Disinformazione sui vulcani: i 18 errori che si ripetono durante le eruzioni e come individuare le fake news
La disinformazione sui vulcani può distorcere la percezione del pericolo: uno studio ha analizzato 375 articoli di cronaca e ha individuato 18 errori comuni durante le eruzioni.

Una fotografia antica, un dato spiegato male o un titolo esagerato possono trasformare un'informazione su un vulcano in un contenuto fuorviante. Durante un'eruzione, inoltre, i social network moltiplicano la velocità con cui questi contenuti circolano. Il risultato può influenzare il modo in cui la popolazione interpreta il pericolo.
Può anche generare allarme quando le circostanze non giustificano una simile reazione. Per questo, distinguere i fatti dalle interpretazioni è particolarmente importante durante un'emergenza vulcanica.
Un'analisi realizzata da ricercatori di diverse università, osservatori vulcanologici ed enti pubblici ha esaminato 375 articoli pubblicati tra il 2017 e il 2022. Lo studio ha individuato fino a 18 idee errate legate ai vulcani e a fenomeni come terremoti, cenere, clima o durata delle eruzioni.
Alcuni errori derivavano da concetti scientifici fraintesi. Altri erano legati a immagini utilizzate fuori dal loro contesto geografico o temporale. La ricerca ha inoltre analizzato il modo in cui determinati messaggi finiscono per diffondersi durante una crisi.
Disinformazione sui vulcani: 18 errori che si ripetono
Uno degli errori più comuni consiste nel chiamare "fumo" la cenere espulsa da un vulcano. Questa definizione è errata: la cenere è composta da minuscole particelle di roccia, cristalli e vetro vulcanico, che possono mescolarsi con gas e vapore acqueo all'interno della colonna eruttiva. Qualcosa di simile accade con la cosiddetta "camera magmatica". L'espressione può far pensare a una grande cavità sotterranea completamente piena di materiale liquido, mentre i sistemi presenti sotto i vulcani possono comprendere roccia fusa, cristalli e gas.
¿Muchos sismos pequeños evitan un sismo grande?
— SkyAlert (@SkyAlertMx) January 23, 2021
¿Septiembre es la temporada de sismos?
Aquí te explicamos algunos de los mitos más importantes sobre sismos y volcanes que son alimentados por la desinformación.
https://t.co/E0m6yMAEXz pic.twitter.com/t3vgu01wC8
Lo studio raccoglie anche concetti che compaiono frequentemente nelle informazioni sulle grandi eruzioni. Tra questi figurano l'Anello di Fuoco del Pacifico, i supervulcani e i cosiddetti megatsunami. Il problema non consiste soltanto nell'utilizzare termini d'impatto, ma anche nell'interpretazione che possono ricevere quando vengono presentati senza sufficiente precisione scientifica. Una spiegazione errata può finire per modificare la percezione che il pubblico ha di una minaccia vulcanica.
La ricerca ha inoltre individuato casi in cui immagini reali sono state associate a eventi differenti. Durante l'attività del monte Agung, a Bali, nel 2017, fotografie risalenti a precedenti eruzioni di altri vulcani circolarono come se fossero relative a quell'eruzione. Ci furono anche nubi ed emissioni gassose erroneamente identificate come attività eruttiva. Alcune informazioni arrivarono a sostenere che una possibile eruzione avrebbe potuto interessare l'intera isola, generando preoccupazione tra i turisti e costringendo gli specialisti a smentire affermazioni prive di fondamento.
Disinformazione sui vulcani e il pericolo delle immagini
L'eruzione dell'Etna registrata in Sicilia nel 2025 offre un altro esempio. In quell'episodio si verificò un flusso piroclastico all'interno di una zona che era già stata chiusa al pubblico.
Tuttavia, alcuni video mostravano turisti che si allontanavano dall'area e iniziarono a circolare come se fossero immagini di persone "in fuga per salvarsi la vita". La selezione e la presentazione di quelle registrazioni trasmisero una situazione molto più pericolosa di quella che emergeva dai fatti conosciuti.

Fotografie e video richiedono quindi una verifica specifica prima di essere condivisi. Un'immagine può essere autentica e, allo stesso tempo, essere collegata a un altro vulcano, a un'altra data o a una situazione diversa. L'arrivo di contenuti generati attraverso l'intelligenza artificiale aggiunge un'ulteriore difficoltà. Verificare l'origine di una registrazione e cercare riferimenti su quando e dove è stata realizzata permette di ridurre il rischio di diffondere materiale fuorviante.
La disinformazione sui vulcani può emergere anche nell'interpretazione di ciò che potrebbe accadere dopo un'eruzione. Esiste una differenza tra una possibilità e una previsione. Il fatto che un fenomeno possa verificarsi non significa che accadrà né che rappresenti il risultato più probabile. Gli scienziati lavorano in condizioni di incertezza e prendono in considerazione diverse possibilità per preparare risposte a situazioni caratterizzate da differenti livelli di probabilità.
Yellowstone e come verificare un'informazione su un vulcano
Yellowstone concentra una parte consistente dei messaggi più allarmistici. Per anni, film, documentari e alcuni media hanno presentato questo vulcano statunitense come un "supervulcano in ritardo", associato a una futura eruzione capace di porre fine all'umanità. Anche i terremoti registrati nella zona sono stati talvolta utilizzati per sostenere l'idea che una grande eruzione fosse imminente.

I dati analizzati non supportano questa interpretazione. Le circa 50 eruzioni più recenti di Yellowstone sono state colate di lava i cui effetti sono stati principalmente locali. Inoltre, descrivere un'eruzione come "in ritardo" può indurre a pensare che esista una data che deve necessariamente essere rispettata. I vulcani non funzionano secondo un calendario che stabilisca quando debba obbligatoriamente verificarsi la loro prossima eruzione.
Volcanic forecasting is not a countdown: even a series of earthquakes does not, by itself, mean an eruption is imminent, because volcanoes must be assessed through multiple signals and scenarios. @vubrussel https://t.co/e2vG3R0J56
— Phys.org (@physorg_com) August 19, 2026
Di fronte a una crisi, la prima verifica deve concentrarsi sull'origine dell'informazione. Gli osservatori vulcanologici, gli enti geologici e le autorità di emergenza costituiscono riferimenti fondamentali per sapere cosa sta accadendo.
Si possono consultare anche gli specialisti, tenendo sempre presente che le loro dichiarazioni devono rientrare nel loro specifico ambito di competenza. Verificare chi fa un'affermazione, quali prove fornisce e se un'immagine corrisponde realmente al luogo e al momento indicati sono semplici passaggi che aiutano a individuare i contenuti fuorvianti.
Riferimento della notizia
Janine B. Krippner, Sam Poppe, Cristian Farías, Edward Venzke, Michael P. Poland, Boris Behncke, Sara K. McBride, Jessica Ball, Diana C. Roman, Heather K. Handley, Claire J. Horwell, Benjamin Edwards, Loÿc Vanderkluysen, Carol Stewart, Emma J. Nicholson, Alia Juman, Ma. Mylene Martinez-Villegas, Brian Terbush, Erik W. Klemetti, Jazmin P. Scarlett, Rebecca Williams, Valerie A. Finlayson, Kadie L. Bennis, Sally S. K. Sennert, Thomas Pierson, Devy K. Syahbana & Arianna Soldati. Getting the story straight: common misconceptions around volcanoes and eruptions with case studies of recent events.