Meteo Italia, c'è una data per la fine delle piogge: le ultime previsioni

Dopo questa data la circolazione sull'area euro-atlantica potrebbe subire delle modifiche, aprendo ad un periodo maggiormente soleggiato e mite su alcune zone del Paese.
Anche il mese di febbraio, in questo inizio del 2026, si sta presentando spiccatamente dinamico, con tante perturbazioni che portano piogge diffuse, nevicate sulle Alpi, ma temperature generalmente miti per la stagione. Le regioni settentrionali e centrali sono state particolarmente colpite da precipitazioni abbondanti. Ma anche le regioni meridionali ne hanno beneficiato, specie i settori tirrenici.
Tuttavia, secondo le ultime proiezioni dei modelli meteorologici, un cambiamento significativo potrebbe arrivare presto, offrendo un respiro alle aree più piovose del Paese. Questo cambiamento dovrebbe manifestarsi più concretamente nella seconda decade del mese di febbraio.
La possibile svolta, c’è la data del 12 febbraio
La data chiave per un'attenuazione delle piogge sull'Italia sembra essere proprio quella successiva al 12 febbraio 2026. In questo periodo, i principali centri di calcolo indicano un mutamento nella circolazione atmosferica a scala europea.

La corrente a getto polare, il potente flusso di correnti in quota, tenderà a spostarsi verso nord, riducendo l'impatto delle perturbazioni sul Mediterraneo. Questo spostamento favorirà l'avvicinamento dell’alta pressione delle Azzorre, che potrebbe estendersi verso l'Italia, portando a una maggiore stabilità atmosferica.
Non si tratterà di un blocco definitivo delle piogge, ma di un'attenuazione graduale, con pause asciutte più frequenti e una riduzione dell'instabilità generale.
La pausa più secca interesserà le regioni del Sud
Al Sud e fra Sardegna e Sicilia, l'influenza dell'alta pressione subtropicale oceanica, potrebbe portare a un anticipo di primavera in alcune aree dell’estremo Sud. Le pause asciutte e soleggiate diverranno sempre più frequenti, specie sulla Sicilia, aprendo a giornate soleggiate, con temperature massime fino a +18°C +19°C.
Le proiezioni indicano che le perturbazioni atlantiche persisteranno, ma intervallate da maggiori pause asciutte, grazie alla maggiore invasività sul Mediterraneo dell’alta pressione delle Azzorre che limiterà l'ingresso di fronti umidi intensi.

Le nevicate potrebbero rimanere confinate alle Alpi, con quote in rialzo, mentre la Pianura Padana potrebbe sperimentare periodi di nebbia e ristagno di inquinanti sotto l'influenza anticiclonica. Le temperature scenderanno leggermente, con massime intorno ai +10°C +12°C, ma senza ondate di gelo marcate.
Esistono scenari alternativi a questa tendenza?
Va sottolineato che queste previsioni sono basate su modelli come ECMWF e GFS, che mostrano una certa divergenza. Ad esempio, il modello GFS ipotizza un'espansione dell'anticiclone delle Azzorre che potrebbe facilitare discese di aria fredda verso l'Europa, con un impatto più fresco sull'Italia settentrionale e centrale intorno al 13-15 febbraio.
Al contrario, ECMWF prevede un freddo più tardivo e limitato, mantenendo un flusso atlantico dominante fino a metà mese. In ogni caso, l'attenuazione delle piogge appare probabile, con un calo delle precipitazioni eccessive e un ritorno a condizioni più tipiche per la fine dell'inverno.
Al momento, invece, rimangono basse le probabilità di vedere importanti ondate di freddo dirette verso l’Italia. Solo le regioni del Nord, in modo particolare l’estremo Nord-est, potrebbero essere influenzati in modo molto marginale dall’ampia circolazione d’aria fredda che domina sul comporto nord-orientale dell’Europa.