Oseresti immergeti in una città romana? Questi parchi archeologici italiani nascondono veri e propri tesori

Ville, mosaici, statue e tanto altro; sul fondo del Mediterraneo si trovano degli autentici musei sommersi dove il mare ha conservato numerose tracce di un antico passato. I parchi archeologici sommersi sono tra i luoghi più incredibili da visitare in Italia

I due isolotti che caratterizzano il Parco Archeologico di Gaiola nel golfo di Napoli
I due isolotti che caratterizzano il Parco Archeologico di Gaiola nel golfo di Napoli

L’Italia ha un patrimonio archeologico sterminato, che comprende anche trentuno aree marine protette e due parchi sommersi. Fare snorkeling tra le rovine di un passato tanto lontano è un’avventura che regala emozioni indescrivibili a chi pratica turismo archeologico subacqueo in estate, e non solo.

Se oggi si può nuotare tra le rovine di antiche ville romane, i responsabili sono quasi sempre terremoti e bradisismo.

Alle antiche dimore finite sott'acqua a causa dell'attività vulcanica si aggiunge poi un tesoro ugualmente prezioso fatto di navi, anch’esse quasi sempre di età romana, affondate in viaggio e riscoperte in temi relativamente recenti.

Per conoscere da vicino questo patrimonio le coste del sud sono il punto di partenza migliore.

Baia, la Pompei sommersa

L’area archeologica sommersa più importante e suggestiva d’Italia si trova nel Golfo di Napoli. È quella di Baia, gioiello dell’area dei Campi Flegrei insieme all’altro parco archeologico sommerso di Napoli, quello della Gaiola.

Baia era un tempo una fiorente cittadina costiera; duemila anni fa era un’esclusiva località balneare, visitata anche da nobili e sovrani, come testimonia il sontuoso Palatium imperiale, che comprendeva dimore patrizie e stazioni termali.

La città si è poi inabissata a causa del fenomeno vulcanico del bradisismo, che ha causato l’abbassamento della linea di costa fino a otto metri.

Oggi, sotto almeno cinque metri di acqua, sono conservati quasi perfettamente diversi ambienti con statue e splendidi mosaici, tra cui il triclinio dell’imperatore Claudio, il Ninfeo, e i resti dei porti commerciali di Baia e Portus Julius, che rendono immediato ogni paragone con Pompei.

Il Parco Sommerso della Gaiola, ai piedi di Posillipo

Sempre nel Golfo di Napoli, ma sul versante est, tra il borgo marinaro di Marechiaro e la Baia di Trentaremi, si trova il Parco Sommerso della Gaiola Sovrastata dalla splendida collina di Posillipo, questa è un’area speciale per più di un motivo.

La bellezza del litorale campano in questo tratto, con le falesie di tufo giallo e i due isolotti collegati da un ponte, ha attirato l’attenzione della nobiltà dell’antica Roma, proprio come è successo alla vicina Baia, e proprio come Baia, anche questo tratto di costa è sprofondato a causa del bradisismo.

Il sistema di circolazione delle correnti marine, inoltre, ha reso la Gaiola un’area ricca di biodiversità marina, nonostante un’estensione contenuta.

Sul fondo del suo mare ci possono vedere peschiere, ninfei, strutture portuali e l’elegante villa imperiale di Pausylipon, costruita dal ricco liberto Publio Vedio Pollione e donata poi all’imperatore Augusto.

Visitare i parchi archeologici sommersi in Campania

Per vedere queste meraviglie la primavera è un buon momento, visto che le acque sono più limpide grazie ad una minore fioritura algale rispetto ai mesi estivi.

Anche la minore folla di turisti e barche che possono sollevare la sabbia dal fondo rende l’acqua più limpida e la visibilità migliore.

Quanto alla temperatura, in primavera lungo le coste del sud il mare inizia ad essere tiepido e arriva a sfiorare i 20°C a fine maggio.

Le modalità di vista sono comunque diverse e non per forza bisogna essere sub esperti. C’è ad esempio il battello col fondo trasparente, ma si può anche nuotare in superficie o appunto immergersi in profondità, se si è in possesso del brevetto da sub.

Gli altri tesori sommersi d'Italia

Tra i diversi altri tesori archeologici sommersi d’Italia, uno dei più affascinati è il Parco Sommerso di Egnazia in Puglia. Dell’antica città rimangono le strutture portuali, visibili fino a sei metri di profondità ed esempio importante della elevata qualità dell’ingegneria romana.

Le mura messapiche del porto di Egnazia, al limite dell'area archeologica sommersa
Le mura messapiche del porto di Egnazia, al limite dell'area archeologica sommersa

Non meno importante, il Parco Archeologico Sommerso di Kaulonia in Calabria è un sito che risale all’età della Magna Grecia. Sul fondo del mare qui si trovano decine di colonne di marmo, che erano forse parte di un cantiere finito per sprofondare, oppure di un carico navale di enormi proporzioni.

A proposito di navi, l’Itinerario delle Anfore lungo le coste del Lazio è uno straordinario cimitero di navi romane che si trovano per lo più al largo di Ventotene. I relitti, con tutti i reperti e in particolare con le anfore, sono stati lasciati sul posto e sono adesso degli incredibili musei sottomarini.