Conto alla rovescia per Artemis 2. Tra pochi giorni l'umanità sorvolerà di nuovo la Luna: i dettagli della missione

Il programma Artemis della NASA è pronto ad affrontare la sua nuova tappa verso la Luna. Dopo una serie di rinvii tecnici, l’attenzione è ora focalizzata sulla missione Artemis 2, il cui lancio è ufficialmente programmato per il 1° aprile alle 22:24 UTC dal Kennedy Space Center. Questo viaggio di circa 10 giorni non è solo un test, ma una manovra orbitale complessa che porterà l'uomo oltre confini mai raggiunti prima.

Mancano ormai poche ore e il countdoun per Artemis 2 entrerà nella sua parte finale. La nuova "finestra" utile per il lancio si aprirà alle 00.24 (Italia) di giovedì 2 aprile 2026.
Mancano ormai poche ore e il countdoun per Artemis 2 entrerà nella sua parte finale. La nuova "finestra" utile per il lancio si aprirà alle 00.24 (Italia) di giovedì 2 aprile 2026.

La NASA ha confermato il lancio di Artemis 2 del prossimo 1° aprile. Il decollo è previsto per le ore 22:24 UTC (che corrispondono alle 00:24 italiane del 2 aprile) dal mitico Launch Complex 39B in Florida.

La missione, che utilizzerà il mastodontico razzo Space Launch System (SLS), ha vissuto un percorso travagliato prima di arrivare a questa scadenza. Inizialmente programmata per la fine del 2024 e successivamente per il 2025, la partenza ha subito vari slittamenti a causa di rigorosi controlli di sicurezza.

Le prime 24 ore in orbita terrestre

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, la missione non punterà subito verso la Luna. Dopo il decollo a bordo del razzo SLS, la capsula Orion entrerà inizialmente in un'orbita terrestre bassa. Circa 40 minuti dopo il lancio, lo stadio superiore del razzo (ICPS) effettuerà una manovra per innalzare il perigeo, questo significa che i motori della capsula Orion (dello stadio superiore del razzo) verranno accesi in un punto specifico per ampliare ulteriormente l'orbita della capsula intorno alla Terra. Seguirà una seconda accensione che inserirà il veicolo in una High Earth Orbit (HEO) altamente ellittica.

Questa orbita avrà un periodo di circa 23:30 ore e servirà come banco di prova fondamentale, con tutti i test necessari, prima di allontanarsi definitivamente dalla Terra. L'equipaggio trascorrerà il Giorno 1 a verificare che i sistemi di supporto vitale funzionino perfettamente. Durante questa fase, gli astronauti testeranno anche l'effettiva manovrabilità della capsula con i comandi manuali (necessari in caso di malfunzionamento di quelli automatici) utilizzando lo stadio ICPS ormai esaurito (si tratta dell'ultimo stadio del razzo), ormai esaurito (privo di combustibile) come bersaglio per simulare future operazioni di attracco.

La fase di avvicinamento verso la Luna

Una volta completati i controlli di sicurezza, il Giorno 2, Orion accenderà il suo motore principale per la manovra di Iniezione Trans-Lunare (TLI). Questo spingerà la navicella fuori dall'orbita terrestre, dando inizio al viaggio di circa quattro giorni necessari per coprire la distanza che ci separa dal nostro satellite.

L'astronave seguirà una traiettoria di ritorno libero, una rotta a forma di "8" che sfrutta le sole interazioni della forza di gravità per riportare il veicolo a casa anche in caso di guasti ai motori, garantendo la massima sicurezza per i quattro astronauti.
L'astronave seguirà una traiettoria di ritorno libero, una rotta a forma di "8" che sfrutta le sole interazioni della forza di gravità per riportare il veicolo a casa anche in caso di guasti ai motori, garantendo la massima sicurezza per i quattro astronauti.

In questo periodo (dal Giorno 2 al Giorno 5), l'equipaggio non sarà inerte: verranno effettuate correzioni di traiettoria e testate tecnologie di comunicazione ottica laser per inviare dati ad alta velocità. L'astronave seguirà una traiettoria di ritorno libero, una rotta a forma di "8" che sfrutta le sole interazioni della forza di gravità per riportare il veicolo a casa anche in caso di guasti ai motori, garantendo la massima sicurezza per i quattro astronauti.

Il sorvolo lunare oltre la faccia nascosta

Il momento culminante avverrà intorno al Giorno 6. Artemis 2 non entrerà in un'orbita circolare attorno alla Luna come facevano le missioni Apollo, ma effettuerà un singolo, ampio sorvolo (flyby).

La capsula Orion passerà a una distanza variabile tra i 7.000 e i 14.000 chilometri dalla superficie lunare. Questo passaggio permetterà all'equipaggio di sorvolare la faccia nascosta della Luna e ammirare crateri che nessun occhio umano vede dal 1972.

Per circa mezz'ora gli astronauti rimarranno in totale isolamento radio con la Terra.

L'equipaggio di Artemis 2 supererà il record di distanza raggiunto nel 1970 dal famigerato Apollo 13.
L'equipaggio di Artemis 2 supererà il record di distanza raggiunto nel 1970 dal famigerato Apollo 13.

In questa fase, gli astronauti osserveranno e fotograferanno potenziali siti di allunaggio per le missioni future, spingendosi fino a 400.000 km di distanza dalla Terra, stabilendo un nuovo record per il volo umano nello spazio profondo. L'equipaggio di Artemis 2 supererà il record di distanza raggiunto nel 1970 dal famigerato Apollo 13.

L'equipaggio utilizzerà delle fotocamere ad altissima risoluzione portatili per mappare manualmente alcune zone del Bacino Polo Sud-Aitken. È uno dei crateri da impatto più grandi e antichi del sistema solare. Poiché in quella zona la luce solare colpisce il suolo in modo radente, gli astronauti potrebbero riuscire ad immortalare dettagli morfologici che i satelliti automatici non riescono a cogliere perfettamente.

I 3 Giorni di caduta libera verso la Terra

All'uscita da questa zona d'ombra, l'equipaggio vivrà lo spettacolo della "Terra che sorge" (Earthrise). Vedranno il nostro pianeta azzurro spuntare da dietro l'orizzonte lunare. È un momento che gli astronauti delle missioni Apollo hanno descritto come l'esperienza più profonda e commovente del loro viaggio.

All'uscita da questa zona d'ombra radio, l'equipaggio vivrà lo spettacolo della la Terra che sorge (Earthrise). Vedranno il nostro pianeta, una piccola sfera azzurra, spuntare da dietro l'orizzonte lunare. È un momento che gli astronauti delle missioni Apollo hanno descritto come l'esperienza più profonda e commovente del loro viaggio, capace di cambiare per sempre la percezione dei confini terrestri.
All'uscita da questa zona d'ombra radio, l'equipaggio vivrà lo spettacolo della la Terra che sorge (Earthrise). Vedranno il nostro pianeta, una piccola sfera azzurra, spuntare da dietro l'orizzonte lunare. È un momento che gli astronauti delle missioni Apollo hanno descritto come l'esperienza più profonda e commovente del loro viaggio, capace di cambiare per sempre la percezione dei confini terrestri.

Dopo aver doppiato il satellite, la gravità lunare "aggancerà" la capsula fiondandola nuovamente verso il nostro pianeta. Il viaggio di ritorno durerà circa tre o quattro giorni (dal Giorno 7 al Giorno 10). Durante questa discesa gravitazionale, l'equipaggio preparerà Orion per la delicata fase ri rientro in atmosfera.

Il rientro avverrà il 10 aprile 2026 a una velocità spaventosa di circa 40.000 km/h. Lo scudo termico dovrà resistere a temperature di 2.800°C prima che i paracadute possano aprirsi e rallentare la capsula per lo splashdown (ammaraggio) nell'Oceano Pacifico, al largo delle coste californiane di San Diego.