Costellazione dei Gemelli: il mito di Castore e Polluce e cosa osservare nel cielo

La costellazione dei Gemelli unisce mitologia, astronomia e osservazione del cielo: dai gemelli Castore e Polluce agli ammassi stellari, alla nebulosa Eskimo, in un viaggio tra leggenda antica e le meraviglie del cielo.

La costellazione dei Gemelli. Le due stelle più brillanti, Castore e Polluce, sono posizionate in corrispondenza della teste dei due Gemelli.
La costellazione dei Gemelli. Le due stelle più brillanti, Castore e Polluce, sono posizionate in corrispondenza della teste dei due Gemelli.

Quando si pensa alla costellazione dei Gemelli, viene naturale associarla all’omonimo segno zodiacale della tarda primavera. In astronomia, però, costellazioni e segni zodiacali non coincidono perfettamente. A causa del moto apparente del Sole e della precessione degli equinozi, il Sole attraversa la regione celeste dei Gemelli non a partire dal 21 maggio, come indica l’astrologia tradizionale, ma circa un mese più tardi.

Castore e Polluce: il mito dei fratelli inseparabili

I personaggi di Castore e Polluce sono presenti nella mitologia non solo greca, ma anche romana ed etrusca, in ciascuna delle quali il loro mito assume diverse varianti. Castore era famoso come domatore di cavalli e guerriero, Polluce come pugile invincibile.

Nacquero da Leda, regina di Sparta, la quale fu fecondata da Zeus, sotto le false sembianze di cigno. In quanto figli di Zeus, vengono anche chiamati con l’appellativo di Diòscuri, cioè figli di Zeus.

Castore e Polluce sono chiamati "Dioscuri", cioè i figli di Zeus

Secondo la mitologia, Leda non partorì i due gemelli come i comuni mortali, piuttosto partorì due coppie di uova. I gemelli Castore e Polluce nacquero dalla schiusa di due uova, mentre dalla schiusa dell’altra coppia di uova nacquero le sorelle gemelle Elena e Clitennestra.

Nella scultura sia greca sia romana, i Diòscuri sono spesso rappresentati con un copricapo a forma di guscio d’uovo.

Gemelli inseparabili, Castore e Polluce furono protagonisti di numerose vicende collegate ad altri miti. Partecipando alla missione degli Argonauti, sulla nave Argo andarono nella Colchide dove aiutarono Giasone a rubare il Vello d’Oro (si veda il nostro articolo sul segno zodiacale del Capricorno).

Parteciparono al salvataggio di Elena che, rapita da Teseo, era stata portata in Attica. Qui, non solo la salvarono ma per ritorsione rapirono a loro volta Etra, madre di Teseo, che divenne schiava di Elena.

Statue colossali dei Dioscuri, provenienti da Baia e oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Produzioni di età imperiale romana, ispirate al Doriforo di Policleto (V sec. a.C.)
Statue colossali dei Dioscuri, provenienti da Baia e oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Produzioni di età imperiale romana, ispirate al Doriforo di Policleto (V sec. a.C.)

La storia più commovente riguarda la morte di Castore. Infatti, mentre Polluce era immortale, Castore era nato mortale. Secondo alcune varianti mitologiche, Castore fu ucciso da Idas, in seguito ad un diverbio nato per la spartizione di una mandria rubata. Secondo un’altra versione, Castore fu ucciso sempre da Idas ma per un diverbio legato alle mogli dei Dioscuri che inizialmente erano state promesse come spose ai fratelli Idas e Linceo.

Secondo il tragediografo greco Euripide, morto Castore, Polluce, disperato, chiese a Zeus di condividere con il fratello la propria immortalità. Zeus accolse la richiesta e li pose entrambi in cielo, trasformandoli nella costellazione dei Gemelli.

Una costellazione zodiacale con stelle brillanti in geometrie celesti

La costellazione dei Gemelli si trova lungo la fascia dello zodiaco nell’emisfero boreale tra Toro e Cancro. Ciò che la rende facilmente riconoscibile sono le sue due stelle più famose: Castore e Polluce, che corrispondono idealmente alle teste dei due gemelli.

Polluce è la stella più brillante. E’ una stella gigante arancione, quindi in una fase evolutiva successiva rispetto a quella del Sole, e proprio attorno a questa stella è stato scoperto un pianeta extrasolare gassoso, beta Gem b, chiamato anche Testias.

Castore è la seconda stella più brillante della costellazione; appare a occhio nudo come una singola stella di colore bianco, ma in realtà è un sistema multiplo formato da sei stelle, tre delle quali ben distinguibili anche con un piccolo telescopio.

Nella nomenclatura di Bayer le lettere dell’alfabeto greco, seguite dal genitivo del nome latino della costellazione, vengono assegnate alle stelle in base alla brillantezza: alpha alla più brillante, beta alla seconda più brillante e così via.

Nel caso di Castore e Polluce, per un errore di catalogazione, la lettera beta fu assegnata alla stella più brillante (Polluce), mentre alpha alla seconda più brillante (Castore).

La forma della costellazione è abbastanza intuitiva. Da Castore e Polluce partono due linee di stelle che disegnano i corpi paralleli dei gemelli. Non è una figura spettacolare come Orione, ma possiede una sua eleganza.

Quando il Sole si trova in direzione della costellazione dei Gemelli, naturalmente, la costellazione non è visibile perché è immersa nella luce solare.

Cosa osservare nei Gemelli e quando

La costellazione ospita diversi oggetti interessanti per chi ama osservare il cielo. Il più famoso è senza dubbio Messier 35, cioè un grande ammasso aperto visibile anche con un binocolo.

E’ costituito da centinaia di giovani stelle coeve e si trova vicino al “piede” di uno dei gemelli. Al telescopio appare come una piccola folla stellare, brillante e ricca di dettagli.

La costellazione dei Gemelli si presta bene all'osservazione di interessanti oggetti anche con piccoli telescopi o binocoli.

Accanto a M35 si trova un altro ammasso, NGC 2158 debole e compatto. Essendo osservabili contemporaneamente nello stesso campo di vista, è affascinante il contrasto tra i due oggetti celesti: M35 appare ampio e luminoso, mentre NGC 2158 sembra più lontano e concentrato.

La nebulosa Eskimo, così chiamata per la somiglianza al cappuccio di un eslimo, è tra gli oggetti curiosi visibili nella costellazione dei Gemelli. Credit: NASA, ESA, Andrew Fruchter (STScI), and the ERO team (STScI + ST-ECF)
La nebulosa Eskimo, così chiamata per la somiglianza al cappuccio di un eslimo, è tra gli oggetti curiosi visibili nella costellazione dei Gemelli. Credit: NASA, ESA, Andrew Fruchter (STScI), and the ERO team (STScI + ST-ECF)

Tra gli oggetti più curiosi citiamo la nebulosa planetaria “Eskimo” (catalogata come NGC 2392). E' così chiamata in quanto tanto somiglia al cappuccio di un eskimo. Essa rappresenta la fase finale evolutiva di stelle simili al Sole in cui la stella si trasforma in una nana bianca circondata da gusci concentrici di gas e polveri espulsi durante la morte della stella.

La migliore visibilità della costellazione dei Gemelli si ha esattamente 6 mesi dopo l'ingresso del Sole nella costellazione (come anche per tutte le altre costellazioni dello zodiaco). Se a metà Giugno il Sole è in direzione dei Gemelli, a metà Dicembre la costellazione intorno alla mezzanotte è ben visibile in cielo.

Ma la visibilità inizia già un paio di mesi prima e dura fino alla fine di Febbraio.

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