Quasi tutta la Via Lattea ha smesso di far nascere stelle. L'unica zona ancora fertile è quella del nostro Sole. La scoperta arriva da un nuovo studio su Astronomy & Astrophysics.
Quasi tutta la Via Lattea ha smesso di far nascere stelle. L'unica zona ancora fertile è quella del nostro Sole. La scoperta arriva da un nuovo studio su Astronomy & Astrophysics.
Aprile 2026 risulta tra i mesi più caldi mai registrati, con forti contrasti regionali in Europa e mari eccezionalmente caldi, segnale di un clima globale ormai stabilmente sopra le medie storiche recenti osservate da Copernicus.
Durante il massimo solare, la termosfera terrestre si riscalda e si espande, aumentando la densità dell’atmosfera alle quote dei satelliti. Il risultato è un frenamento atmosferico maggiore, capace di far decadere orbite e rientrare detriti spaziali.
Un esperimento quantistico ha simulato il decadimento del falso vuoto, scenario estremo per il destino dell’Universo. Non annuncia una catastrofe imminente, ma apre nuove vie per studiare meglio la cosmologia moderna e attuale.
Betelgeuse non sembra sul punto di esplodere, ma resta una supergigante rossa instabile. Dopo una grande espulsione di massa, gli astronomi studiano le polveri e i segnali evolutivi che precedono il collasso finale.
Nuove misurazioni suggeriscono che la Via Lattea potrebbe essere meno massiccia del previsto. Non significa che stia cambiando, ma che gli astronomi stanno finalmente riuscendo a pesarla e mapparla con maggiore precisione.
Le nuvole nascono quando aria calda e umida sale, si raffredda e condensa. La base appare piatta perché la condensazione inizia alla stessa quota, mentre la sommità diventa irregolare per i moti turbolenti.
El Niño è un fenomeno climatico naturale del Pacifico che influenza il clima globale. Comprenderne i meccanismi, tra venti Alisei e onde oceaniche, è fondamentale per interpretare le variazioni climatiche e prepararsi ai suoi effetti futuri.
Il telescopio FlyEye, in costruzione al Centro Gal Hassin in Sicilia, è un innovativo sistema dell’ESA per individuare asteroidi pericolosi. Ispirato all’occhio della mosca, permetterà di monitorare il cielo e difendere la Terra.
Il Disco di Nebra, scoperto nel 1999, è la più antica mappa del cielo. Raffigura Sole, Luna e Pleiadi e serviva a sincronizzare calendario lunare e solare nell’età del bronzo.
Gli asteroidi troiani emergono come nuove frontiere del mining spaziale: ricchi di acqua e materiali preziosi, combinano stabilità orbitale e valore strategico, aprendo scenari concreti per una futura economia extraterrestre sostenibile.
Venere è il brillante pianeta dalla doppia personalità. Essa appare come Lucifero o Vespero. Vediamo come mai uno stesso pianeta abbia due nomi e due identità opposte nel cielo.
Il Sole non resterà uguale per sempre: quando entrerà nella fase di gigante, il suo raggio aumenterà enormemente e la Terra subirà un riscaldamento estremo, fino a perdere le condizioni necessarie alla vita come la conosciamo.
Hubble celebra 36 anni con una nuova immagine della Nebulosa Trifida, mostrando stelle giovani e cambiamenti rapidi. Uno sguardo unico sulla formazione stellare e sull’evoluzione dinamica dell’Universo.
La costellazione del Toro unisce mito, zodiaco e osservazione del cielo: dalla leggenda di Europa alle Pleiadi, dalle Iadi ad Aldebaran, fino alla nebulosa del Granchio e ai suoi interessanti sistemi planetari.
I buchi neri non sono eterni: grazie alla radiazione di Hawking possono lentamente evaporare. Questo fenomeno, previsto teoricamente, unisce gravità e meccanica quantistica, aprendo nuove prospettive sulla natura dell’Universo e dello spazio-tempo.
Il rientro incontrollato del razzo cinese Kinetica 2 riaccende l’attenzione sui detriti spaziali: il rischio individuale resta minimo, ma quello collettivo cresce con i lanci, le mega costellazioni e l’aumento dei rientri incontrollati sulla Terra.
Il bollettino Copernicus di marzo 2026 conferma l’accelerazione del cambiamento climatico, evidenziando temperature globali dell’aria e degli oceani quasi record, ghiacci artici ai minimi e anomalie di precipitazione in Europa.
Le piogge in aumento e gli invasi in recupero hanno migliorano la situazione idrica in Sicilia nel primo trimestre del 2026, ma il confronto con il 2023-2025 mostra una crisi ancora strutturale, aggravata da caldo e distribuzione irregolare delle precipitazioni.
La cometa C/2025 R3 PanSTARRS offre uno spettacolo promettente nei cieli di Aprile. Visibile a occhio nudo, raggiungerà il massimo splendore tra il 23 e 25 Aprile. Dove osservarla.