I parchi eolici offshore stanno cambiando il Mare del Nord: ecco cosa dicono le simulazioni su vento e maree

La massiccia espansione dell'energia eolica offshore modificherà radicalmente il Mare del Nord. I ricercatori dell'Helmholtz Centre Hereon hanno simulato per la prima volta gli effetti a lungo termine del vento e delle maree provenienti da queste strutture, scoprendo cambiamenti significativi nelle correnti, nei sedimenti e negli ecosistemi.

Parco eolico offshore nel Mare del Nord. Immagine: Ina Frings/Helmholtz Centre Hereon
Parco eolico offshore nel Mare del Nord. Immagine: Ina Frings/Helmholtz Centre Hereon
Lisa Seyde
Lisa Seyde Meteored Germania 5 min

Entro il 2050 la capacità eolica offshore installata nel Mare del Nord dovrebbe aumentare di oltre dieci volte. Ciò che questo significhi dal punto di vista fisico per il mare è stato finora compreso solo in parte. Un team di ricerca dell’Helmholtz-Zentrum Hereon ha ora analizzato per la prima volta gli effetti a lungo termine sull’idrodinamica del Mare del Nord. Al centro dello studio vi sono i cosiddetti effetti di scia.

Gli effetti di scia (detti anche Wake effects) sono generati dalle correnti dietro gli ostacoli, in particolare da correnti di vento o di marea.

Le turbine eoliche offshore sottraggono energia cinetica all’atmosfera e influenzano così le correnti d’aria e le correnti marine superficiali. Sotto l’acqua, le fondamenta degli impianti rallentano le correnti di marea e generano vortici turbolenti dietro le strutture. Questi effetti di scia del vento e delle maree finiscono poi per sovrapporsi.

Interazioni inattese

Finora gli effetti atmosferici e quelli oceanici sono stati per lo più analizzati separatamente. Il gruppo di lavoro guidato dal geofisico Nils Christiansen dell’Hereon-Institut für Küstensysteme – Analyse und Modellierung ha ora studiato insieme entrambi i processi.

La base dello studio è stato uno scenario di sviluppo dell’energia eolica offshore fino al 2050. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment.

Confronto tra gli effetti di scia del vento e delle maree (wind wakes e tidal wakes) e il loro effetto combinato (cumulative). Immagine: Christiansen, Daewel & Schrum, 2026
Confronto tra gli effetti di scia del vento e delle maree (wind wakes e tidal wakes) e il loro effetto combinato (cumulative). Immagine: Christiansen, Daewel & Schrum, 2026

Le simulazioni mostrano cambiamenti evidenti, in particolare nella Baia Tedesca. Le velocità delle correnti diminuiscono e le frequenze si modificano.

“Le nostre simulazioni delineano un nuovo schema di correnti, finemente strutturato, che non è visibile solo all’interno dei parchi eolici ma può estendersi in tutto il Mare del Nord – con un rallentamento delle velocità superficiali fino al 20% in uno scenario di sviluppo al 2050.”

– Nils Christiansen, geofisico, Hereon-Institut für Küstensysteme – Analyse und Modellierung

Le conseguenze non riguardano solo singoli siti. Potrebbero infatti verificarsi cambiamenti su larga scala nel trasporto dei sedimenti.

Le correnti determinano dove sabbia e limo vengono depositati o erosi. Anche la mescolanza delle acque marine dipende in larga misura da esse. Questo, a sua volta, influenza l’ecosistema marino. I cambiamenti potrebbero incidere sulla distribuzione dei nutrienti, sui livelli di ossigeno e sugli habitat.

Inoltre, previsioni accurate delle correnti sono fondamentali per la navigazione, la protezione civile, la gestione ambientale e la pesca. Se i modelli di circolazione cambiano in modo sistematico, anche i modelli e i sistemi di previsione dovranno essere adattati. Lo studio fornisce basi importanti in questo senso.

Pianificazione anticipata necessaria

Oltre ai possibili effetti a lungo termine, i ricercatori stanno anche studiando come ridurre al minimo i rischi. Secondo gli scienziati sono determinanti diversi fattori, come la distanza tra le singole turbine eoliche, la disposizione spaziale dei parchi eolici e le condizioni locali delle maree. Tutti questi elementi influenzano l’intensità con cui le turbolenze finiscono per sovrapporsi.

Effetti a lungo termine sulle correnti di marea nello scenario 2023 (a) e 2050 (b), oltre ai cambiamenti di velocità (c) e frequenza (d) dovuti agli effetti di scia. Immagine: Christiansen, Daewel & Schrum, 2026
Effetti a lungo termine sulle correnti di marea nello scenario 2023 (a) e 2050 (b), oltre ai cambiamenti di velocità (c) e frequenza (d) dovuti agli effetti di scia. Immagine: Christiansen, Daewel & Schrum, 2026

Le simulazioni mostrano anche che distanze maggiori tra le turbine potrebbero ridurre significativamente la sovrapposizione dei vortici generati dalle maree. Di conseguenza diminuisce anche la mescolanza delle acque – un fenomeno già osservato in precedenti studi Hereon in relazione a turbine più grandi e agli effetti atmosferici. I nuovi risultati potrebbero quindi costituire una base per una pianificazione sostenibile. Layout ottimizzati dei parchi eolici potrebbero limitare i cambiamenti fisici.

L’energia eolica offshore è un pilastro fondamentale della transizione energetica e della decarbonizzazione.

“Allo stesso tempo dobbiamo capire come diversi tipi di installazioni offshore e le dimensioni delle turbine influenzino il Mare del Nord”, afferma Christiansen. Solo così gli scienziati potranno fornire alla società e all’economia informazioni solide e sviluppare misure per ridurre tempestivamente i potenziali rischi.

Nota sulle fonti:

Christiansen, N., Daewel, U. & Schrum, C. (2026): Cumulative hydrodynamic impacts of offshore wind farms on North Sea currents and surface temperatures. Communications Earth & Environment, 7, 164.