Cosa succede stanotte in cielo? Ce lo dice il telescopio Vera Rubin con 7 milioni di segnalazioni a notte

Sembrerebbe che di tutto ciò che succede nel cielo notturno nulla sfuggirà al telescopio Vera Rubin. Dalla comparsa di comete o asteroidi alle esplosioni di supernovae, tutto ciò che nel cielo notturno produrrà variazioni di luminosità o di posizione verrà segnalato.

In questa foto scattata nel febbraio 2026, l'osservatorio Rubin dell'NSF-DOE osserva il cielo notturno cileno sopra Cerro Pachón, sotto la vista abbagliante della nostra galassia, la Via Lattea, e delle sue più grandi galassie compagne, la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Credit: NSF–DOE Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Lago
In questa foto scattata nel febbraio 2026, l'osservatorio Rubin dell'NSF-DOE osserva il cielo notturno cileno sopra Cerro Pachón, sotto la vista abbagliante della nostra galassia, la Via Lattea, e delle sue più grandi galassie compagne, la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Credit: NSF–DOE Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Lago

Stanotte cosa vogliamo osservare? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Il telescopio Vera Rubin ogni notte farà fino a 7 milioni di segnalazioni di oggetti o di eventi meritevoli di osservazione.

Stiamo parlando del sistema di notifica di “alerts” attivato pochi giorni fa al telescopio Vera Rubin. Questo telescopio cileno ha la capacità di esplorare ogni notte l’intera volta visibile e di catturare qualunque variazione di luminosità e di posizione.

Entro due minuti dal rilevamento, viene inviata una notifica accessibile all’intera comunità scientifica che con i propri telescopi potrà puntare lì dove c’è stato l’evento per scoprirne le proprietà e la natura.

Il telescopio Vera Rubin

Nel cuore del deserto cileno di Atacama, sul cerro Pachon ad un’altitudine di 2682 m s.l.m. opera il telescopio Vera Rubin.

Il sito osservativo è di proprietà dell’Osservatorio Inter-Americano di Cerro Tololo, sede di altri due importantissimi telescopi, il Gemini South da 8.1 metri di diametro ed il telescopio SOAR da 4.1 m, dei quali abbiamo scritto in precedenti articoli.

Il telescopio è stato intitolato all'astronoma statunitense Vera Rubin, venuta a mancare nel 2016, la quale con le sue ricerche ha contribuito alla conferma dell’esistenza della materia oscura.

Il telescopio Vera Rubin ha uno specchio primario di 8.4 m con una configurazione ottica unica tra tutti i telescopi. La luce raccolta dallo specchio primario viene inviata ad una camera, la camera LSST. E’ una camera digitale che registra le immagini del cielo notturno ciascuna delle quali copre un’area di cielo pari a 7 volte l’area della Luna piena.

Il telescopio Vera Rubin sarà in grado di rilevare fino a 7 milioni di transienti a notte. Credit: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Marenfeld/J. Pinto
Il telescopio Vera Rubin sarà in grado di rilevare fino a 7 milioni di transienti a notte. Credit: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Marenfeld/J. Pinto

Questa camera ha le dimensioni di una piccola auto utilitaria. Sul suo piano focale, per registrare le immagini, viene utilizzato un mosaico di 186 CCD ciascuno da 16 milioni di pixel sensibili alla radiazione dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso.

Il sistema degli “alerts”

Questa idea di condividere in tempo reale con l’intera comunità scientifica la scoperta di un fenomeno transiente, cioè di un fenomeno che mostra rapide variazioni di luminosità, non è nuova. Altri telescopi spaziali, come ad esempio il telescopio a raggi X SWIFT o il recentemente dismesso telescopio Gaia, hanno usato tali sistemi di notifica.

Ogni telescopio ha una propria missione scientifica che realizza notte dopo notte. Quando nella routine delle osservazioni viene scoperto un transiente, il telescopio non ha il tempo di soffermarsi e iniziare ad osservarlo in modo “approfondito”.

I transienti astronomici sono fenomeni celesti di breve durata, da pochi secondi a settimane o anni, che appaiono improvvisamente, diventano brillanti e poi svaniscono. Questi eventi svelano fenomeni quali supernove, kilonovae, lampi gamma (GRB) e Fast Radio Bursts (FRB), tutti fenomeni estremi dell'universo, spesso legati alla morte stellare o a fusioni di oggetti compatti.

Si pensi che Vera Rubin ogni notte scopre fino a 7 milioni di tali transienti. Allora, li segnala in modo che altri telescopi possano puntare lì dove è avvenuto il transiente e possano iniziare a studiarlo in dettaglio per delinearne le caratteristiche (la forma e l’ampiezza della variazione di luminosità ad esempio) in modo da capirne la natura.

Confrontando (differenza) immagini della stessa zona di cielo prese in momenti diversi, vera Rubin è in grado di rilevare variazioni repentine di luminosità, da segnalare come "alert". Credit: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA Acknowledgement: Alert images with classifications provided by ALeRCE and Lasair.
Confrontando (differenza) immagini della stessa zona di cielo prese in momenti diversi, vera Rubin è in grado di rilevare variazioni repentine di luminosità, da segnalare come "alert". Credit: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA Acknowledgement: Alert images with classifications provided by ALeRCE and Lasair.

Naturalmente, viene fatta una notevole scrematura in modo da osservare i transienti più interessanti e promettenti, ad esempio le esplosioni di supernovae, fusione di buchi neri, cattura di stelle da parte di buchi neri, tutti eventi che si manifestano come transienti. Ma segnalerà anche la comparsa di una nuova cometa o di un asteroide che possa rivelarsi potenzialmente pericoloso per la Terra.

Lo sfruttamento migliore degli alerts si ha quando più telescopi, con caratteristiche diverse, rispondono allo stesso alert e iniziano ad osservare in più bande spettrali, raccogliendo molte più informazioni.

Ricordiamo il caso della supernova 2024ggi. Fu scoperta dal sistema ATLAS (lo stesso che ha scoperto la cometa interstellare 3I/ATLAS) che inviò un alert alla comunità scientifica. A questo rispose immediatamente un team che con il telescopio VLT riuscì a scoprire che si trattava di una supernova mai prima osservata nelle precocissime fasi di detonazione.

Il sistema di alerts del Vera Rubin ha aperto una stagione di straordinarie opportunità per la comunità scientifica internazionale.