Boston Dynamics avvia la produzione di Atlas: la verità sulla rivoluzione degli umanoidi e le sfide di Tesla e Cina

L’intelligenza artificiale accelera lo sviluppo e la produzione di robot umanoidi. Un’analisi realistica tra sfide ingegneristiche, costi e prospettive future per capire quando queste macchine passeranno concretamente dalle fabbriche alle nostre case

Oltre il 2040 i robot non saranno più un lusso per pochi, ma un aiuto capace di gestire la complessità di molte attività impegnative anche all'aperto.
Oltre il 2040 i robot non saranno più un lusso per pochi, ma un aiuto capace di gestire la complessità di molte attività impegnative anche all'aperto.

Ormai è certo, il 2026 segnerà il confine tra l'era dei prototipi da laboratorio e quella dei prodotti industriali. Con l'annuncio della produzione di serie del nuovo Atlas elettrico, Boston Dynamics ha ufficialmente mandato in pensione l'idraulica per abbracciare un'architettura che non serve più a fare capriole nei video, ma a garantire migliaia di ore di operatività nelle fabbriche.

È una scelta di realismo ingegneristico: i motori elettrici sono più semplici da produrre su vasta scala rispetto a pompe e pistoni, consumano meno e permettono una precisione millimetrica che il fluido idraulico non poteva garantire. Tuttavia, il vero motore di questa improvvisa accelerazione non è meccanico, risiede nell'Intelligenza Artificiale.

Grazie all'integrazione di modelli di apprendimento per imitazione, come quelli sviluppati in collaborazione con Google DeepMind, il nuovo Atlas è in grado di mappare l'ambiente e manipolare oggetti, non perché è stato programmato per farlo, ma perché ha "osservato" come farlo.

Questo sposta il limite del potenziale tecnologico: il robot non è più una macchina rigida, ma un sistema adattivo capace di correggere la presa su un qualsiasi oggetto, se questo scivola di pochi cm.

Il prossimo futuro (1-5 anni): la diffusione negli spazi controllati

No, molto probabilmente nei prossimi 5 anni non vedremo umanoidi passeggiare per le strade. Un approccio economico realistico ci dice che questi robot rimarranno confinati in ambienti "strutturati", come fabbriche automobilistiche (come quelle di Hyundai), centri logistici e magazzini automatizzati. In questo orizzonte, la sfida sarà tra l'eccellenza ingegneristica di Boston Dynamics e la visione di Elon Musk.

Nei prossimi anni gli esoscheletri semi-automatici (con assistenza AI) potranno supportarci in lavori pesanti o usuranti, nel favorire il movimento di persone affette da disabilità o anziane, o come supporto di potenza per chiunque.
Nei prossimi anni gli esoscheletri semi-automatici (con assistenza AI) potranno supportarci in lavori pesanti o usuranti, nel favorire il movimento di persone affette da disabilità o anziane, o come supporto di potenza per chiunque.

Sebbene le promesse di Tesla, su un Optimus (il robot umanoide di casa Tesla) venduto a 20.000 euro entro breve tempo, siano spesso dettate dalla propaganda finanziaria, il loro approccio punta sulla semplificazione estrema per l'utilizzo di massa.

Contemporaneamente, aziende cinesi come Unitree stanno già immettendo sul mercato modelli da circa 15.000 euro, meno raffinati di Atlas ma pronti per compiti di ronda o trasporto semplice, saturando già la fascia bassa del mercato.

Con l'annuncio della produzione di serie del nuovo Atlas elettrico, Boston Dynamics ha ufficialmente mandato in pensione l'idraulica per abbracciare un'architettura che non serve più a fare capriole nei video, ma a garantire migliaia di ore di operatività nelle fabbriche.
Con l'annuncio della produzione di serie del nuovo Atlas elettrico, Boston Dynamics ha ufficialmente mandato in pensione l'idraulica per abbracciare un'architettura che non serve più a fare capriole nei video, ma a garantire migliaia di ore di operatività nelle fabbriche.

Nei prossimi anni è assai probabile l'integrazione robotica parziale in alcune attività umane. Gli esoscheletri semi-automatici (con assistenza AI) potranno supportarci in lavori pesanti o usuranti, nel favorire il movimento di persone affette da disabilità o anziane, ma anche chi avesse bisogno di un supporto di potenza addizionale (vedi bici elettriche) o anche per un "allenamento controllato".

Il medio termine (5-15 anni): l’uscita dalle fabbriche

Tra il 2031 e il 2040 assisteremo alla vera prova del nove, con l’ingresso dei robot nel settore dei servizi. Una volta abbattuti i costi di produzione, grazie alle economie di scala, gli umanoidi inizieranno a popolare ospedali, RSA e grandi aeroporti. In questa fase, la tecnologia dovrà risolvere il problema della sicurezza intrinseca.

Un robot che pesa 80 kg e si muove tra le persone deve essere in grado di fermarsi istantaneamente senza arrecare danni.

Le prospettive di benessere sono enormi, specialmente per l'assistenza a una popolazione sempre più anziana, ma i rischi sono altrettanto concreti. La gestione della privacy in ambienti privati e lo spostamento di milioni di lavoratori manuali verso nuove forme di occupazione che oggi ancora non esistono, saranno la grande sfida.

Verso l'incredibile: tatto digitale e intelligenza integrata

Fino a pochi anni fa, l'idea che un robot potesse manipolare un oggetto fragile con la stessa sensibilità di un essere umano era pura fantascienza. Oggi, la nuova frontiera si chiama sensibilità tattile 3D.

Grazie a sensori avanzati, i robot iniziano a sentire la pressione e la consistenza, riuscendo a sollevare un uovo o una tazzina senza applicare troppa forza, un compito un tempo proibitivo. Ma la vera sfida, che ci lascerà increduli nei prossimi anni, è l'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale Integrata, nel senso di incorporata nel robot stesso.

Grazie a sensori avanzati, i robot iniziano a sentire la pressione e la consistenza, riuscendo non solo a sollevare oggetti pesanti, ma anche delicati e fragili.
Grazie a sensori avanzati, i robot iniziano a sentire la pressione e la consistenza, riuscendo non solo a sollevare oggetti pesanti, ma anche delicati e fragili.

Perciò non parliamo più di macchine che eseguono ordini, ma di sistemi autonomi che "imparano facendo". La prossima generazione di umanoidi integrerà la visione binoculare dinamica con l'apprendimento diretto.

Il robot non dovrà più essere istruito su ogni singolo movimento, ma potrà guardare un umano che cucina o ripara un guasto, o anche un video, e replicare la stessa azione autonomamente, adattando la forza e la traiettoria in tempo reale.

Le sfide tecniche restano imponenti, specialmente per quanto riguarda l'autonomia delle batterie e la gestione della latenza decisionale. Tuttavia la ricerca è già prossima a obiettivi incredibili, come la coordinazione multi-robot, fondamentale per creare "squadre di lavoro" integrate, e lo sviluppo della robotica soft.

Uno degli sviluppi più promettenti della robotica moderna, affiancata dalla AI, riguarda la chirurgia di precisione. Questi interventi sono già una realtà, realizzati da un chirurgo che utilizza "arti meccanici di precisione", ma la prossima frontiera sarà un intervento realizzato in completa autonomia dai robot.
Uno degli sviluppi più promettenti della robotica moderna, affiancata dalla AI, riguarda la chirurgia di precisione. Questi interventi sono già una realtà, realizzati da un chirurgo che utilizza "arti meccanici di precisione", ma la prossima frontiera sarà un intervento realizzato in completa autonomia dai robot.

L'obiettivo è quello superare il concetto di macchina rigida e fredda, per dare vita a sistemi sicuri e flessibili al tatto, capaci di interagire fisicamente con l'uomo in modo naturale. I robot potranno affiancarsi a insegnati, poliziotti o chirurghi (cosa che fanno già adesso con sembianze non umanoidi).

Oltre il 2040, la robotica domestica diventerà bene di consumo di massa

Oltre il 2040, molto probabilmente gli ostacoli tecnologici sopra citati saranno superati, il robot potrebbe finalmente varcare la soglia di casa nostra. Non sarà più un lusso per pochi, ma un aiuto domestico capace di gestire la complessità di una cucina o le faccende quotidiane, come anche molte attività impegnative anche all'aperto e non solo per la casa.

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La svolta non sarà solo tecnica ma anche sociale. Infatti la convivenza quotidiana con macchine antropomorfe richiederà un nuovo quadro etico e legale. Il successo di questa tecnologia dipenderà dalla nostra capacità di integrare questi sistemi, senza creare nuove forme di isolamento o dipendenza tecnologica totale.