"Pannelli solari che non fanno ombra": l'invenzione spagnola che rivoluziona il rapporto tra agricoltura ed energia
Che l'energia solare sia una fonte di energia rinnovabile è un dato di fatto, ma... sapete come impedire che il suolo perda produttività? Scoprite come i ricercatori dell'Università di Jaén hanno analizzato questo aspetto e le soluzioni che propongono.

Negli ultimi anni, la crescita dell'energia solare ha trasformato radicalmente il paesaggio agricolo spagnolo e di altri paesi europei, compresa l'Italia. Laddove prima predominavano ampi campi coltivati, terreni a riposo o uliveti, è sempre più frequente trovare grandi superfici occupate da pannelli fotovoltaici.
Questa convivenza tra agricoltura e produzione di energia elettrica mette in competizione due attività per una stessa risorsa, ma non deve necessariamente trasformarsi in una battaglia per il territorio.
Quando il sole deve alimentare due mondi
La difficoltà sembra semplice da spiegare, ma dal punto di vista tecnico è considerevole, poiché un impianto fotovoltaico convenzionale è progettato per sfruttare al massimo la radiazione solare, mentre una coltura ha bisogno della stessa radiazione solare per effettuare la fotosintesi.
I tradizionali pannelli in silicio sono quindi essenzialmente opachi e, quando vengono installati su un terreno agricolo, generano ombra e modificano le condizioni di temperatura, umidità e radiazione.
Investigadores de la Universidad de Jaén muestran sus prototipos de paneles solares traslúcidos made in Spain para avanzar hacia una agricultura que comparte terrenos con la producción de energía fotovoltaicahttps://t.co/3vWGBTKYZ2
— SINC (@agencia_sinc) 21 agosto 2026
@alexmunofer pic.twitter.com/PENSYQXPsi
Ed è proprio a questo punto che entra in gioco l'agrovoltaico, che non consiste semplicemente nel posizionare pannelli sopra le colture, ma nel trovare un equilibrio in cui l'impianto produca elettricità senza danneggiare e, in determinati casi, persino favorendo, la produzione agricola.
Il problema dei pannelli semitrasparenti
Una delle strade che vengono studiate consiste nella realizzazione di moduli che permettano a una parte della radiazione solare di attraversarli, e una possibilità è quella di separare le celle convenzionali in silicio all'interno del pannello, lasciando degli spazi tra di esse.
Il problema è che questa soluzione riduce l'efficienza e genera un'ombra irregolare sul terreno, un fattore che influisce negativamente sulla crescita delle piante.
Un'altra alternativa consiste nel modificare lo spessore del materiale semiconduttore per renderlo parzialmente trasparente e, in questo caso, l'efficienza può scendere al di sotto del 10%.
La sfida consiste quindi nel trovare quanta luce il pannello debba lasciar passare affinché la coltura possa continuare a svilupparsi correttamente senza rinunciare a una produzione elettrica sufficiente.
Il modulo spagnolo che cerca di sfruttare la luce su entrambe le facce
È qui che entra in gioco uno degli sviluppi del gruppo AdPVTech, un modulo semitrasparente RearCPVbif.
Il suo funzionamento introduce una differenza importante rispetto a un pannello convenzionale, poiché utilizza celle solari bifacciali, capaci di sfruttare la radiazione che arriva sia dalla parte anteriore sia da quella posteriore.

Nel suo design vengono mantenuti spazi tra le celle per consentire a una parte della luce di raggiungere direttamente la coltura, mentre sul lato posteriore vengono integrati concentratori che permettono di sfruttare meglio la radiazione riflessa dal terreno, nota come albedo.
I ricercatori dell'azienda hanno lavorato proprio su questo equilibrio, poiché una trasparenza vicina al 60% sarebbe la configurazione ottimale individuata per combinare la produzione di energia elettrica con le esigenze della coltura, anche se il design può essere adattato.
Il risultato è un pannello che non punta a bloccare completamente la luce solare, ma a distribuirla tra le piante e le celle fotovoltaiche.
Una seconda generazione: pannelli che seguono il sole
La ricerca dell'Università di Jaén va addirittura un passo oltre con il prototipo WiT-CPV.
In questo caso vengono utilizzate lenti ad alta concentrazione capaci di moltiplicare sensibilmente la radiazione che raggiunge una piccola cella in silicio ad alta efficienza.

L'aspetto più interessante è che la cella può spostarsi seguendo la posizione del sole, permettendo di modificare il livello di trasparenza del sistema nel corso della giornata e di controllare in modo più preciso la quantità di radiazione che raggiunge il terreno.
Riferimento della notizia
Arturo Díaz-Ponce, Iván Trejo-Zúñiga, Fernando Dávalos Hernández, Pedro M. Rodrigo, María A. Ceballos, Álvaro Valera-Albacete, Florencia Almonacid, Eduardo F. Fernández. (2025). Development of a proof-of-concept concentrating photovoltaic module with integrated tracking and azimuthal cell rotation.
Álvaro Valera-Albacete, María A. Ceballos, Jesús Montes-Romero, Florencia Almonacid, Eduardo F. Fernández. (2025). Research paper Study on the potential of a novel semi-transparent rear concentrator photovoltaic system for agrivoltaics.