Quando torneranno i forti temporali sull'Italia? I modelli indicano il 27-28 maggio come possibile data

Sull'Europa un regime anticiclonico sta portando una fase ti tempo stabile e decisamente caldo. Tuttavia, l'anticiclone subtropicale di matrice nord-africana, giunto dopo una prima parte di maggio molto dinamica e fresca sull'Italia, potrebbe tornare ad indebolirsi verso fine mese con fenomeni anche temporaleschi.

La cellula di alta pressione sta consolidando il suo dominio sull'Europa occidentale, influenzando il tempo anche sulla nostra Penisola. La massa d'aria calda, di chiara matrice subtropicale, ha già innescato un netto rialzo delle temperature su Francia e Penisola Iberica. In Italia, questa espansione garantisce giornate caratterizzate da ampie schiarite e un clima tipicamente primaverile, quasi estivo, con valori termici che si riporteranno gradualmente alcuni gradi al di sopra delle medie stagionali.

Rialzo termico: le origini del caldo

L'azione dell'anticiclone non sta puntando direttamente verso il Mediterraneo centrale con la sua componente più calda, preferendo una traiettoria oceanica. L’aria calda, dopo essersi gettata nell'Oceano Atlantico dal Deserto del Sahara, risale lungo il bordo occidentale del promontorio per poi andare confluire verso la parte centrale del continente europeo.

Oltre all'aria calda l'azione di compressione adiabatica di questa importante cupola anticiclonica va ad aumentare ulteriormente le temperature, già di per sé piuttosto calde. L'Italia, posizionata sul fianco orientale di questa imponente struttura, beneficia di correnti settentrionali che, pur limitando gli eccessi termici, proteggono il Paese (almeno per il momento) dalla calura estrema, regalando un clima gradevole, senza onde di calore opprimenti.

l confronto modellistico: GFS vs ECMWF

Dall'analisi dei modelli di oggi, 21 maggio, si può osservare una sostanziale convergenza tra i due principali centri di calcolo, GFS ed ECMWF. Entrambi confermano una sostanziale tenuta del campo anticiclonico fino ad almeno il 26-27 maggio. Tuttavia, emerge una differenza di visione sulla rapidità di erosione che il bordo nordorientale dell'anticiclone potrebbe subire nei giorni successivi.

Questa mappa a 500 hPa, a circa 5.500 m di quota, ci mostra l'avvicinamento delle correnti settentrionali discendenti dal bordo orientale dell'anticiclone che potrebbero minacciare, con aria fresca soprattutto in quota, la stabilità sulla nostra penisola a partire da nord, con condizioni favorevoli all'instabilità e quindi al ritorno di fenomeni temporaleschi.
Questa mappa a 500 hPa, a circa 5.500 m di quota, ci mostra l'avvicinamento delle correnti settentrionali discendenti dal bordo orientale dell'anticiclone che potrebbero minacciare, con aria fresca soprattutto in quota, la stabilità sulla nostra penisola a partire da nord, con condizioni favorevoli all'instabilità e quindi al ritorno di fenomeni temporaleschi.

Il modello ECMWF appare piuttosto cauto, suggerendo una maggiore tenuta dell'alta pressione sul Mediterraneo, mentre GFS ipotizza una spinta più incisiva da parte delle fresche correnti atlantiche già tra mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, quando potrebbero innescare un cedimento più rapido.

Dove i fenomeni potrebbero essere più probabili e intensi

Nell'ottica di un possibile peggioramento a partire da nord per il 27-28 maggio, il Triveneto rappresenta, in questo contesto, una delle aree che, probabilmente, potrà risultare tra quelle maggiormente esposte a questo tipo di fenomeni. Le cui caratteristiche orografiche di questa parte del nostro Paese, costituiscono la sede ideale per fenomeni anche intensi.

Fenomeni convettivi che, in questa "regione" è hanno una evoluzione spesso esplosiva e piuttosto complessa. Il mix tra l'umidità nei bassi strati alimentata dai flussi provenienti dal Mar Adriatico e il forte riscaldamento diurno della Pianura Padana crea un accumulo di energia potenziale convettiva (CAPE) notevole che, quando l'aria fredda in quota, in arrivo da nord, valica l'arco alpino e scorre sopra a queste masse d'aria calda e umida, genera un forcing verticale con violente correnti ascensionali.

Nell'ottica di un possibile peggioramento a partire da nord per il 28 maggio, il Triveneto rappresenta, in questo contesto, una delle aree che, probabilmente, potrà risultare tra quelle maggiormente esposte a questo tipo di fenomeni. Le cui caratteristiche orografiche di questa parte del nostro Paese, costituiscono la sede ideale per fenomeni anche intensi.
Nell'ottica di un possibile peggioramento a partire da nord per il 28 maggio, il Triveneto rappresenta, in questo contesto, una delle aree che, probabilmente, potrà risultare tra quelle maggiormente esposte a questo tipo di fenomeni. Le cui caratteristiche orografiche di questa parte del nostro Paese, costituiscono la sede ideale per fenomeni anche intensi.

Inoltre, in condizioni di forte wind shear (variazione di velocità e direzione del vento con la quota), non ipotizzabili a questa distanza temporale, questo tipo di configurazione può dare vita a delle supercelle, capaci di produrre fenomeni intensi, con grandinate di grandi dimensioni e, in casi estremi, generare anche dei vortici tornadici. Pur trattandosi di una tendenza a lungo termine, tale zona va considerata come un'area sensibile, dove la confluenza di diverse circolazioni richiede, con l'approssimarsi dell'estate, un'attenzione e un monitoraggio costante.

Possibile peggioramento: la soglia del 28 maggio

Alcune proiezioni di tendenza ipotizzano un possibile indebolimento dell'alta pressione proprio intorno al 28 maggio.

L'ingresso di infiltrazioni di aria fresca in quota, e quindi instabili, incontrando il calore in risalita dai bassi strati, potrebbe generare una marcata instabilità atmosferica.

I primi fenomeni, probabilmente di tipo temporalesco, potrebbero interessare inizialmente il Nord-Est e la dorsale appenninica, per poi traslare verso il Centro e, successivamente, il Sud. Instabilità che potrebbe insistere anche nei pomeriggi successivi su molte zone della nostra penisola.

Incertezze e tendenze a lungo termine

È doveroso ricordare che stiamo analizzando una tendenza a 8-9 giorni. La dinamica di fine maggio, spesso caratterizzata da accumulo di calore al suolo, richiede molta attenzione e anche prudenza. La previsione riguardo alle aree interessate sarà definita solo nei prossimi aggiornamenti.

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Per ora, mentre la parentesi soleggiata e stabile ci concederà una parentesi praticamente estiva, continueremo con il monitoraggio alla ricerca di segnali che confermino o smentiscano le ipotesi fin qui formulate.

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