di aria estremamente umida che si muovono nella troposfera media e bassa, generalmente tra i 1.000 e i 3.000 metri di quota, ma che possono estendersi anche più in alto.

Questi “fiumi” invisibili trasportano enormi quantità di vapore acqueo. Basti pensare che un singolo fiume atmosferico può contenere un flusso di acqua (sotto forma di vapore) equivalente a quello di 10-15 fiumi Mississippi messi insieme.

Quando si sviluppano?

Si formano tipicamente quando correnti d’aria calda e umida vengono canalizzate e concentrate da particolari configurazioni della circolazione atmosferica, spesso in prossimità di depressioni o lungo i rami meridionali delle correnti a getto.

Il vasto fiume atmosferico in ingresso sul Mediterraneo all'inizio della prossima settimana.
Il vasto fiume atmosferico in ingresso sul Mediterraneo all'inizio della prossima settimana.

Quando questo “nastro trasportatore” di umidità incontra un ostacolo, come una catena montuosa, una costa o una massa d’aria più fredda, il vapore acqueo si condensa rapidamente, dando luogo a precipitazioni abbondanti, persistenti e talvolta estremamente intense.

Non a caso i fiumi atmosferici sono responsabili di gran parte delle piogge più abbondanti che colpiscono le coste occidentali dei continenti (California, Portogallo, Galizia, Norvegia, Cile) e possono generare eventi alluvionali anche a grande distanza dalla loro zona di origine.

Il fiume atmosferico in arrivo dal 9 novembre

Nel caso in esame, il fiume atmosferico che si formerà tra il 9 e il 10 novembre avrà caratteristiche particolarmente rilevanti. Esso sarà alimentato da aria molto umida di origine tropicale/caraibica e verrà incanalato verso il Mediterraneo da una profonda depressione atlantica, stimata sui 982 hPa, posizionata a largo del Portogallo.

L’interazione tra la depressione atlantica, il fiume atmosferico e le dinamiche mediterranee potrebbe favorire lo sviluppo di un’ondata di maltempo più intensa del previsto la prossima settimana.
L’interazione tra la depressione atlantica, il fiume atmosferico e le dinamiche mediterranee potrebbe favorire lo sviluppo di un’ondata di maltempo più intensa del previsto la prossima settimana.

Questo apporto di umidità “preziosa” (dal punto di vista energeticamente disponibile) rafforzerà sensibilmente una perturbazione che lunedì 9 entrerà sul Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra.

Gli effetti previsti sull’Italia

L’interazione tra la depressione atlantica, il fiume atmosferico e le dinamiche mediterranee potrebbe favorire lo sviluppo di un’ondata di maltempo più intensa del previsto. Secondo le proiezioni attuali dei principali modelli (ECMWF in primis), gli effetti si faranno sentire all’inizio della prossima settimana, sui settori occidentali dell’Italia.

Le regioni più esposte risultano quelle del versante tirrenico e del Nord-Ovest, dalla Liguria, Toscana, alto Lazio, Sardegna occidentale e, in misura variabile, le aree alpine e prealpine occidentali.

Qui sono attese piogge diffuse, a tratti abbondanti e persistenti, accompagnate da forti temporali localmente intensi.

L’orografia giocherà un ruolo decisivo. I flussi umidi di Libeccio o Scirocco, forzati contro i rilievi, potranno produrre accumuli elevati in poche ore, con rischio di fenomeni di natura alluvionale in aree già predisposte o con suoli saturati da precedenti precipitazioni.

Non si esclude che il maltempo possa estendersi, seppur in forma attenuata, anche ad altre zone del Centro e del Nord Italia, a seconda dell’esatta traiettoria della depressione e della persistenza del canale di umidità. Ed in seguito estendersi anche al Meridione, ad iniziare dalle coste tirreniche.