La Freccia del Tempo: perché il tempo non torna mai indietro? Il segreto dell'universo che si mescola

Perché il tempo scorre solo in avanti e non possiamo mai tornare a ieri? In questo viaggio nella fisica, un semplice caffè che si raffredda riesce a farci capire dal Big Bang perché l’universo tende naturalmente verso il rimescolamento, definendo la direzione unica della sua e della nostra esistenza.

Perché nella realtà di tutti i giorni la strada del tempo sembra avere un senso unico dal passato verso il futuro? La risposta non risiede in una legge fisica, ma in una direzione privilegiata chiamata "freccia del tempo".
Perché nella realtà di tutti i giorni la strada del tempo sembra avere un senso unico dal passato verso il futuro? La risposta non risiede in una legge fisica, ma in una direzione privilegiata chiamata "freccia del tempo".

Immaginate di guardare il video di un bicchiere che cade da un tavolo e si frantuma. Vedendolo al contrario, con i frammenti che saltano su e si ricompongono perfettamente, capireste subito che c'è qualcosa di "sbagliato". Eppure, per le leggi fondamentali della fisica non c'è una vera differenza: le equazioni di Newton o di Maxwell funzionano perfettamente sia in avanti che all'indietro. E per la meccanica quantistica il tempo potrebbe addirittura essere anche irrilevante.

Allora, perché nella realtà di tutti i giorni la strada del tempo sembra avere un senso unico? La risposta non risiede in una legge meccanica, ma in una direzione privilegiata chiamata freccia del tempo, che ci trascina inesorabilmente verso uno stato di "mescolamento" totale, in un mondo in cui succede semplicemente più spesso quello che ha maggiori probabilità di accadere.

L’entropia: una questione di probabilità

Per capire perché il tempo non torna mai sui suoi passi, dobbiamo smettere di immaginarlo come una linea astratta e pensarlo come un processo fisico. Immaginate un barattolo di vetro: sul fondo avete steso uno strato perfetto di mille granelli di sale bianco e, sopra, uno strato di mille granelli di pepe nero. Tutto è diviso, ordinato, netto. Questo è ciò che i fisici chiamano uno stato di bassa entropia.

L'universo non ha una "volontà" di creare disordine e di stabilire una direzione. In realtà, la direzione del tempo obbligatoria è semplicemente conseguenza della statistica. Le probabilità che tutto proceda verso il disordine sono enormemente più elevate.
L'universo non ha una "volontà" di creare disordine e di stabilire una direzione. In realtà, la direzione del tempo obbligatoria è semplicemente conseguenza della statistica. Le probabilità che tutto proceda verso il disordine sono enormemente più elevate.

Ora iniziate a scuotere il barattolo. Dopo pochi secondi, i granelli inizieranno a mescolarsi. Se continuate a scuotere, otterrete una polvere grigia uniforme (alta entropia). Il "futuro" è semplicemente lo stato in cui il sale e il pepe sono mescolati. Il grande mistero della freccia del tempo nasce da una domanda semplicissima: perché, se continuate a scuotere il barattolo per miliardi di anni, il sale e il pepe non tornano mai, nemmeno per sbaglio, a dividersi perfettamente?

La dittatura della statistica

Non c’è nessuna legge della fisica che impedisca a un singolo granello di sale di tornare al suo posto originario. È qui che la logica si scontra con la probabilità. Esiste un solo modo (una sola combinazione) per avere il bianco e il nero perfettamente separati, ma esistono miliardi di miliardi di modi diversi per avere un miscuglio grigio.

L'universo non ha una "volontà" di creare disordine, è semplicemente una conseguenza della statistica. Quando scuotiamo la scatola della realtà, è infinitamente più facile finire in una delle tantissime combinazioni disordinate. Il tempo, quindi, è il nome che diamo al processo di rimescolamento dell'universo.

Il calore che si disperde

Questo rimescolamento riguarda soprattutto l'energia. Pensate a una tazzina di caffè bollente in una stanza fredda. Il calore è energia concentrata (ordine). Con il passare dei minuti, quel calore si disperde nell'aria finché tutto raggiunge la stessa temperatura.

L'entropia spiegata in una tazzina di caffè. È facile intuire dall'osservare il vapore condensato che esce da una tazzina di caffè: come il calore, tende a disperdersi nell'ambiente. Questa dispersione è nella stessa natura dell'universo che tende al disordine.
L'entropia spiegata in una tazzina di caffè. È facile intuire dall'osservare il vapore condensato che esce da una tazzina di caffè: come il calore, tende a disperdersi nell'ambiente. Questa dispersione è nella stessa natura dell'universo che tende al disordine.

Perché il calore non rientra spontaneamente nella tazzina? Perché una volta che l'energia si è mescolata con i miliardi di molecole d'aria della stanza, la probabilità che tutte le "frazioni di calore", ormai disperse nell'ambiente, riescano a coordinarsi per rientrare nella tazzina nello stesso istante è praticamente nulla.

Le molecole d'aria più calde tendono a muoversi maggiormente e, a loro volta, ad allontanarsi e a disperdersi con maggiore facilità. Perciò il loro movimento, man mano che si diffondono nell'aria, si trasmette alle molecole più fredde e distanti, finché la molecola non finisce per perdere l'energia in eccesso, muovendosi e vibrando con "la stessa intensità" di quelle circostanti, ormai tutte alla stessa temperatura.

L'eredità del Big Bang

Se tutto tende al disordine, chi ha messo in ordine il sale e il pepe all'inizio? La risposta ci porta alle origini del cosmo. Come suggerito da fisici come Roger Penrose, il Big Bang non è stato un'esplosione caotica, ma un momento di ordine incredibile e innaturale (bassissima entropia).

Immaginate l'universo alla sua nascita come una molla caricata al massimo della tensione. Da 14 miliardi di anni, quella molla si sta scaricando. Noi percepiamo il tempo solo perché la molla non è ancora del tutto scarica. Se l'universo fosse nato già "mescolato" e tiepido, non ci sarebbe differenza tra ieri e domani, non ci sarebbero stelle e non ci sarebbe vita.

Il senso di una direzione unica

L'universo non è del tutto privo di zone ordinate, ma tratti di ordine sono sempre conseguenza di una disposizione solo temporaneamente e parzialmente ordinata dovuta ad un eccesso di energia. La natura riesce a riordinare temporalmente alcune sue parti perché riceve energia dal sole.

Le stelle, i pianeti, i fiori, i frutti, gli alberi, gli animali, noi e tutte le cose che ci appaiono ordinate, nel corso della proprio esistenza ricevono energia e poi la disperdono continuamente, principalmente sotto forma di calore, contribuendo all'aumento complessivo dell'entropia, del disordine dell'universo.

La freccia del tempo è ciò che rende la nostra vita una narrazione sensata. Se tutto fosse reversibile, non esisterebbe la memoria, poiché il processo stesso di memorizzare informazioni richiede di passare dall'ordine al disordine, producendo calore.

Ogni volta che sentite una tazza raffreddarsi o vedete una candela consumarsi, state assistendo all'universo che compie il suo viaggio obbligato verso l'equilibrio finale, perché il "rimescolamento" non torna mai indietro.

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