L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): "Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente"

L'astrofisico statunitense spiega come la relatività consenta di percepire il trascorrere del tempo a ritmi differenti e perché viaggiare nel passato rimanga fuori dalla nostra portata.

Neil deGrasse Tyson spiega i limiti fisici del viaggio nel tempo e il motivo per cui spostarsi in avanti verso il futuro non significa poter tornare nel passato. Immagine: foto della U.S. Air Force, scattata dall'Airman 1st Class Jonathan Whitely.
Neil deGrasse Tyson spiega i limiti fisici del viaggio nel tempo e il motivo per cui spostarsi in avanti verso il futuro non significa poter tornare nel passato. Immagine: foto della U.S. Air Force, scattata dall'Airman 1st Class Jonathan Whitely.

I viaggi nel tempo sono presenti da molti anni in romanzi, film e serie, ma la fisica ha sempre offerto una risposta che si discosta, e di molto, da quelle storie. L’astrofisico Neil deGrasse Tyson ha affrontato questo tema durante una recente intervista in cui ha spiegato quali possibilità contempla la scienza e quali continuano a non avere alcun riscontro sperimentale.

La conversazione ha lasciato spazio anche ad altre questioni legate alla divulgazione scientifica. Il ricercatore statunitense ha parlato dei limiti degli spostamenti temporali e ha partecipato a una classifica di alcune figure note per il loro lavoro nella scienza e nella comunicazione.

Neil deGrasse Tyson spiega i viaggi nel tempo verso il futuro

Durante la sua partecipazione al programma di interviste di YouTube Hot Ones Game Night, trasmesso il 14 ottobre e condotto da Joe Santagato, Tyson ha risposto a una domanda sulla possibilità che gli esseri umani riescano a viaggiare nel tempo. La sua prima reazione è stata escludere questa possibilità, anche se poi ha precisato la risposta per distinguere tra spostarsi verso il futuro e tornare a epoche precedenti.

"Possiamo viaggiare nel tempo verso il futuro, ma non verso il passato", ha spiegato l’astrofisico. Con questa affermazione ha riassunto una differenza fondamentale per comprendere che cosa consente la fisica e che cosa appartiene ancora al mondo della finzione. Per illustrarla, ha proposto il caso di una persona che viaggiasse nello spazio a una velocità molto elevata. Se durante il tragitto invecchiasse di dieci minuti, al ritorno sulla Terra potrebbe scoprire che per chi è rimasto sul pianeta è trascorsa un’ora, un giorno o persino un anno. La differenza dipenderebbe dalla velocità raggiunta.

Questo effetto prende il nome di dilatazione temporale ed è legato alla teoria della relatività di Albert Einstein. Il tempo può scorrere a ritmi diversi a seconda del movimento dell’osservatore e delle condizioni gravitazionali. Il viaggiatore potrebbe quindi ritrovarsi su una Terra molti anni più avanti rispetto a quella che aveva lasciato.

Perché non possiamo tornare nel passato, secondo Neil deGrasse Tyson

La spiegazione di Tyson presenta un limite essenziale: sperimentare un intervallo temporale più breve rispetto a quello di altre persone non permette di scegliere liberamente una data né di tornare a un momento precedente. La relatività descrive differenze nel tempo trascorso, ma non dimostra che sia possibile tornare indietro nella storia.

I viaggi nel tempo verso il futuro sono possibili secondo la teoria della relatività, che permette di spiegare perché due persone possono invecchiare a ritmi diversi.
I viaggi nel tempo verso il futuro sono possibili secondo la teoria della relatività, che permette di spiegare perché due persone possono invecchiare a ritmi diversi.

L’astrofisico ha riassunto questa idea con una riflessione sui limiti della nostra esperienza temporale: "È una forma di viaggio nel tempo, ma non c’è modo di viaggiare nel proprio futuro. No. Sei prigioniero del presente nella tua linea temporale, in una transizione costante tra il tuo passato inaccessibile e il tuo futuro sconosciuto".

La frase allude all’impossibilità di controllare il proprio percorso temporale come accade in molte produzioni cinematografiche. Nell’esempio proposto da Tyson, il viaggiatore raggiunge un futuro più lontano per gli altri, ma continua ad avanzare dal proprio presente. Non dispone di un procedimento dimostrato per tornare al punto di partenza.

Inoltre, realizzare uno spostamento nello spazio a velocità prossime a quella della luce comporta enormi difficoltà tecnologiche. L’esistenza della dilatazione temporale non significa che oggi possiamo organizzare viaggi di questo tipo né che siano alla portata della tecnologia disponibile.

Stephen Hawking, Carl Sagan e Bill Nye: la classifica di Tyson

In un altro momento dell’intervista, Santagato ha chiesto all’astrofisico di ordinare per intelligenza quattro personalità legate alla scienza: Stephen Hawking, Carl Sagan, Bill Nye e lo stesso Neil deGrasse Tyson. La domanda ha portato il ricercatore a spiegare le proprie preferenze senza stabilire una classifica basata su misurazioni oggettive. Tyson ha collocato Hawking al primo posto, presentandolo come il candidato indiscusso, fatta eccezione per Albert Einstein. Ha poi scelto Sagan, noto per la sua attività di divulgazione, riconoscendo che lo avrebbe collocato davanti a sé.

Neil deGrasse Tyson spiega come la teoria della relatività di Einstein permetta di viaggiare nel futuro grazie alla dilatazione temporale e perché tornare nel passato resti al di fuori delle possibilità della fisica conosciuta. Immagine: Wikipedia / BDEngler
Neil deGrasse Tyson spiega come la teoria della relatività di Einstein permetta di viaggiare nel futuro grazie alla dilatazione temporale e perché tornare nel passato resti al di fuori delle possibilità della fisica conosciuta. Immagine: Wikipedia / BDEngler

"Senza dubbio Stephen Hawking, al primo posto, d’accordo? Il campione indiscusso. Be’, dopo Einstein, sì. E direi che il successivo sarebbe Carl Sagan, che era una persona intelligente. Sì, lo metterei davanti a me", ha risposto.

La scelta degli ultimi due posti è stata diversa. Tyson ha spiegato di essere amico di Bill Nye e di ritenere che entrambi abbiano capacità intellettuali simili. Per questo motivo, ha evitato di stabilire una differenza tra loro e ha condiviso con lui il terzo posto. La classifica è rimasta quindi un’opinione personale espressa durante un’intervista, non una valutazione scientifica dell’intelligenza dei quattro protagonisti.