Verso un rafforzamento dei venti zonali, ma attenzione alle possibili retrogressioni fredde sull'Europa meridionale

Dalla prossima settimana si andrà incontro ad un inevitabile cambio di circolazione che aprirà la porta delle più miti correnti oceaniche. Ma l'aria fredda presente in Europa potrebbe opporre resistenza, aprendo circolazioni secondarie verso il Mediterraneo.

Dopo giorni dominati dalle fredde correnti di origine polare che hanno stretto nella morsa buona parte del continente, i modelli matematici segnalano un imminente “reset circolatorio”. In parole semplici l’atmosfera sta per cambiare un po’ pelle e la configurazione che abbiamo visto finora sta per essere smantellata.

Un cambiamento che per certi versi possiamo definire anche fisiologico, anche se rimane ancora una certa incertezza e una bassa affidabilità di predicibilità riguardo l’evoluzione attesa nel lungo periodo.

Il possibile rientro in scena dei driver tropicali

Il grande protagonista di questa fase è un fenomeno chiamato MJO (Madden-Julian Oscillation). Immaginatelo come un enorme fascia di cumulonembi e temporali che viaggia lungo l’equatore.

Getto polare.
Dalla prossima settimana la corrente a getto polare diverrà sempre più intensa e meno ondulata, aprendo ad un nuovo pattern circolatorio.

Anche se si trova a migliaia di chilometri da noi, questo regista è in grado di dare una spinta ai venti d’alta quota, influenzando il clima fino alle latitudini temperate. Nei prossimi giorni, la MJO si sposterà in una posizione (la cosiddetta "fase 5") che tipicamente agisce come un acceleratore per le correnti oceaniche.

Verso un getto polare più rettilineo

Il risultato di questa spinta sarà il rinforzo della corrente a getto polare, un vero e proprio "fiume di vento" che corre ad altissima quota dall'Asia all’America verso l'Europa.

Questo flusso diventerà più teso e potente, trasportando masse d'aria più miti e umide dall'Oceano verso il cuore dell'Europa, già dalla prossima settimana.

L’intensificazione, anche notevole, del getto polare, fra il Nord America e l’Europa, potrebbe sollevare verso latitudini più alte quel muro che tiene lontano il gelo dalle medie latitudini, rendendo più difficile per l'aria artica scendere verso l'Italia.

Che fine farà l’aria fredda che si è depositata in Europa?

Indubbiamente, questa nuova configurazione metterà i bastoni tra le ruote all'aria fredda che ha dominato la scena europea negli ultimi tempi. L'aria mite oceanica cercherà di spingere via il freddo verso est.

Ma nella prima fase, visto anche la buona sedimentazione del freddo nei pressi del suolo (cuscino freddo), sarà difficile per le impetuose correnti atlantiche scalzare via l’aria fredda, e molto densa, che si è depositata.

Aria fredda.
Nonostante il rinforzo dei venti atlantici una parte dell'aria fredda affluita in Europa potrebbe muoversi sotto le correnti zonali, in moto retrogrado, raggiungendo alcune aree del Mediterraneo.

Tuttavia, non è escluso che, mentre il grosso del freddo si ritira, una piccola parte di esso riesca a sfuggire e a muoversi "contromano" (con un movimento cosiddetto retrogrado), riuscendo a scivolare verso l’Europa meridionale, investendo alcune aree del Mediterraneo. Si tratterebbe però di episodi brevi e localizzati.

Cosa bisogna aspettarci nelle prossime settimane?

Siamo in una fase di transizione dinamica. Il dominio del freddo sta per finire, lasciando spazio a una circolazione più vivace, tipicamente atlantica, fatta di venti più forti e temperature meno rigide, con le nevicate relegate a quote più alte.

Resta da capire come si assesterà definitivamente questo nuovo scacchiere meteorologico. La grande battaglia tra il mite Atlantico e il freddo continentale è appena iniziata, e i prossimi giorni saranno decisivi per capire chi avrà la meglio per il resto del mese.