Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa
In Italia si trova un bosco vetusto dove vivono alberi secolari e specie rare. In questa riserva naturale rimasta intatta per decenni si può passeggiare lungo sentieri per il trekking, a volte tra piante quasi introvabili altrove

Nel cuore dell’Italia vive indisturbato un bosco monumentale dallo straordinario valore paesaggistico. In questo luogo antico che custodisce ecosistemi rari e rimasti inalterati per decenni, si trovano una fauna e una flora che sono importante patrimonio della biodiversità.
All’interno dell’area, da qualche tempo riserva protetta, ci sono anche dei sentieri che permettono di ammirarne la bellezza. Aperti tutto l’anno, offrono in ogni stagione uno spettacolo unico.
I colori dell’autunno sono sgargianti mentre le nevicate invernali tingono il bosco di magia. In primavera e in estate, poi, si può passeggiare o tentare escursioni un po’ più difficili mentre la natura si risveglia.
Il bosco vetusto, un ecosistema autonomo
Questo piccolo paradiso della botanica si trova in provincia di Chieti, in Abruzzo. È l’Abetina di Rosello ed è il primo bosco vetusto d’Italia. Questo vuol dire che è un bosco prezioso per diversi motivi.
Il legno in decomposizione contribuisce alla biodiversità del bosco, poiché fornisce un ambiente di crescita perfetto per funghi, insetti e uccelli che lo utilizzano per costruire i nidi.
Al suo interno convivono quattordici habitat diversi di interesse comunitario. Tra essi cinque sono ritenuti prioritari per l’Unione Europea.
Un angolo sicuro per gli abeti
L’Abetina di Rosello ha anche un’altra peculiarità. Sebbene gli abeti bianchi che la formano non siano alberi rari in Italia, poiché sono diffusi lungo l’arco alpino, sono invece difficili da osservare sugli Appennini del centro.
In Abruzzo se ne possono trovare sui Monti della Laga, sul versante nord del Gran Sasso o nel sud della regione, al confine con il Molise.

L’Abetina di Rosello si trova proprio qui, ed è l’eredità di un passato molto antico in cui un tempo i boschi di abete erano molto più estesi.
Questo bosco, insieme a quelli che sconfinano nell’alto Molise, nel corso dei millenni è diventato una sorta di santuario che ha consentito agli abeti bianchi di sopravvivere anche alle glaciazioni. Anzi, è proprio da questi boschi che pian piano gli abeti sono poi riusciti a espandersi verso le Alpi.
Gli abeti bianchi dell’Abetina di Rosello, in seguito, si sono sviluppati autonomamente. Secondo gli studiosi infatti sono una varietà a sé stante e quasi unica, diversa da quella che cresce nel nord Italia.
La geografia di un ambiente raro
La riserva protetta è quasi interamente coperta dai boschi, tranne nella parte sud, dove gli alberi lasciano il posto ai pascoli.
Perfetta per il trekking, l’area si sviluppa in pendenza, anche abbastanza ripida, sui due versanti del torrente Turcano ad un’altitudine che varia da circa ottocento metri a milleduecento nelle parti più alte.
Oltre agli abeti si possono incontrare faggete, cerrete e boschi misti con tigli, frassini, olmi e anche il rarissimo Acero di Lobelius.
Come ulteriore testimonianza dell’ancestralità di questi boschi, si possono trovare qui anche alberi che in genere vivono in ambienti sub-tropicali, sicuramente più simili a quelli che crescono sui monti della Sicilia, della Turchia e della Spagna, che non alla vegetazione tipica del centro Italia.
Persino i pascoli del sud dell’Abetina presentano delle particolarità, con specie molto rare come l’Enula Campana che era nota al tempo degli antichi Romani. Tantissimi anche i fiori, come le orchidee che qui crescono in quaranta specie diverse.
Il bosco dei record
Attualmente all’interno dell’Abetina di Rosello vive l’albero più alto d’Italia che potrebbe essere anche il più alto d’Europa.
Si tratta di un grande abete nato spontaneamente in un angolo molto difficile da raggiungere all’interno di una forra. Ai tempi della misurazione, all’inizio degli anni 2000, era alto cinquantaquattro metri. Dopo eventi naturali che hanno purtroppo segnato la fine di altri alberi di altezza simile, l’unico competitor per questo abete si trova in Bosnia Erzegovina, ma è probabile che l’albero italiano, essendo cresciuto ulteriormente negli ultimi due decenni, lo abbia superato.
In quello che è praticamente un bosco da record, si trova inoltre un tasso di centotrenta anni. Il suo tronco misura quaranta centimetri di diametro e ventidue metri d’altezza. Poiché i tassi sono prevalentemente arbustivi, non è affatto improbabile che questo albero sia anch’esso il più alto della sua specie in Italia.
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