Sembra Islanda, ma è Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata
Dal Monte Amiata a Larderello, alla scoperta di un'area di altissimo interesse geologico in Toscana, con emissioni di vapore e sorgenti termali legate alla presenza di un antico vulcano oggi spento.

Se pensiamo alla Toscana ci vengono subito in mente splendide città d'arte e paesaggi di campagna caratterizzati da dolci colline punteggiate da cipressi, ma non certo paesaggi vulcanici.
Eppure, nel territorio di questa regione piena di ricchezze artistiche e paesaggistiche e molto variegata, troviamo anche luoghi che ci riportano a un passato geologico per niente lontano, e che oggi rispunta sotto forma di soffioni, oggi sfruttati per l'energia geotermica, paesaggi punteggiati da fumarole, acque termali.
Sono due le zone della Toscana dove possiamo compiere un affascinante viaggio di grande interesse geologico e dove potremo scoprire l'energia geotermica: l'area del Monte Amiata, un antico vulcano che è oggi una bellissima montagna alta quasi 1800 metri sul livello del mare ricoperta da boschi e visibile da molti punti della regione, e l'area di Larderello.
Il Monte Amiata e i soffioni boraciferi
Il monte Amiata è una bellissima montagna situata nel sud della Toscana, ricoperta di boschi di faggio e castagni. Questa montagna dal profilo inconfondibile e alta quasi 1800 metri sul livello del mare, è in realtà un vulcano spento, attivo nel Pleistocene tra 400.000 e 200.000 anni fa.

Ormai l'attività vulcanica del passato è quasi invisibile a un occhio non allenato, ma ci sono delle manifestazioni di vulcanismo secondario molto interessanti, come sorgenti termali e soffioni.
Le emissioni di vapore geotermico sono sfruttate per la produzione di energia elettrica da parte di Enel, soprattutto nella zona di Piancastagnaio e Bagnore. Sostanzialmente il calore proveniente dalle profondità della terra viene usato per produrre energia elettrica.

I fluidi geotermici hanno dato vita anche a progetti di riscaldamento che riguardano sia aziende che privati, tramite società energetiche costituite appositamente.
Per quanto riguarda le sorgenti termali, bisogna segnalare ad esempio quelle famose di Bagno Vignoni, con una caratteristica vasca situata nella piazza principale del paese, oppure quelle di Saturnia e Bagni San Filippo.

Sono tutte aree dove la presenza vicina del grande complesso vulcanico del Monte Amiata, spento da 200.000 anni, si fa sentire con manifestazioni di vulcanismo tardivo.
Larderello e la Valle del Diavolo
Le Colline Metallifere sono un'area collinare dell'Antiappennino toscano, tra le province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena, caratterizzata dalla presenza di estesi boschi e fenomeni geotermici, che si rendono evidenti ad esempio nel Parco naturalistico le Biancane a Monterotondo Marittimo.
Uno dei luoghi più peculiari di quest'area si chiama Larderello, che deve il suo nome al francese Francesco De Larderel, che alla fine del '700 scoprì il potenziale di quest'area per l'estrazione dell'acido borico. A seguire si intuì anche che, perforando pozzi profondi, si poteva usare il vapore proveniente dalle profondità per generare energia.
Oggi chi arriva a Larderello resta sorpreso dalla enorme quantità di tubi, torri di refrigerazione e getti di vapore che si vedono ovunque. Sono i soffioni, riconoscibili per le colonne bianche di vapore che li sovrastano.

Ci troviamo infatti in un'area dove l'utilizzo dell'energia geotermica va avanti da molti decenni, e dove la geotermia ha trasformato il paesaggio. Qui sono stati perforati, dal XIX secolo, centinaia di pozzi che hanno intercettato aree nelle profondità terrestri da cui provengono emissioni di vapore molto caldo.
Tubi, ciminiere di refrigerazione alte fino a 75 metri, getti di vapore, sono visibili un po' ovunque, rendendo quest'area davvero suggestiva.

Oggi, l’attività geotermoelettrica in Toscana è gestita da Enel Green Power Italia Srl, titolare di 9 concessioni per la coltivazione della risorsa geotermica. Nel territorio regionale sono attive 33 centrali, con una potenza installata complessiva di circa 915 MW, cui si aggiungeranno ulteriori 5 MW già autorizzati oltre a 60 MW programmati. La produzione annuale supera i 5.000 GWh, contribuendo in modo significativo al fabbisogno energetico regionale e nazionale.
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