Cosa accadrebbe al clima italiano in caso di collasso totale dell’AMOC?
Ecco come cambierebbe il clima sull'Italia in caso di collasso totale dell'AMOC sul Nord Atlantico. Le ripercussioni saranno importanti, anche sul piano agricolo ed economico.

Con l’acronimo AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) si fa riferimento alla circolazione termoalina dell'Atlantico meridionale, ossia al vasto sistema di correnti oceaniche che trasporta acqua calda dai tropici verso nord e acqua fredda verso sud.
Da diversi anni gli scienziati stanno lanciando vari allarmi, in vista di un possibile collasso totale di questa corrente marina. Ed in caso di collasso totale gli effetti saranno immediati, non solo in Europa, ma anche da noi in Italia.
Cosa accadrà quando si fermerà?
Il giorno in cui il motore dell’Atlantico si fermerà, il clima dell’Italia cambierà per sempre. Il collasso della Circolazione Meridionale del Rovesciamento Atlantico (AMOC), questo grande nastro trasportatore oceanico di cui fa parte la Corrente del Golfo, non è più solo la trama di un film hollywoodiano, ma uno scenario studiato con crescente preoccupazione dagli scienziati.

Se questa gigantesca pompa di calore dovesse arrestarsi completamente, l'Europa intera subirebbe uno shock termico.
Il Nord Italia vedrebbe inverni molto più rigidi
Il Nord Italia perderebbe completamente la protezione mitigatrice dell'Atlantico, trasformando il suo clima temperato in qualcosa di molto simile a quello dell'Europa dell'Est, ancora più continentale. Gli inverni diverrebbero ancora più rigidi, con l’aumento delle giornate con gelate intense.
La Pianura Padana, cuore agricolo del Paese, subirebbe un duro colpo. I fiumi come il Po verrebbero alimentati da ghiacciai alpini ormai ridotti al minimo e da piogge invernali scarse (sostituite dalla neve che rilascia acqua solo in primavera).
Il Centro Italia: fiumi a secco e ondate di freddo intense in inverno
Nelle regioni centrali, l'effetto combinato del blocco dell'AMOC e del riscaldamento globale creerebbe un'alternanza distruttiva di stagioni.
Le estati lunghissime e la carenza di precipitazioni causata dallo spostamento delle perturbazioni verso altre latitudini ridurrebbero i grandi fiumi dell'Italia centrale a torrenti quasi asciutti. Città storiche come Roma e Firenze dovrebbero razionare l'acqua potabile per mesi.

Di contro, le colline toscane e i borghi umbri e marchigiani verrebbero investiti da improvvise e violentissime ondate di freddo provenienti dai Balcani, non più contrastate dalle correnti calde occidentali. Gli Appennini subirebbero nevicate a quote bassissime, isolando i centri abitati interni.
Il Sud e le Isole: lo spettro della desertificazione
Il Sud Italia subirebbe l'impatto più drammatico sul fronte del calore e dell'aridità, accelerando un processo di tropicalizzazione già parzialmente in atto.
Intere aree della Sicilia interna, della Sardegna e del Tavoliere delle Puglie vedrebbero il proprio suolo inaridirsi fino alla desertificazione. Coltivazioni storiche come il grano, gli ulivi e i vigneti rischierebbero di scomparire o dovrebbero essere delocalizzate.
Si tratta solo di scenari ipotetici, ma se un domani l’AMOC dovrebbe bloccarsi, questi scenari ipotetici potrebbero trasformarsi in realtà, rischiando di avere pesantissime ripercussioni sull’economia di intere regioni.