Il mare come specchio della salute: cosa ci dicono gli organismi marini

La biodiversità marina e i piccoli organismi che popolano i fondali agiscono da bioindicatori naturali, offrendoci chiare risposte sulla qualità dell'acqua durante la nostra stagione balneare.

Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la valutazione corretta della salubrità di un ambiente marino non si basa sul singolo guscio, ma sulla struttura dell'intera comunità vivente.
Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la valutazione corretta della salubrità di un ambiente marino non si basa sul singolo guscio, ma sulla struttura dell'intera comunità vivente.

Nella biologia marina da molto tempo si utilizzano gli organismi invertebrati (come molluschi e crostacei) come bioindicatori di qualità ambientale. Secondo le linee guida del Sistema Nazionale a Rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), la valutazione della qualità delle acque costiere non può limitarsi più solo ai parametri microbiologici (come i batteri Escherichia coli o Enterococchi, monitorati costantemente durante la stagione balneare), ma deve integrare anche le analisi sulle comunità di macroinvertebrati bentonici.

Si tratta di tutti quei piccoli animali senza scheletro osseo, come crostacei, molluschi, stelle marine e ricci che vivono stabilmente sul fondale o all'interno della sabbia.

Studi recenti (con dati ISPRA aggiornati al 2024 relativi al periodo 2016-2021) confermano che la biodiversità è il parametro più affidabile per definire il "Buono Stato Ambientale". Un ambiente in equilibrio ospita una varietà di specie sensibili, mentre lo stress ambientale tende a favorire solo poche specie ultra-resistenti.

Gusci vuoti: segno di inquinamento o natura?

È essenziale sfatare un mito: trovare molti gusci di conchiglie o scheletri di animali sulla spiaggia non indica necessariamente che l’acqua sia inquinata. Molti di questi resti sono il frutto di cicli biologici naturali o di mareggiate (fenomeni costantemente monitorati dalla Rete Ondametrica Nazionale, con rapporti aggiornati al 2023).

La moria massiccia di pesci o altri animali marini, che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo, è un segnale critico che richiede attenzione immediata.
La moria massiccia di pesci o altri animali marini, che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo, è un segnale critico che richiede attenzione immediata.

Tuttavia, se la presenza di questi resti è associata a una totale scomparsa di forme viventi nello stesso tratto, ciò può effettivamente segnalare una sofferenza dell'ecosistema. Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la valutazione corretta non si basa sul singolo guscio, ma sulla struttura dell'intera comunità vivente.

Il caso delle cozze: sentinelle del mare

La diceria che le cozze (mitili) siano "amanti" dell'inquinamento è in parte un'interpretazione errata di una loro caratteristica biologica, infatti sono organismi filtratori estremamente efficienti. Studi recenti (es. ricerche dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, 2023-2024) confermano che i mitili accumulano nei tessuti sostanze presenti nell'acqua, dai contaminanti chimici alle nanoparticelle o microplastiche.

La loro capacità di sopravvivere in acque ricche di nutrienti (spesso derivanti da scarichi antropici) non significa che l'acqua sia "pulita", ma che la specie ha un'elevata valenza ecologica. La loro presenza massiccia, in assenza di altre specie più sensibili, è un segnale di allerta che gli ecologi analizzano per valutare il rischio di bioaccumulo.

Pesci morti: quando preoccuparsi davvero?

Il ritrovamento di pesci morti sulla battigia è un evento che, naturalmente, allarma i bagnanti, ma anche in questo caso la scienza ci invita a distinguere.

Il ritrovamento di pesci morti sulla battigia è un evento che, naturalmente, allarma i bagnanti, ma anche in questo caso la scienza ci invita a distinguere. Eventi isolati possono essere legati a cause naturali, come morte per selezione naturale o correnti che hanno trasportano delle carcasse da lontano.
Il ritrovamento di pesci morti sulla battigia è un evento che, naturalmente, allarma i bagnanti, ma anche in questo caso la scienza ci invita a distinguere. Eventi isolati possono essere legati a cause naturali, come morte per selezione naturale o correnti che hanno trasportano delle carcasse da lontano.

Eventi isolati possono essere legati a cause naturali, come morte per selezione naturale o correnti che hanno trasportano delle carcasse da lontano.

Tuttavia, la moria massiccia di pesci o altri animali marini, che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo, è un segnale critico che richiede attenzione immediata.

In questi casi, il protocollo suggerisce di non toccare nulla e di segnalare l'accaduto alle autorità competenti (Capitaneria di Porto o ARPA), poiché potrebbe trattarsi di sversamenti, ipossia (mancanza di ossigeno nell'acqua) o malattie infettive che richiedono verifiche rapide.

Stelle marine e ricci: lasciamoli vivere nel loro mondo

Spesso, per curiosità o gioco, stelle marine e ricci vengono raccolti dal bagnante. È fondamentale sapere che le stelle marine sono organismi estremamente delicati e non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti.

Le stelle marine sono organismi estremamente delicati e non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti. Rimuoverle anche per poco tempo dal loro ambiente significa spesso condannarle a morte.
Le stelle marine sono organismi estremamente delicati e non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti. Rimuoverle anche per poco tempo dal loro ambiente significa spesso condannarle a morte.

Quando le solleviamo, interrompiamo il loro complesso sistema di scambio gassoso e circolatorio, che dipende interamente dall'ambiente acquatico. Inoltre, molti di questi organismi sono protetti o comunque sono essenziali per l'equilibrio del fondale.

Una stella marina che sembra "ferma" o "morta" potrebbe essere semplicemente in una fase di riposo o di alimentazione. Rimuoverla significa spesso condannarla a morte.

Il guscio vuoto di un riccio o di una stella marina (non sono scheletri ossei) trovato sulla sabbia è una testimonianza di un ciclo vitale concluso. Possiamo osservarlo, ammirarlo, ma è opportuno lasciarlo lì, perché diventerà nutrimento per altri organismi e, con il tempo, tornerà a far parte del sedimento naturale della spiaggia.

Una guida per il bagnante consapevole

In base ai dati ISPRA più recenti (ottobre 2024), la gran parte dei mari italiani mantiene uno stato "buono" o "elevato", ma è fondamentale mantenere alta la soglia di attenzione. Per il bagnante, la regola d'oro è l'osservazione della diversità. Una costa dove si incontrano granchi, diverse varietà di molluschi e una flora marina vivace è, secondo la normativa europea (Direttiva 2000/60/CE), un ecosistema in salute.

Al contrario, la monotonia biologica, dove appare una sola specie che domina incontrastata, è spesso un indicatore di pressione ambientale che merita attenzione.

Fonte:

Rapporti ISPRA 2024 relativi al periodo 2016-2021, protocolli di monitoraggio SNPA/ARPA aggiornati al 2023-2024, pubblicazioni scientifiche recenti in materia di bioindicatori e contaminanti marini.