Emergenza smog: cause e rimedi

È emergenza smog al nord, concentrazioni oltre i limiti di legge anche nelle città del centro sud. Complice l’anticiclone, le concentrazioni di polveri fini sono da giorni oltre i limiti di legge. Perché l’aria in inverno è così inquinata?

Luca Lombroso Luca Lombroso 04 Gen 2020 - 15:16 UTC

Domina ormai da settimane, soprattutto al centro-nord, un gigantesco anticiclone. Il bel tempo invernale ha i suoi risvolti negativi, tanto che si potrebbe parlare di maltempo anticiclonico. Fra questi, l’inquinamento atmosferico, ormai una costante in questa stagione per le grandi città del nord e anche del centro-sud quando non piove o non nevica.

A Milano è dal 23 dicembre i PM 10 sono oltre il limite di legge di 50 ug/m3 di media giornaliera dal 23 dicembre, a Verona, Modena e Ferrara dal 27 dicembre, dai primi del 2020 superamenti anche a Firenze e a Roma. Ecco quali sono le cause dell’inquinamento.

Fattori meteo e geografici

La concentrazione degli inquinanti è fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche. Gli anticicloni invernali in particolare favoriscono il fenomeno dell’inversione termica.

Normalmente, come noto, la temperatura diminuisce con la quota. Ma durante le lunghe notti invernali, il suolo perde calore molto velocemente, raffreddando di conseguenza gli strati più bassi dell’atmosfera. Questo fenomeno è favorito dalla presenza di alta pressione e scarsa ventilazione, soprattutto in aree geografiche chiuse come Pianura Padana, alcune valli Alpine e le conche del centro sud Italia.

In queste condizione, la temperatura anziché diminuire aumenta con la quota. l’inversione termica funge come se fosse il soffitto di una stanza. Tutto ciò che viene emesso dentro questo strato, vi resta intrappolato.

Lo smog

Con forte raffreddamento e aria sufficientemente umida può poi formarsi la nebbia, che ha effetti complessi sull’inquinamento. È proprio il combinarsi dei due fattori, inquinamento e nebbia, all’origine del termine smog, che deriva dall’inglese smoke+fog, fumo e nebbia.

ovviamente, la situazione meteo o la geografia favoriscono l’inquinamento, ma non ne sono in realtà colpevoli. L’inquinamento è dovuto e causato dalle emissioni antropiche.

Le emissioni: chi e cosa inquina l’aria?

Anzitutto, ci sono diversi tipi di inquinanti che causano danni di tipo diverso all’ambiente e alla salute umana. Fino agli anni 1980, a preoccupare era soprattutto l’anidride solforosa (SO2), dovuta all’uso di combustibili molto sporchi come olio pesante e carbone e responsabile anche delle piogge acide.

L’introduzione di filtri negli impianti energetici e l'abbandono di questi combustibili sporchi ha arginato anche con successo questo grave problema ambientale, ma complice la crescita dei consumi energetici sono sorti, negli anni 1990, altri problemi.

Allora, erano regolamentate in particolare le concentrazioni di NO2 e CO, dovute soprattutto al traffico e ai riscaldamenti domestici. Su questi, provvedimenti come le targhe alterne alla circolazione avevano una discreta efficacia, ma la riduzione più forte venne grazie all’introduzione delle marmitte catalitiche.

Ancora una volta però il problema smog non è stato risolto definitivamente. L’ulteriore aumento di veicoli in circolazione e nuove conoscenze scientifiche hanno fatto crescere la preoccupazione per le polveri fini e ultrafini, indicato col termine PM 10 (Particulate Matter 10 um, particolato sotto ai 10 millesimi di millimetro) e le ancor più dannose PM 2.5, di diametro inferiore a 2.5 mm.

Le fonti e cause di inquinamento da polveri fini e ultrafini sono molto più complesse di quelle degli inquinanti gassosi. Solo la metà delle PM proviene da emissioni dirette, l’altra parte si forma come inquinante secondario a causa di processi fotochimici in atmosfera, anche dopo alcuni giorni dall’emissione e a distanza dalle fonti. A concorrere, il traffico, soprattutto i veicoli diesel, ma anche il riscaldamento domestico, soprattutto con l’uso della legna e biomasse, l’agricoltura e la zootecnia.

D'estate il problema PM10 si riduce per l'assenza di inversioni termiche persistenti, ma per opposto si presenta il problema ozono troposferico

I rimedi

Individualmente possiamo essere parte della soluzione adottando le consuete buone pratiche ambientali come mantenere la temperatura degli edifici entro i 19°C o ridurre l’uso dell’auto, ma per risolvere il problema servono interventi strutturali per incentivare la mobilità sostenibile, migliorare l’isolamento degli edifici, diffondere le energie rinnovabili, ridurre i rifiuti e ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura e dei grandi allevamenti.

Azioni simili, ma con alcune importanti differenze, a quelle sui cambiamenti climatici. E' necessaria la consapevolezza di tutti noi, i vantaggi sarebbero enorme, oltre alla salute e agli impressionanti numeri di morti premature, 400000 all’anno in Unione Europea, inoltre l’inquinamento incide per il 4% sul PIL per i costi sanitari.

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