Le fiumare, alla scoperta di quei corsi d'acqua caratteristici di alcune aree del Sud Italia
Questi corsi d'acqua, tipici di alcune aree dell'Italia meridionale, presentano delle caratteristiche che li rendono unici, non solo in Italia. Ecco quali sono.

Con la parola fiumara, in idrologia, si fa riferimento a un corso d'acqua, di carattere torrentizio, caratterizzato da un corso relativamente breve, con un letto molto largo e ciottoloso, contraddistinto da una portata d’acqua irregolare, spesso solo durante i mesi autunnali e invernali.
Rispetto ai normali torrenti, le fiumare, pur avendo dei letti molto larghi, rimangono asciutte per gran parte dell’anno, specialmente durante i mesi estivi, quando il sensibile aumento delle temperature medie aumenta l’evaporazione dei suoli.
Una caratteristica esclusiva di alcune regioni dell’Italia meridionale
Forse non tutti lo sanno, ma le fiumare sono una caratteristica idrografica solo di alcune regioni dell’Italia meridionale. Questi corsi d’acqua si trovano in un’area molto ristretta del Sud Italia, fra Basilicata, Calabria e Sicilia orientale.
Anche in altri Paesi mediterranei sono presenti sistemi idrografici simili alle fiumare, come in Spagna, Grecia, e in alcuni Stati dell’Africa settentrionale, che si affacciano al Mar Mediterraneo.
Dal punto di vista morfologico le zone sopracitate sono molto prossime al mare e presentano pendenze elevate a causa di una orografia che supera i 1.000-1.500 metri, con pendii aspri che degradano rapidamente al mare.

Per tali ragioni le fiumare hanno alvei con pendenze molto ripide. Pertanto, in caso di piene, l’acqua che scende dentro l’alveo assume una grandissima velocità, acquisendo parecchia energia durante la discesa a valle.
La grande stagionalità di questi corsi d’acqua
L’altro fattore che caratterizza questi corsi d’acqua è la forte stagionalità delle piogge, che a differenza ad esempio delle Alpi presenta un picco in inverno, o nella parte iniziale della stagione primaverile. Le precipitazioni sono distribuite nel corso dell’anno in maniera molto irregolare.
Durante gli eventi precipitativi intensi l’acqua non riesce a infiltrarsi nel sottosuolo, ma scivola velocemente a valle, per l’effetto di ruscellamento dell’acqua, provocando così ondate di piena istantanee degli alvei, con tempi di corrivazione molto ristretti.

Quando arriva l’autunno e l’inverno, dopo i mesi estivi in cui rimangono in secca, le fiumare cominciano nuovamente a trasportare acqua. Con l’arrivo delle prime vere perturbazioni atlantiche, o mediterranee, le piogge costanti che cadono sui rilievi tendono a riempire di acqua gli alvei, trasformandoli in fiumi in piena.
Perché hanno dei letti così ampi?
A differenza dei fiumi del Nord, le fiumare, durante le piene stagionali, trasportano grandi quantità di sedimenti e roccia. Questi materiali si accumulano sul fondo, costringendo l'acqua a cercare nuove strade lateralmente a ogni piena, allargando continuamente l'alveo.
Per questo i letti delle fiumare sono molto ciottolosi e molto ampi a causa di un elevato trasporto solido di importanti dimensioni a causa della grande energia cinetica dell’acqua.

Inoltre, l'acqua che scende a grande velocità, acquisisce un'enorme energia erosiva. Questa forza permette al fiume di scavare lateralmente, allargando il letto invece di approfondirlo. Spesso anche per decine e decine di metri.
Dove si trovano le fiumare più ampie?
Le fiumare più lunghe sono quelle presenti in Calabria, come la fiumara Amendolea, in provincia di Reggio Calabria, che presenta un greto larghissimo, ampio in alcuni punti più di 400 metri. Altre fiumare importanti le troviamo in Sicilia, nel Messinese, come quella del Patrì o la fiumara Zappulla.
Se da un punto di vista naturalistico le fiumare sono molto belle da vedere, soprattutto in estate, per quel che riguarda il rischio idraulico-geologico possono rappresentare un elevato fattore di rischio con conseguenze sul suolo e sui centri abitati limitrofi.