Nubi basse, nebbie e smog: è il “maltempo anticiclonico”. E poi?

L'estate di San Martino in parte mascherata da grigiori e smog, ma l’attenzione è già sul calo delle temperature atteso a fine mese. Ecco cosa succederà.

Luca Lombroso Luca Lombroso 13 Nov 2018 - 08:04 UTC
In Valpadana e nelle valli nebbie, nubi basse e ristagno inquinanti ovvero "maltempo anticiclonico".

Dopo un avvio stentato dell'estate di San Martino, da oggi l’alta pressione raggiungerà la sua massima estensione. Negli ultimi giorni infatti una blanda saccatura ha mantenuto tempo incerto sul nordovest, con rovesci anche di una certa intensità sulla Liguria, nuvolosità stratificata su Sardegna e regioni tirreniche, nubi basse e nebbie in Val padana, inquinamento in aumento nelle città. Insomma, una sorta di “maltempo anticiclonico”, ciò nonostante le temperature sono sopra la media su tutta la penisola, soprattutto al nord. Insomma, anche se non in tutte le località splende il sole, l’estate di San Martino ha preso il via e durerà, come da proverbio, tre giorni e un pochino.

Anticiclone e inversioni termiche

L’Anticiclone in consolidamento raggiungerà la sua massima estensione lungo la nostra penisola nella giornata di mercoledì 14 novembre, con massimo in superficie di 1030 hPa a nord delle Alpi e con una struttura cosiddetta ad omega in quota, che protegge dalle perturbazioni l’intera penisola. Aria calda per la stagione, soprattutto in quota si riscontra una anomalia positiva, ovvero calda, di 4-6°C rispetto alla climatologia. Lo scorrimento di aria calda contribuirà ad accentuare le inversioni termiche in Val Padana e in parte anche nelle pianure e valli del centro Italia. Il sole risulterà quindi pallido nelle città del nord dove le concentrazioni di inquinanti aumenteranno. A sensazione a causa dell’elevata umidità ad alcuni potrà ad alcuni sembrare freddo, ma le temperature, attorno a +6/+8°C di notte e 14-16°C di giorno, sono decisamente sopra la media stagionale.

Al centro-sud Italia avremo un paio di giorni di tempo buono con temperature gradevoli di giorno, sui 18-20°C, e relativamente fresco di notte, come del resto normale in questa stagione. Da venerdì però il massimo anticiclonico si sposterà sulla Russia e inizieranno ad attivarsi per la prima volta nella stagione autunno-invernale correnti più fredde da est.

Mappa ECMWF in superficie per il 18/11/2018. La presenza di anticicloni a latitudini settentrionali è un tipico fattore sinottico delle avvezioni di aria fredda.

Poi? Freddo si ma relativo

Nel fine settimana, complice il rafforzamento a 1040 hPa del massimo anticiclonico sulla Scandinavia, le correnti fredde faranno il loro ingresso dapprima nei versanti adriatici e quindi un po’ su tutta penisola, causando tempo instabile-perturbato al centro-sud e un graduale calo delle temperature su tutta la penisola.

Di quanto farà più freddo? Fra sabato e domenica i nostri modelli indicano un calo di 6/8°C rispetto ai valori attuali, calo marcato non tanto perché arrivi chissà quale freddo ma perché partiamo da condizioni nettamente oltre quella che, almeno prima del conclamarsi dei cambiamenti climatici, era la norma.

Da seguire, riguardo ai fenomeni, la formazione di una depressione in prossimità del Mar Jonio, con fenomeni che in quei settori di Sicilia e Calabria potrebbero presentarsi forti.

Aria ulteriormente più fredda potrebbe affluire poi dopo il 20 novembre, soprattutto sull’Europa centrale, mentre si assisterà a un anomalo e forte riscaldamento alle latitudini settentrionali. Come normale a medio-lungo termine e soprattutto in queste situazioni, sono tante le incertezze nella modellistica. Gli indici probabilistici indicano solo al 20-30% l’attendibilità delle mappe a medio-lungo termine, dunque seguite i nostri aggiornamenti per i dettagli.

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