Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta

L'accordo siglato con Acea punta a generare energia in forma pulita, e usando un sistema che unisce fotovoltaico senza impattare negativamente sulle attività agricole locali. L'impianto sarà situato fuori Roma in un'area del Vaticano.

La Città del Vaticano è lo stato più piccolo del mondo. Si trova nel cuore di Roma ed è uno stato indipendente dall'Italia. Esiste dal 1929.
La Città del Vaticano è lo stato più piccolo del mondo. Si trova nel cuore di Roma ed è uno stato indipendente dall'Italia. Esiste dal 1929.

La Città del Vaticano, lo stato più piccolo del mondo, situato nel cuore di Roma dal 1929, sarà indipendente energeticamente grazie a un protocollo d'intesa appena siglato con Acea, una delle principali aziende pubbliche italiane attive nel settore della distribuzione di acqua ed energia.

Obiettivo dell’intesa è lo sviluppo di un percorso che porterà alla realizzazione di un impianto agrivoltaico che la Santa Sede – attraverso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), e la Fondazione Fratello Sole – intende realizzare all’interno della zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria.

Il Progetto agrivoltaico, si legge nel comunicato di Acea, pone particolare attenzione all’utilizzo di soluzioni innovative e integrate, idonee a coniugare produzione energetica, uso efficiente delle risorse e valorizzazione del territorio.

La Città del Vaticano è lo Stato indipendente più piccolo del mondo, con una superficie di circa 0,44 km² nel cuore di Roma. È una monarchia assoluta guidata dal Papa e ospita circa 800–900 abitanti, con cittadinanza temporanea. Nonostante le dimensioni minime, custodisce luoghi simbolo come la Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani. Il suo assetto attuale nasce nel 1929 con i Patti Lateranensi tra Italia e Santa Sede, che chiusero la Questione Romana, il conflitto generatosi con l'Italia dall'unificazione in poi, in particolare dalla Presa di Roma del 1871.

A questo scopo, Papa Leone XIV, nel Chirografo del 1° giugno scorso, aveva istituito la Fondazione Fratello Sole e aveva approvato il relativo Statuto, affinché portasse a compimento la realizzazione di questo impianto agrivoltaico, per assicurare “non soltanto l’alimentazione elettrica della stazione radio ivi esistente, ma anche il completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano”.

Per questo, il Protocollo si pone in linea con le indicazioni del Magistero della Chiesa e, in particolare, quelle enunciate nell’Enciclica Laudato si’, nell’esortazione Laudate Deum, e nel Motu Proprio Fratello Sole di Papa Francesco, del 21 giugno 2024.

L'attenzione alla sostenibilità ambientale

Nel rispetto di questi principi, lo sviluppo del Progetto terrà conto dei criteri di sostenibilità ambientale lungo l’intero ciclo di vita delle infrastrutture, come la minimizzazione delle emissioni, l’uso efficiente delle risorse idriche ed energetiche, la tutela del suolo e degli ecosistemi e l’integrazione con le attività agricole.

L’intesa con Acea risponde, quindi, all’elevato grado di complessità tecnica e gestionale dell’impianto, che richiede un approccio integrato. Verranno, infatti, considerate le diverse componenti energetiche, idriche, ambientali e agricole, e le interrelazioni tra produzione, consumo, gestione delle risorse e valorizzazione delle stesse.

Il quadro giuridico di riferimento dell’impianto agrivoltaico, e le modalità di realizzazione dell’iniziativa e di connessione alla rete elettrica, sono stati disciplinati dall’ “Accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, fatto a Roma il 31 luglio 2025”, ratificato con la Legge del 1° aprile 2026 n. 52, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 94 del 23 aprile 2026.

Cos'è l'agrivoltaico

L’agrivoltaico è un sistema che integra la produzione agricola con quella di energia solare attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici sopra o in prossimità dei terreni coltivati. L’obiettivo è duplice: generare elettricità rinnovabile senza sottrarre suolo all’agricoltura e, in alcuni casi, migliorare le condizioni delle colture grazie all’ombreggiamento parziale.

L'agrivoltaico consiste nel posizionamento di pannelli per l'energia solare senza eliminare l'attività agricola, che coesiste con la produzione di energia rinnovabile.
L'agrivoltaico consiste nel posizionamento di pannelli per l'energia solare senza eliminare l'attività agricola, che coesiste con la produzione di energia rinnovabile.

Le strutture sono progettate per permettere il passaggio di luce, acqua e macchinari agricoli. Si tratta di una soluzione sempre più utilizzata nella transizione energetica e nell’adattamento ai cambiamenti climatici.