Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia
L’Europa custodisce foreste antiche di millenni che oggi sono aree protette e autentici santuari per piante e animali rari o in via di estinzione. Ecco quali sono e quale si queste si trova in Italia

Tra città d’arte, moderne infrastrutture e siti visitati da migliaia di turisti all’anno, potrebbe sembrare che in Europa non ci sia più posto per la natura selvaggia, ma non è così.
Molte di esse fanno parte di un sito UNESCO diffuso attraverso diciotto paesi, ma in ogni caso tutte sono ecosistemi nati millenni fa, alla fine dell'ultima glaciazione. Quando i ghiacci si sono ritirati, gli alberi si sono diffusi sul continente, dove ancora vivono i loro discendenti, che oggi raggiungono anche i seicento anni di età.
Scopriamo dove sono questi habitat incontaminati, sicuri per una flora e una fauna che non riuscirebbero a vivere altrove.
Le foreste primordiali della Penisola Balcanica
La foresta di Perućica, in Bosnia ed Erzegovina, si trova nel cuore del Parco Nazionale di Sutjeska e ospita una spettacolare cascata e profonde gole. Nota anche per essere "l'ultima giungla d'Europa", è la casa di alcuni degli abeti e dei faggi più alti del continente, le cui cime sfiorano i 60 metri di altezza. La foresta è visitabile ma esclusivamente con le guide, in quanto è estremamente fitta. A Tjentište si trova un centro turistico che è anche il punto di partenza per le visite.

Il parco Nazionale di Tara, in Serbia, è una straordinaria foresta che cresce lungo il canyon del fiume Drina. Soltanto qui vive l’Abete di Serbia, una specie rarissima e vero e proprio fossile vivente, sopravvissuto ai grandi cambiamenti climatici delle glaciazioni del Pleistocene. Al suo interno vivono orsi e camosci e si trova un’area ulteriormente protetta, la Riserva di Zvezda.
La foresta di Rrajca in Albania è patrimonio UNESCO e una delle aree più remote dei Balcani, al confine con la Macedonia del Nord. Anche le attrezzature per il turismo sono poche, e questo rende la foresta e tutta l’area davvero incontaminate. Tra paesaggi aspri e con le montagne che forniscono una barriera naturale, qui vivono alcuni dei pochi esemplari di lince balcanica rimasti al mondo, un animale a forte rischio di estinzione.
Le foreste di pianura dell’Europa orientale
La foresta di Białowieża si trova in Polonia. Al suo interno c’è un villaggio dallo stesso nome che è un buon punto di partenza per esplorare questo sito UNESCO che in autunno si tinge di colori straordinari. La varietà di alberi di questa foresta è grande e la particolarità più affascinante è che qui vive anche la più grande popolazione libera al mondo di bisonti europei, reintrodotti nel XX secolo dopo essere stati pericolosamente vicino alla totale estinzione.

Il Parco Nazionale di Retezat in Romania è definito come la "terra degli occhi blu" poiché ospita 80 limpidi laghi glaciali. Qui vive indisturbata anche una delle più importanti popolazioni di grandi carnivori d’Europa, tra cui linci, lupi e orsi bruni. Lungo le pendici dei Carpazi questa foresta in inverno diventa un paesaggio da fiaba grazie alla neve, e nel resto dell’anno è un paradiso per gli escursionisti che possono approfittare di sentieri sicuri e ben segnalati.
Il Parco Nazionale di Poloniny è situato in una zona davvero remota della Slovacchia, dove la presenza umana è minima e ancora inferiore è quella dei turisti. Questa è la casa di alcuni dei faggi più antichi d’Europa, molti dei quali hanno almeno tre secoli d’età. Nová Sedlica o Ulič sono generalmente i punti di partenza preferiti per l’esplorazione che consente di vedere le tipiche chiese ortodosse dell’area, costruite in legno ad incastro e senza chiodi, ma soprattutto di avvistare con un po’ di fortuna il bisonte europeo o i rari lupi grigi dei Carpazi.
Le foreste montane dell’Europa occidentale
La Faggioleria di Hainich, in Turingia, Germania, è una faggeta vetusta dichiarata patrimonio UNESCO. Oltre ad essere un’area protetta, questa foresta è rimasta ancora più incontaminata in quanto zona militare inaccessibile durante i decenni della Guerra Fredda. Per questo motivo tra i suoi alberi è tornato a vivere il raro gatto selvatico europeo. Oggi la foresta è nuovamente visitabile, con le dovute cautele, dai borghi di Bad Langensalza o da Eisenach.
La valle di Dürrenstein-Lassingtal si trova nelle Alpi Austriache ed è un’area rigorosamente protetta, quindi per buona parte inaccessibile, poiché ospita il Rothwald, la più grande foresta primordiale delle Alpi, intatta sin dall'ultima era glaciale. Vi crescono inoltre 600 specie di funghi, introvabili altrove poiché dipendono dagli alberi morti da secoli. Si possono tuttavia percorrere i sentieri la circondano la foresta, che sono di enorme bellezza.
La foresta vetusta di Val Grande in Italia
Tra le vette affilate e i paesaggi selvaggi delle Alpi Lepontine, in Piemonte, si trova una delle più vaste aree selvagge d’Italia. La foresta vetusta di Val Grande ha una particolarità: fino alla metà del secolo scorso è stata fin troppo sfruttata dalle attività umane, ma negli ultimi decenni, nell’area che ormai è severamente protetta, i faggi e il resto della vegetazione sono stati lasciati liberi di crescere.

Adesso la vegetazione ha praticamente inghiottito quasi ogni traccia della precedente presenza umana.
Oltre ai faggi la foresta di Val Grande ospita numerose altre specie, tra cui i castagni e gli abeti che crescono su quelli che un tempo erano terrazzamenti agricoli.
Per visitare questi boschi l'autunno è la stagione migliore. Gli alberi creano straordinari contrasti di colore prima che la neve invernale copra tutto di bianco, arrivando anche a cancellare i sentieri.
Riferimento della notizia
David Escribano. (2026). Europa indómita: bosques primarios que parecen de otro planeta.