Il 9 giugno Venere e Giove brilleranno vicini nel cielo del tramonto, accompagnati da Mercurio. Un incontro apparente suggestivo, visibile a occhio nudo, che offrirà uno spettacolo astronomico semplice e affascinante.
Il 9 giugno Venere e Giove brilleranno vicini nel cielo del tramonto, accompagnati da Mercurio. Un incontro apparente suggestivo, visibile a occhio nudo, che offrirà uno spettacolo astronomico semplice e affascinante.
La NASA chiude MAVEN, sonda marziana chiave per capire la perdita dell’atmosfera. I suoi dati raccontano come vento solare, plasma e assenza di campo magnetico abbiano trasformato Marte.
Per la prima volta gli astronomi hanno ottenuto solide prove dell'esistenza di campi magnetici su pianeti extrasolari. La scoperta apre nuove prospettive nello studio dell'evoluzione planetaria e nella ricerca di mondi potenzialmente abitabili.
Nuove osservazioni confermano l’esistenza dei JuMBOs, enigmatiche coppie di pianeti erranti di massa gioviana non legati a nessuna stella. La scoperta sfida le teorie sulla formazione planetaria e apre nuovi scenari sull’evoluzione degli oggetti substellari.
Le lenti gravitazionali permettono agli astronomi di osservare galassie remotissime e invisibili ai telescopi tradizionali. Grazie a James Webb e alle più recenti scoperte, questi fenomeni stanno rivoluzionando la comprensione dell’universo primordiale.
Le nuove desecretazioni sugli UFO hanno riacceso il dibattito: più documenti, video e testimonianze sono pubblici, ma le prove di tecnologia extraterrestre restano assenti. Il mistero cambia forma, ma non scompare.
La fascia degli asteroidi tra Marte e Giove conserva tracce preziose dell’origine del Sistema Solare. Nuove missioni e studi scientifici rivelano perché quel “pianeta mancato” è fondamentale per comprendere la formazione dei pianeti terrestri.
Il telescopio Fermi ha rilevato raggi gamma da SN 2017egm, una supernova superluminosa. Il segnale suggerisce che l’esplosione sia stata alimentata da una magnetar nata nel collasso stellare.
Una nuova ipotesi collega la stella binaria massiccia IRS 16SW al gas che alimenta Sagittarius A*. I suoi venti stellari produrrebbero grumi diretti verso il buco nero centrale della Via Lattea alimentandolo.
Un nuovo studio basato sui dati Hubble mette in dubbio l’esistenza dei geyser su Europa. Restano però forti indizi di attività interna e un’enorme esosfera di idrogeno attorno alla luna di Giove.
Gamma Cassiopeiae emetteva raggi X troppo intensi per una normale stella Be. Le osservazioni XRISM mostrano che di questo eccesso di emissione X è responsabile una nana bianca compagna accresce gas dal disco stellare.
Una nuova ricerca propone che la materia oscura auto-interagente formi grumi densissimi capaci di spiegare tre anomalie: lenti gravitazionali senza galassia generatrice, correnti stellari perturbate e ammassi stellari di origine sospetta nelle galassie nane vicine alla Via Lattea.
Nel sistema LHS 1903, una nana rossa ospita quattro pianeti in ordine inatteso: roccioso, gassoso, gassoso, roccioso. La scoperta suggerisce che alcuni pianeti rocciosi possano formarsi anche dopo la dispersione del gas.
Un nuovo studio ricostruisce la giovinezza turbolenta della Via Lattea: il disco galattico era già in rotazione prima dell’impatto con Gaia-Sausage-Enceladus, una fusione probabilmente meno distruttiva del previsto.
La costellazione dei Gemelli unisce mitologia, astronomia e osservazione del cielo: dai gemelli Castore e Polluce agli ammassi stellari, alla nebulosa Eskimo, in un viaggio tra leggenda antica e le meraviglie del cielo.
Quando un pianeta gassoso gigante finisce dentro una stella, non muore in un istante: si consuma lentamente, arricchendo la stella di elementi preziosi e lasciando firme chimiche osservabili per milioni di anni.
Un carotaggio antartico rivela minuscole tracce di ferro-60, isotopo prodotto dalle supernove. La scoperta suggerisce che la Terra negli ultimi 40 mila anni stia attraversando il resto di una supernova o una nube interstellare che conserva memoria di antiche esplosioni stellari.
Nuove osservazioni mostrano che alcuni buchi neri supermassicci non restano fermi al centro delle galassie. Getti deformati, rinculi gravitazionali e movimenti inattesi rivelano nuclei galattici dinamici, cambiando la nostra comprensione dell’evoluzione cosmica e delle fusioni tra galassie.
Quasi tutta la Via Lattea ha smesso di far nascere stelle. L'unica zona ancora fertile è quella del nostro Sole. La scoperta arriva da un nuovo studio su Astronomy & Astrophysics.
Aprile 2026 risulta tra i mesi più caldi mai registrati, con forti contrasti regionali in Europa e mari eccezionalmente caldi, segnale di un clima globale ormai stabilmente sopra le medie storiche recenti osservate da Copernicus.