El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale: rischio di eventi meteo estremi

El Niño continuerà a rafforzarsi nei prossimi mesi e potrebbe raggiungere un'intensità molto elevata entro la fine dell'anno. L'OMM avverte di possibili cambiamenti significativi nelle precipitazioni e nelle temperature e di un aumento del rischio di eventi meteorologici estremi.

L'OMM sta già collaborando con i servizi meteorologici e idrologici nazionali per rafforzare i sistemi di allerta precoce e la preparazione ai potenziali impatti. Agricoltura, energia, sanità, risorse idriche e gestione delle emergenze sono alcuni dei settori che potrebbero essere interessati dai cambiamenti associati al fenomeno.
L'OMM sta già collaborando con i servizi meteorologici e idrologici nazionali per rafforzare i sistemi di allerta precoce e la preparazione ai potenziali impatti. Agricoltura, energia, sanità, risorse idriche e gestione delle emergenze sono alcuni dei settori che potrebbero essere interessati dai cambiamenti associati al fenomeno.

Il fenomeno El Niño è già in atto e tutto lascia presagire un'ulteriore intensificazione. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha appena aggiornato la sua valutazione, prevedendo che l'evento possa raggiungere un'intensità molto elevata nei prossimi mesi, con effetti su temperature e precipitazioni che potrebbero protrarsi fino all'inizio del 2027.

Il segnale è particolarmente significativo, dato che i principali centri di previsione climatica a livello mondiale stimano una probabilità prossima al 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027. Secondo l'OMM, si tratta di una delle previsioni più precise finora formulate, supportata da un elevato grado di concordanza tra i diversi modelli e sistemi di previsione.

Il Pacifico tropicale si sta riscaldando sempre di più

Le tendenze oceaniche spiegano in gran parte questa situazione. Le acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale, proprio la regione in cui si sviluppa il caratteristico segnale di El Niño, sono ben al di sopra della norma e continuano a riscaldarsi.

L'indice Niño 3.4, uno dei principali indicatori utilizzati per monitorare il fenomeno, ha registrato un'anomalia media di +1,5 °C tra maggio e luglio, raggiungendo circa +2 °C a luglio. Ma il riscaldamento non si è fermato qui.

Un El Niño molto intenso non significa che tutti i paesi sperimenteranno le stesse condizioni.
Un El Niño molto intenso non significa che tutti i paesi sperimenteranno le stesse condizioni.

Nelle settimane successive, le temperature settimanali sono aumentate fino a raggiungere valori compresi tra +2,2 e +2,6 °C, un segnale che conferma l'intensificarsi del fenomeno El Niño. Un dato ancora più significativo emerge da questa analisi: a luglio e all'inizio di agosto, al di sotto della superficie oceanica, sono state osservate aree con temperature superiori di oltre 8 °C alla norma.

Questo enorme serbatoio di calore sottomarino contribuisce al riscaldamento superficiale ed è uno dei principali argomenti a sostegno della previsione di un ulteriore rafforzamento di El Niño.

Un pianeta più esposto a fenomeni meteorologici estremi

Un El Niño molto intenso non significa che tutti i paesi sperimenteranno le stesse condizioni. Infatti, la risposta atmosferica dipende dalla regione, dal periodo dell'anno e dalla sua interazione con altri modelli meteorologici.

Ciononostante, un evento di questa portata può alterare significativamente la circolazione atmosferica su scala globale e sconvolgere i normali modelli di temperatura e precipitazione. L'OMM avverte che ciò può tradursi in un aumento del rischio di inondazioni, siccità e caldo estremo in diverse parti del mondo.

Per il periodo settembre-novembre 2026, i modelli utilizzati dall'organizzazione indicano una maggiore probabilità di temperature superiori alla media in quasi tutte le aree continentali. Per quanto riguarda le precipitazioni, si prevede una distribuzione tipica di un forte evento El Niño, sebbene i suoi effetti specifici varino considerevolmente da regione a regione.

Inoltre, lo scenario climatico sarà influenzato da altri fattori. Tra questi, una probabile fase positiva del Dipolo dell'Oceano Indiano, che potrebbe raggiungere un'anomalia stagionale di circa +0,9 °C durante il periodo settembre-ottobre-novembre.

Anche l'Atlantico tropicale, dal canto suo, presenta temperature superiori alla media. La combinazione di questi fenomeni potrebbe rafforzare, modificare o addirittura contrastare alcuni degli effetti tipici di El Niño, a seconda della regione.

Il picco si raggiungerebbe verso la fine del 2026

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) prevede che El Niño continuerà ad intensificarsi nei prossimi mesi, raggiungendo il suo picco verso la fine dell'anno. Tuttavia, le sue conseguenze climatiche non si esauriranno necessariamente con l'attenuarsi del riscaldamento del Pacifico.

El Niño si sviluppa tipicamente tra marzo e giugno, raggiunge la sua massima intensità tra novembre e febbraio e può lasciare un segno duraturo sulle temperature e sui modelli meteorologici anche dopo il suo picco.

Pertanto, l'organizzazione internazionale ritiene particolarmente importante anticiparne le potenziali conseguenze nel corso del 2027.

L'OMM sta già collaborando con i servizi meteorologici e idrologici nazionali per rafforzare i sistemi di allerta precoce e la preparazione ai potenziali impatti. Agricoltura, energia, sanità, risorse idriche e gestione delle emergenze sono alcuni dei settori che potrebbero essere interessati dai cambiamenti associati al fenomeno.

El Niño è un fenomeno naturale e non è causato dai cambiamenti climatici. Tuttavia, si verifica su un pianeta che presenta già temperature globali eccezionalmente elevate.

Questa combinazione può rendere più gravi alcuni episodi di caldo estremo e altri eventi meteorologici. L'avvertimento, quindi, non è che El Niño produrrà gli stessi eventi estremi ovunque, ma che lo scenario climatico globale nei prossimi mesi sarà particolarmente dinamico e richiederà una maggiore preparazione.

Riferimento della notizia

World Meteorological Organization (WMO). (Agosto26). El Niño/La Niña Update.