Venerdì ciclogenesi esplosiva sui mari italiani

Da venerdì sera l'Italia sarà sferzata da venti molto forti che eccederanno la soglia d'attenzione in molte regioni, attese forti mareggiate fra Sardegna e coste del medio-basso Tirreno.

Daniele Ingemi Daniele Ingemi 11 Dic 2019 - 18:20 UTC

L’ingresso di una saccatura nord oceanica sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con il suo ramo freddo, alimentato da un ramo discendente del “getto polare” che contribuirà ad incrementare la vorticità positiva in quota, favorirà nella giornata di venerdì lo sviluppo, sul medio-alto Tirreno, di un minimo depressionario relativo, supportato in quota da una intensa avvezione di vorticità positiva indotta dal passaggio del ramo principale del “getto polare” sopra il territorio francese, con un “Jet Streak” (massimo di velocità del “getto” in quota) che dal nord Atlantico si muoverà, rapidissimamente, verso il sud della Francia e i Pirenei, sfociando sul mar di Sardegna e sopra l’area tirrenica.

Minimo sottovento alla saccatura

La formazione di questo minimo relativo nei bassi strati, fra il basso mar Ligure e il medio-alto Tirreno, nel corso del pomeriggio di venerdì scatenerà un’autentica tempesta di “mistral” che dalla foce del Rodano si dipanerà molto rapidamente al mar di Corsica, al mar di Sardegna fin dentro le Bocche di Bonifacio, con venti da O-NO e NO particolarmente impetuosi, che potranno toccare picchi anche di oltre 120-130 km/h.

La vera causa che genererà la forte ventilazione nord-occidentale sarà rappresentata dal repentino approfondimento del minimo depressionario relativo che dal Tirreno si sposterà, molto velocemente, in direzione del medio-basso Adriatico e dello Ionio. Proprio durante questa fase l’intensa avvezione di vorticità positiva presente sul Tirreno andrà ulteriormente ad alimentare la depressione, il quale si approfondirà sensibilmente, fino a raggiungere un valore di 984 hPa nel corso della serata/notte di venerdì.

Rischio attivazione del temuto "vento isallobarico"

Questo rapido approfondimento della ciclogenesi attorno le regioni centrali rischia di attivare anche il temuto “vento isallobarico”, che solitamente si manifesta in aree ben più ampie, fra i 500 e i 1000 km, quando si succedono repentini abbassamenti della pressione barometrica (-15 hPa in 6 ore) seguiti da improvvisi rialzi della stessa, legati al ciclo di una ciclogenesi “esplosiva”. In questi casi il “vento isallobarico”, sommandosi al vento di “gradiente”, può dare origine a brevi ma fortissime tempeste di vento che si localizzano nelle aree dove si posizionano i massimi del “gradiente barico”.

Quando i cambiamenti del campo barico su una determinata regione diventano repentini, con brusche cadute di pressione seguite da rialzi barici altrettanto bruschi ed estesi si una vasta area geografica, allora ci troviamo dinnanzi alle condizioni ideali per l’insorgenza del potente e temuto “vento “Isallobarico”.

In simili situazioni su un’area piuttosto vasta, anche di oltre 500-1000 km, il campo barico può variare molto velocemente, costringendo così le masse d’aria a spostarsi il più rapidamente possibile dalle zone in cui la pressione aumenta repentinamente verso quelle zone dove la pressione scende altrettanto repentinamente.

Tale squilibrio del campo barico genera delle forti correnti che si sommano ai già esistenti venti di “gradiente”, muovendosi in parallelo con quest’ultimi. Queste correnti sommandosi al flusso di “gradiente” possono originare dei venti veramente violenti e turbolenti capaci di apportare notevoli danni in presenza di “gradienti barici” particolarmente forti con annessi profondi minimi depressioni in rapido spostamento.

Dal pomeriggio di venerdì prime burrasche fra Sardegna e coste tirreniche

Fra il pomeriggio e la serata di venerdì 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, l’impetuosa ventilazione da Ovest e O-NO, dopo aver spazzato la Corsica e la Sardegna, inizierà a sferzare la Toscana, il Lazio e la Campania, con raffiche che nei punti meglio esposti della costa potranno superare punte di oltre 80-90 km/h.

Ricordiamo che venti di questa intensità, quando investono aree fortemente urbanizzate, possono provocare molti disagi e anche tanti danni. Il rapido tracollo della pressione barometrica atteso in serata farà acquistare ulteriore velocità ai già forti venti di maestrale in uscita dal Rodano, specialmente fra il Golfo del Leone, il mar di Corsica e il mare di Sardegna, dove nella fase clou si potrebbe raggiungere forza 9-10 Beaufort, con raffiche capaci di raggiungere punte di oltre 120-130 km/h.

In Sardegna attesi picchi fino a 140 km/h

I venti più intensi investiranno il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna, il Canale di Sicilia e il Tirreno, lì dove gli impetuosi venti da Ovest e O-NO, in successiva rotazione da NO, eccederanno la soglia d’attenzione, superando forza 8-9 della scala Beaufort, con raffiche in grado di toccare i 130-140 km/h lungo le coste orientali della Sardegna, esposte alle violente raffiche “catabatiche” in discesa dai monti dell’entroterra sardo, 110-120 km/h sulle coste più occidentali del sassarese e oristanese (in particolare nell’area di Capo Caccia particolarmente esposte alle tempeste di maestrale), e picchi sopra gli 90-100 km/h fra il palermitano, il messinese tirrenico e le coste della Calabria tirrenica.

Mari grossi e forti mareggiate su Sardegna occidentale e tirreniche

Mareggiate di una certa intensità sono attese venerdì sera sulle coste occidentali sarde e sui litorali di Lazio, Campania, Campania, Basilicata e Calabria tirrenica, mentre dalla mattinata di sabato 14 dicembre pure sulle coste della Sicilia occidentale e di tutta la Calabria tirrenica, con l’irrompere di ondate ben formate e alte anche più di 5 metri, ma con “Run-Up” fino a oltre 6 metri. Su alcuni tratti della costa tirrenica si attendono danni anche ingenti.

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