Il metano è uno dei più potenti gas serra, produce un effetto circa 25-30 volte maggiore dell’anidride carbonica e la sua concentrazione in atmosfera continua ad aumentare senza sosta.
Il metano è uno dei più potenti gas serra, produce un effetto circa 25-30 volte maggiore dell’anidride carbonica e la sua concentrazione in atmosfera continua ad aumentare senza sosta.
Per la prima volta gli astronomi hanno scoperto una stella che, morendo, diventerà una “magnetar” cioè una stella con i più intensi campi magnetici osservati nell’Universo.
Quello della luce cinerea è un fenomeno astronomico ben noto che periodicamente abbellisce la falce di Luna crescente.
Il riscaldamento globale sta procedendo inesorabilmente ma non in modo uniforme. Aree geografiche con più rapido riscaldamento si alternano ad aree con riscaldamento meno rapido, se non addirittura con temporaneo raffreddamento.
Work in progress…tra non appena qualche decina di migliaia di anni la stella V960 Mon ci svelerà il suo neo sistema multi-planetario.
Dopo pochi giorni dalla pubblicazione della bellissima immagine di due stelle neonate osservate dal telescopio spaziale James Webb, viene annunciata la scoperta “serendipita” nella stessa immagine di un oggetto a forma di punto interrogativo!
Numero totale, dimensioni e forma delle macchie solari permettono agli astronomi di conoscere il livello di pericolosità del Sole, cioè la probabilità che in esso abbiano luogo esplosioni così violente da produrre tempeste geomagnetiche cruciali per la Terra.
Recenti studi mostrano come in presenza di eccessivo calore, come avviene durante le "ondate di calore", le piante interrompano l'assorbimento di anidride carbonica. Questa scoperta suggerisce che il contributo della vegetazione alla rimozione di questo gas serra potrebbe diventare in futuro meno efficace.
Il puntamento del telescopio James Webb sulla stella PDS 70, nel cui disco è stata scoperta presenza di acqua, non è stato casuale. Questa scoperta è stata "preparata" da precedenti studi succedutisi nel corso di oltre 30 anni.
I telescopi spaziali oltre che nel visibile osservano soprattutto a lunghezze d'onda invisibili all’occhio, come quelle infrarossa e X. Come si rendono allora visibili (e spettacolarmente belli) quegli oggetti astronomici invisibili all’occhio?
In occasione del suo primo anniversario, il telescopio spaziale James Webb ci regala una bellissima immagine di una culla di stelle neonate nella nube molecolare gigante rho Ophiuchi.
Vuoi sapere “che Sole fa”? C’è la meteorologia spaziale! È questa che ci informa sullo stato di attività magnetica del Sole e sui suoi possibili effetti sulla Terra.
Mancano meno di due anni perché il Sole raggiunga il massimo livello di attività magnetica. Questo period di massimo è caratterizzato da fenomeni di particolare intensità con possibili effetti significativi sui satelliti artificiali e sulla rete elettrica mondiale.
Il telescopio spaziale Euclid con le sue osservazioni permetterà di fare un viaggio a ritroso nel tempo fino a 10 miliardi di anni fa e di vedere come l’Universo si è evoluto da allora. Grazie ad Euclid ricostruiremo la storia degli ultimi 10 miliardi di anni.
Un metodo molto promettente nella ricerca di forme di vita extraterrestre su pianeti oltre la Terra consiste nella ricerca nelle loro atmosfere di “biofirme”, cioè di gas o altre caratteristiche indicative della presenza di agenti biologici.
Sarà il telescopio più potente mai realizzato. Con uno specchio primario di ben 39 metri e corredato di almeno 6 strumenti veri gioielli della tecnologia, l'Extremely Large Telescope ELT sarà in assoluto il più grande occhio verso il cielo.
L' "anomalia" è una grandezza che permettere di esprimere in modo semplice e chiaro le variazioni di una qualunque variabile meteorologica rispetto al suo valore medio.
Ogni cinque esopianeti uno viene scoperto grazie al metodo delle velocità radiali. Sebbene molto dispendioso in termini di tempo, sforzo osservativo, e di analisi, è molto affidabile e generalmente utilizzato anche per confermare la vera natura dei pianeti scoperti con altri metodi.
Questa piccola e modesta unità di misura della pioggia espressa in millimetri non dà un’immediata percezione di quanto grandi siano le quantità effettive di pioggia corrispondenti.
Dell’Universo riusciamo a vedere non più del 4%. Il rimanente 96% rimane per noi inaccessibile e misterioso. Sappiamo soltanto che si tratta sia di materia che di energia "oscura".