Non sono le Cinque Terre: i 7 villaggi di pescatori italiani dove il tempo sembra essersi fermato tra barche e reti
Borghi antichi, barche di pescatori, ottima cucina: in Italia gli antichi villaggi in riva al mare sono ancora luoghi di pace e tradizioni. Ecco i 7 più belli da visitare, oltre le Cinque Terre

Con più di 8000 Km di costa, l’Italia è un infinito susseguirsi di piccoli borghi dove il mare scandisce i ritmi e da sempre dà forma alla cultura locale.
In inverno come in estate spiagge e moli sono costellati di barche, reti e nasse, e il pesce è il protagonista assoluto della tavola.
I borghi delle Cinque Terre sono tra i più famosi, ma da nord a sud c’è un numero imprecisato di altri villaggi di pescatori dove la vita sembra scorrere più tranquillamente.
7. La città dei mille bianchi velieri
In Liguria, tra Genova e le Cinque Terre, si trova il borgo di Camogli, uno delle tantissime perle della regione. Le case dipinte con colori vivaci e le facciate decorate a trompe l'oeil rendono questo villaggio unico.
Il legame tra Camogli e il mare è particolarmente forte. Non solo un piccolo borgo di pescatori a breve distanza dalla potente Genova, Camogli è stata a sua volta una potenza marinara del Mediterraneo, con una imponente flotta di un migliaio di navi a cui si deve il soprannome di città dei mille bianchi velieri.
Questa fama non ha oscurato la più genuina cultura locale, che sopravvive nelle tradizioni, tra cui una famosa sagra del pesce che si tiene a maggio, durante la quale si usa cucinare il pesce a quintali, con più di tremila litri d’olio, in una padella dal diametro di circa quattro metri.
6. Il borgo della tonnara
Non distante da Noto, in Sicilia, si trova l’oasi naturalistica di Vendicari. Una delle sue “porte” è l’antico borgo di Marzamemi, un luogo di enorme fascino, storicamente legato alla pesca del tonno. La tonnara, dove il pesce si lavorava per la conservazione, era una delle più importanti della Sicilia, nota fin dai tempi della dominazione araba.
Ancora oggi il tonno è protagonista della cucina locale e a Marzamemi si può acquistare la tipica bottarga di tonno rosso, preparata secondo una antichissima tradizione d’origine fenicia.
La tonnara è ancora adesso il cuore del villaggio. Attorno ad essa si trovano le antiche case di pietra arenaria in cui un tempo abitavano i lavoratori e che danno vita ad un luogo pittoresco, dove sembra davvero che il tempo abbia smesso di scorrere.
5. Il vivaio degli antichi romani
Sperlonga è uno dei villaggi di pescatori più belli del Lazio, diventato col tempo una frequentata meta turistica grazie ai suoi 10 Km di splendide spiagge. Il suo centro antico è però intatto, con le case bianche tipiche del Mediterraneo e le botteghe artigiane lungo i vicoli stretti, mentre il porticciolo dei pescatori è sempre pieno di piccole barche colorate.
La bellezza di questi luoghi non poteva naturalmente sfuggire agli antichi romani che qui costruirono la Villa di Tiberio. Nel sito archeologico si può notare anche un vivaio ittico, a testimonianza di quanto l’itticoltura fosse diffusa fin dall’antichità.
La cucina locale, d’altra parte, lo dimostra con ricette tipiche come la zuppa di pesce alla sperlongana e le seppie cucinare in tanti modi diversi.
4. La gemma nascosta tra Positano e Sorrento
A una manciata di chilometri da Punta della Campanella, al confine tra la costiera Amalfitana e quella Sorrentina, la piccola Massa Lubrense si divide in una parti. L’area collinare è quella più mondana, che accoglie i visitatori nella panoramica piazza dove si trova la chiesa.

Il porticciolo invece è la parte più autentica, con le case in muratura, i moli di legno e le scogliere che cercano di proteggere la costa dalle potenti mareggiate invernali.
La costa è alta e rocciosa e il mare cede quasi subito il poso agli ulivi, alla agavi e alle bouganville, con Capri così vicina che sembra che basti allungare una mano per sfiorarla.
3. Tra castelli e nuraghe
Vero e proprio gioiello della Sardegna, nel Golfo dell’Asinara, Castelsardo unisce la bellezza dei borghi marinari ad un patrimonio che non teme paragoni.
Intorno al borgo si trovano il nuraghe Ispighia e il nuraghe Paddaggiu, ma anche la Roccia dell'Elefante, plasmata dal vento e costellata di tombe preistoriche note come domus de janas.
Dominata dal Castello Doria in cima alla collina che sovrasta la spiaggia, da sempre Castelsardo è un villaggio di pescatori, che ancora adesso portano in tavola le ottime aragoste, tipiche del luogo, insieme a frutti di mare, ricci, astici e granseole.
2. La Venezia del Sud
Si trova in Calabria uno dei borghi più belli d’Italia, che deve al mare anche il proprio nome. Chianalea è quasi certamente una contrazione di “piana delle galee”, le barche che si usavano, fra l’altro, per la pesca del pesce spada.
Non a caso, proprio il pesce spada è il piatto principale del luogo, da mangiare nei ristoranti tradizionali sui ponteggi di legno direttamente sull’acqua, in quellieleganti e anche come street food.
Ai piedi dell’imponente Castello Ruffo, la parte più antica di Scilla è costituita da strade e vicoletti che di tanto in tanto aprono un varco tra la quinta delle case sul fronte del mare e terminano praticamente nell’acqua. Uno spettacolo suggestivo, per il villaggio che si è guadagnato il soprannome di Venezia del Sud ma che in realtà vanta una bellezza unica e tutta sua.
1.Il borgo delle tartarughe di mare
Maruggio è un comune della costa Ionica in provincia di Taranto e Campomarino è una piccola frazione bagnata dal mare detto dei sette colori per l’eccezionale bellezza delle sue acque. Tra le sue dune sabbiose e incontaminate, inoltre, nidificano spesso le tartarughe marine.
Il porticciolo turistico si anima in estate, mentre in inverno l’unica voce è quella delle onde del mare. In ogni stagione, comunque, i pescatori portano a riva del pesce freschissimo che dà vita ad alcune delle più note specialità del luogo.
Alla tradizionale cucina pugliese qui si accompagnano il baccalà fritto, il polpo alla pignata, le cozze gratinate e tanto altro ancora.