Previsioni meteo per metà marzo: tornerà il freddo?

Analizziamo insieme i modelli per capire cosa possiamo aspettarci per la seconda metà di marzo. Caldo anticipato o colpi di coda dell’inverno?

Luca Lombroso Luca Lombroso 10 Mar 2019 - 10:31 UTC
neve-fiori
Le fioriture anticipate sono più frequenti a causa dei cambiamenti climatici ed espongono maggiormente le piante ai rischi di gelate tardive.

Marzo pazzerello, esci col sole ci vuole l’ombrello dice un proverbio popolare. La climatologia conferma, sostanzialmente, la tradizione, ma quest’anno le cose, almeno finora, sono andate diversamente. La primavera precoce è ormai il tratto dominante su gran parte della penisola, e i veloci passaggi frontali non hanno cambiato il quadro complessivo. Negli ultimi giorni è letteralmente esplosa la primavera anticipata, con temperature massime attorno ai 18-20°C un po’ ovunque, valori senz’altro gradevoli ma ricordiamolo nettamente sopra la media, soprattutto al nord.

Primavera anticipata: ma non è una buona notizia

Il tepore precoce ha i suoi lati negativi, il mare e l’atmosfera accumulano energia che può poi contribuire ai fenomeni meteo intensi; al nord la siccità inizia ad essere preoccupante e le fioriture anticipate espongono le piante e le produzioni agricole a maggior rischio di danni in caso di gelate tardive. Lo scorso anno in questi giorni erano il freddo e la neve a dominare. Qualche anno fa, il 9-10 marzo 2010 una vera e propria tormenta colpiva il nord Italia con una storica nevicata marzolina, 5-10 cm in pianura in Veneto, Lombardia e nord del Piemonte, da 20 a 40 cm fra basso Piemonte ed Emilia Romagna. Scrutiamo dunque le mappe a medio e lungo termine per vedere cosa ci aspetta nella seconda metà di marzo e se c’è il rischio di freddo o neve tardive.

Fronti freddi in sequenza

Il primo fronte freddo sta approssimandosi proprio ora, e transiterà domani lunedì 11 marzo. Sarà molto veloce, e i suoi effetti riguarderanno principalmente il nord est, con rovesci al suo veloce passaggio seguiti da bora in particolare fra Trieste e Venezia e quindi in Romagna. Ricompare la neve nell’Appennino emiliano orientale e in quello romagnolo fin sulle colline. A seguire, il fronte porterà nevicate a quote di 600-800 m anche nell’Appennino centrale, acquazzoni e vento sulla costa Adriatica. Martedì migliora nettamente al centro nord, con ingresso di venti di foehn e di tramontana, e piogge, temporali e nevicate a quote di media collina raggiungono il sud, soffia il maestrale in Sardegna. Rinfresca ovunque, ma nulla di clamoroso, semplicemente avremo una attenuazione del tepore precoce.

La situazione in corso è molto dinamica; il fronte successivo è atteso a metà settimana. Gli ultimi calcoli modellistici depongono a favore di un passaggio veloce, con alcuni rovesci principalmente al centro-sud, ma fugaci, poi nuovamente sarà il vento il protagonista. Il calo delle temperature stavolta sarà più marcato, e venerdì al nord e in alcune pianure del centro i termometri potrebbero scendere sotto zero verso l’alba. Spingendosi oltre, attorno al fine settimana del 17-18 marzo potrebbe arrivare un altro fronte freddo, forse più attivo, qualche modello ipotizza la formazione di una depressione, ma è prematuro entrare nei dettagli.

Certo, è presto per un totale cambio armadi, o scoprire le piante e fiori messe al riparo a fine autunno, gli sbalzi termici saranno notevoli, dato che in questo quadro si alternano giornate soleggiate, che sono la prevalenza, a nubi e qualche acquazzone seguiti da aria più frizzante. Un consiglio dunque, tenete a portata di mano sia capi invernali che capi da mezza stagione.

Quando arriva la vera pioggia?

Serve pioggia al nord e anche al centro, il fiume Po è ai minimi storici per la stagione. Al momento però appaiono scarse probabilità di una vera svolta in tal senso. Altrettanto, pur nel quadro di una seconda metà di marzo più fredda, le tendenze a lungo termine non indicano un ritorno prepotente dell’inverno. Semplicemente, entriamo in una fase di marzo pazzerello.

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