Pioggia, vento, mareggiate e neve: l’autunno fa sul serio

Nel fine settimana il maltempo si sposta al sud, ma la prossima settimana vedrà altri cicloni mediterranei. Ma come sarebbe stato il tempo senza riscaldamento globale?

Luca Lombroso Luca Lombroso 08 Nov 2019 - 13:20 UTC
Nei prossimi giorni le Alpi riceveranno le prime importanti nevicate della stagione, al momento invece non è prevista la neve a basse quote

In queste ore sulle Alpi la neve la fa da padrona, con spettacolari e abbondanti nevicate in corso oltre i 1000-1200 m a seconda delle zone. Anche in Appennino la neve sta facendo le prime comparse, per ora principalmente a quote medio-alte.

Per opposto alla spettacolarità delle nevicate, il maltempo si sta accanendo su gran parte della penisola, in diverse località fra Liguria e Toscana le scuole sono state precauzionalmente chiuse, e sono in corso piogge e temporali anche intensi. Sono gli effetti di una vasta depressione che col suo fronte freddo sta attraversando il centro-sud Italia e il fronte occluso sulle Alpi.

La situazione per i prossimi giorni va seguita attentamente perché si attende un susseguirsi di forti perturbazioni convogliate da un complesso ciclone mediterraneo.

Previsioni dettagliate per sabato 9 e domenica 10 novembre

Sabato 9 al nord subentra una temporanea sella anticiclonica con tregua di variabilità, la mattina lascerà spazio anche a schiarite soprattutto al nordovest, con qualche pioggia residua a nordest e rovesci sulla Liguria di levante in esaurimento in giornata. Calano le temperature minime, con prime brinate stagionali fra Lombardia, Piemonte ed ovest Emilia, e gelate nelle valli Alpine innevate. Qualche pioggia e rovescio.

Domenica 10, sempre restando al nord, giornata variabile con tratti soleggiati, al mattino aria frizzante, fra 0 e +5°C fuori dalle città, di giorno sui 12-13°C, valori comunque in linea con la stagione.

Al centro, non fatevi illudere dalle probabili schiarite di sabato mattina, perché al pomeriggio arriveranno rovesci e temporali anche forti nei settori tirrenici fra Toscana e Lazio, ed anche nelle coste Adriatiche, per una ritornante da est. Un po’ meglio sarà invece la domenica, ma un ombrello è bene averlo sempre con se, specie fra Lazio, Abruzzo e Molise.

In Sardegna poi si faranno già sentire gli effetti di un nuovo ciclone mediterraneo in formazione a ovest dell’isola, per ora non sembra possa diventare Medicane, ma certo porterà forti venti di libeccio e scirocco, temporali sabato nel settore ovest dell’Isola e probabile forte maltempo domenica, con l’occhio del ciclone presso le bocche di Bonifacio.

Eccoci infine al sud, dove sabato i temporali, anche forti, transiteranno da ovest a est accompagnati da acquazzoni, colpi di vento, occasionali fenomeni vorticosi con rischio di trombe marine specie sulle coste tirreniche. Anche qua, ripetiamo, non fatevi illudere da eventuali schiarite e seguite attentamente gli allerta meteo. Migliora parzialmente domenica.

Prossima settimana con due fasi di maltempo ciclonico

Le depressioni mediterranee sono molto evolutive, il moto non è lineare come quello dei cicloni tropicali. Così, sembra che a inizio settimana il minimo barico si sposti quasi retrogrado, e lunedì il fronte freddo dovrebbe stazionare principalmente sul mare, ma a tratti e specie verso sera potrebbe interessare le coste tirreniche fra Liguria, Toscana e Lazio.

Occhi puntati in particolare su martedì-mercoledì, quando l’occhio del ciclone extratropicale potrebbe transitare fra Corsica e Sardegna, con venti burrascosi sui mari circostanti e con nuovo maltempo soprattutto al nordest, bora in alto adriatico, possibile acqua alta a Venezia, altra neve sulle Alpi e probabilmente anche sull’Appennino tosco-emiliano e centrale.

Non è finita, perché un’altra fase molto perturbata si delinea verso il prossimo fine settimana. Presto per i dettagli, ma nel corso dei prossimi 6-8 giorni gli accumuli di precipitazioni potrebbero diventare molto abbondanti in diverse zone della penisola, e la neve sulle Alpi depositare in modo anche consistente.

Senza global warming come sarebbe il tempo?

Viene spontanea la domanda, come sarebbero gli effetti di queste perturbazioni senza i cambiamenti climatici in corso? Come noto, non è corretto attribuire un singolo evento alla crisi climatica, ma qualche ipotesi si può fare. Ad esempio, ogni grado in più di temperatura contribuisce a circa il 7% in più di acqua precipitabile, inoltre vi è il contributo del mare, per il maggior calore delle acque e per l’innalzamento contribuisce ad aumentare gli effetti delle mareggiate e dell’acqua alta.

Azzardiamo alcune ipotesi? Se non vi fosse stato il riscaldamento di 1°C dall’era preindustriale, le piogge dei prossimi giorni sarebbero state meno abbondanti, forse più diffuse stratiformi e meno irregolari e temporalesche, e probabilmente la neve sarebbe caduta a quote più basse di circa 150-200 m.

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