È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti

Trasformare Marte non è più soltanto fantascienza: nuovi studi mostrano che riscaldarlo potrebbe essere tecnicamente concepibile, ma atmosfera rarefatta, radiazioni, carenza di gas, gravità ridotta e vincoli biologici rendono lontanissima una vera seconda Terra abitabile.

Ipotetica colonia su Marte in un habitat limitato simile alla Terra.
Ipotetica colonia su Marte in un habitat limitato simile alla Terra.

Da diversi anni la Scienza sta studiando soluzioni concrete per abitare Marte. Più team di ricercatori stanno esplorando la possibilità di renderlo un pianeta simile alla Terra. Tuttavia, riuscire a creare piccoli habitat sembra la strada più percorribile. In entrambe le direzioni, esistono seri limiti biologici che potrebbero restare insuperabili.

Il Pianeta Rosso possiede ghiaccio d’acqua, anidride carbonica, minerali utili e un giorno quasi lungo quanto quello terrestre, caratteristiche che lo rendono un candidato naturale per una futura presenza umana.

Eppure la superficie marziana resta davvero molto ostile: Temperatura, atmosfera molto rarefatta e mancamza di campo magnetico sono le principali problematiche.

1. Riscaldare Marte forse si può, ma non basta

Una prima difficoltà è la temperatura: Marte è un pianeta freddo. La temperatura media è circa -60 0C che durante la notte marziana può scendere a -100 0C.

Questa è una rappresentazione artistica che confronta i campi magnetici attuali della Terra e di Marte. Il campo magnetico terrestre è generato da una dinamo attiva: un nucleo caldo di metallo fuso. Il campo magnetico avvolge la Terra ed è di natura globale (immagine a sinistra). I vari campi magnetici marziani, invece, non interessano l'intero pianeta e sono di natura locale (immagine a destra). Credit: NASA/GSFC
Questa è una rappresentazione artistica che confronta i campi magnetici attuali della Terra e di Marte. Il campo magnetico terrestre è generato da una dinamo attiva: un nucleo caldo di metallo fuso. Il campo magnetico avvolge la Terra ed è di natura globale (immagine a sinistra). I vari campi magnetici marziani, invece, non interessano l'intero pianeta e sono di natura locale (immagine a destra). Credit: NASA/GSFC

Uno studio del 2024 pubblicato su Science Advances ha mostrato che con un effetto serra artificialmente indotto si potrebbe riscaldare Marte a valori di temperatura più simili a quelli terrestri. Secondo le simulazioni, nanobarre conduttive, costruite a partire da materiali già disponibili sul pianeta, disperse nell’atmosfera potrebbero aumentare la temperatura del pianeta di molti gradi. Questa idea è stata rilanciata nel 2025 su Nature Astronomy secondo cui tecniche di ingegneria climatica potrebbero, almeno in teoria, produrre un forte riscaldamento globale nell’arco di alcuni decenni.

Avere temperature più elevate non significa automaticamente aver creato una seconda Terra.

Un secondo problema è la pochissima atmosfera di cui Marte dispone. E’ vero che il suolo marziano custodisce abbondante CO2 che potrebbe essere liberata per creare un’atmosfera meno tenue.

Tuttavia, considerando che molta di questa è stata trasformata in carbonati, sarebbe comunque insufficiente a creare un’atmosfera stabile e simile a quella terrestre. Quindi, non solo il problema di riscaldare il pianeta ma quello di dotarlo di abbastanza gas per ottenere un’atmosfera stabile.

2. Ossigeno, radiazioni e gravità: i limiti biologici

Anche nella migliore delle ipotesi in cui si riscaldi e doti di atmosfera, serve l’ossigeno. Questo potrebbe essere prodotto dalla fotosintesi operata da microbi, alghe e piante, ma produrre un’atmosfera respirabile richiederebbe quantità immense di biomassa e tempi lunghissimi. Una review pubblicata nel 2025 su Communications Biology considera il possibile uso di estremofili, cioè batteri capaci di vivere in condizioni estreme. Tuttavia la possibilità di avere ecosistemi microbici complessi e stabili in condizioni marziane è tutta da verificare.

Il pianeta Marte possiede risorse naturali, come l'acqua, che potrebbero essere sfruttate in loco in una futura colonizzazione.
Il pianeta Marte possiede risorse naturali, come l'acqua, che potrebbero essere sfruttate in loco in una futura colonizzazione.

Altro problema è l’irraggiamento del pianeta da parte di raggi cosmici e vento solare. Mentre sulla Terra tanto l’atmosfera quanto il campo magnetico dipolare offrono una schermatura naturale molto efficiente, Marte non possiede un campo magnetico globale e la sua atmosfera sottile offre una protezione modesta. Sotto questo aspetto, il sottosuolo è molto più favorevole della superficie per futuri insediamenti, perché la roccia attenua le radiazioni esterne e gli sbalzi termici.

Per ultimo, ma non meno importante, c’è la gravità marziana, pari a circa il 38% di quella terrestre. Gli studi sulle missioni spaziali di lunga durata considerano l’ipogravità uno dei rischi ancora non sufficientemente caratterizzati. A maggior ragione, non sappiamo se l’organismo umano possa vivere, svilupparsi e riprodursi per generazioni in gravità marziana senza gravi conseguenze per ossa, muscoli, sistema cardiovascolare e sviluppo.

3. Una seconda Terra o un mosaico di habitat?

La prospettiva scientifica più realistica sembra quella di modificare ambienti limitati invece dell’intero pianeta. Anche se si tratta di un film di fantascienza, l'habitat immaginato nel film “Sopravvissuto - The Martian” potrebbe essere la soluzione più facilmente realizzabile: creare zone calde con acqua liquida e coltivazioni, sfruttando risorse locali senza dover ricostruire l’atmosfera globale.

Questo approccio alla colonizzazione di Marte ridurrebbe enormemente la quantità di energia e materia necessarie. Tuttavia, rimarrebbero i problemi di radiazioni, disponibilità di nutrienti e riciclo di acqua e aria e ipogravità.

La ricerca più recente dice che alcuni singoli passaggi, soprattutto il riscaldamento, sembrano oggi meno proibitivi di vent’anni fa, mentre la trasformazione completa in un pianeta respirabile rimane ben oltre le nostre capacità. Marte potrebbe diventare un luogo abitato, con habitat limitati, prima di diventare un luogo “terrestre”.

Riferimento della notizia

Samaneh Ansari et al.. (2024). Feasibility of keeping Mars warm with nanoparticles.
Erika Alden DeBenedictis et al.. (2025). The case for Mars terraforming research.
Claudia Coleine et al.. (2025). The role of extremophile microbiomes in terraforming Mars.