L’asteroide Juno dà spettacolo nel cielo: è ancora il momento migliore per osservarlo
3 Juno, terzo asteroide scoperto nella storia, ha raggiunto l’opposizione e resta osservabile con piccoli telescopi. Le nuove analisi della sua emissione termica rivelano una superficie porosa, irregolare e ancora piena di misteri per gli astronomi.

Con questo articolo vogliamo rivolgere l’attenzione dei nostri lettori verso l’asteroide 3 Juno che, in queste notti di inizio Agosto, ha raggiunto la posizione più favorevole per essere osservato. Non si tratta di un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra, ma di uno dei pochi ben visibili da Terra anche con strumenti amatoriali, piccoli telescopi o binocoli.
Durante queste notti estive, sebbene la scena continui ad essere dominata dalla brillantissima Venere, osservabile sopra l’orizzonte a occidente subito dopo il tramonto del Sole, esistono altri oggetti molto interessanti da poter osservare, anche asteroidi!
Perché 3 Juno è ben visibile proprio in queste notti?
Perché nel tempo cambia la visibilità dei corpi del Sistema Solare
Tutti i corpi del Sistema Solare, dai pianeti con le loro lune agli asteroidi, orbitano attorno al Sole e da questo sono illuminati. A parte il Sole, unico corpo che emette luce propria, gli altri riflettono la luce solare che li rende visibili dalla Terra.
I corpi più vicini al Sole orbitano più rapidamente rispetto alla Terra, mentre i più lontani più lentamente, ciascuno con un suo periodo orbitale. Questa differenza nei periodi orbitali fa sì che la visibilità dalla Terra di ciascun corpo cambi continuamente.
Non cambia solo la visibilità, cambia anche la distanza dalla Terra e la posizione rispetto al Sole che li illumina.

Si pensi alla Luna. Cambiando la distanza Terra-Luna (muovendosi la Luna su un’orbita ellittica) abbiamo periodicamente le super-Lune, cioè mesi in cui la Luna essendo più vicina appare più grande e più luminosa. Ma cambiando anche la posizione della Luna rispetto al Sole, ci sono fasi in cui la Luna è meglio illuminata (Luna piena) e fasi in cui lo è meno o per nulla (Luna nuova).
Lo stesso vale per gli altri corpi del sistema solare, ci sono epoche in cui sono più vicini alla Terra ed epoche in cui sono meglio illuminati dal Sole. Quando queste due circostanze coincidono si ha la migliore visibilità.
Ebbene, per l’asteroide 3 Juno siamo proprio nelle notti in cui è più vicino e meglio illuminato. Occasione da non perdere.
Juno tornerà a occupare una regione molto simile del cielo, ancora nella costellazione dell’Aquila e vicino all’opposizione, nel luglio del 2039.
Perché l’opposizione rende 3 Juno più facile da osservare
In queste notti l’asteroide 3 Juno si trova in “opposizione” cioè, visto dalla Terra, appare dalla parte opposta rispetto al Sole. In questa configurazione la Terra si trova approssimativamente tra il Sole e l’asteroide. Questo comporta che Juno sorga vicino al tramonto, culmini (cioè raggiunga la posizione più alta in cielo) attorno alla mezzanotte e tramonti verso l’alba. Inoltre, in opposizione Juno si trova vicino al punto della propria orbita più prossimo alla Terra per cui risulta più brillante.

Il 26 luglio, 3 Juno è passato a circa 1,805 unità astronomiche dalla Terra, quasi 270 milioni di chilometri. Con una magnitudine visibile di 9.1 è troppo debole per essere visto a occhio nudo, ma accessibile con un telescopio di piccola o media apertura o un buon binocolo. Nel suo moto apparente, 3 Juno sta attraversando lentamente la costellazione dell’Aquila e all’inizio di Agosto conserva una luminosità vicina al massimo.
All’oculare di un telescopio 3 Juno appare come un debole punto luminoso simile a una stella. Avendo la possibilità di fotografare la costellazione in cui si trova, di notte in notte lo si vedrà cambiare posizione rispetto alle stelle.
Il terzo asteroide scoperto dall’umanità
3 Juno fu scoperto il 1° settembre 1804 dall’astronomo tedesco Karl Ludwig Harding presso l’osservatorio di Lilienthal. La sua scoperta seguiva quella dell’asteroide Cerere, scoperto nel 1801, e Pallade, scoperto nel 1802. Per questo motivo l'asteroide è riportato anche come 3 Juno. Il nome fu scelto in onore di Giunone, regina degli dèi nella mitologia romana.
Delle tre principali classi di asteroidi: Tipo C (carbonacei); Tipo S (silicei); Tipo M (metallici) 3 Juno appartiene alla classe S. Con un diametro di circa 259 km ruota attorno al proprio asse con un periodo poco superiore alle 7 ore. Le immagini ottenute alle lunghezze d’onda del millimetrico da ALMA hanno mostrato una forma piuttosto irregolare resa tale possibilmente a causa di impatti con altri asteroidi.

Juno completa un giro attorno al Sole in circa 4,36 anni muovendosi su un piano inclinato di quasi 13 gradi rispetto all’eclittica. Non tutte le opposizioni sono quindi ugualmente favorevoli: Juno può diventare molto più luminoso quando l’allineamento avviene vicino al perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole.
Una superficie porosa svelata dalle nuove ricerche
Uno studio pubblicato quest’anno su The Planetary Science Journal, basato sull’analisi dei i dati raccolti dal telescopio ALMA ha scoperto che il suolo di Juno ha una bassa inerzia termica, cioè la sua superficie si riscalda e si raffredda rapidamente, come succederebbe ad uno strato di materiale fine e poco compatto. Durante la rotazione, la superficie che viene esposta al Sole si riscalda rapidamente, mentre quella che va in ombra si raffredda altrettanto rapidamente.
Questa bassa inerzia suggerisce che la superficie sia composta di una regolite molto porosa. Una stima basata sull’indice di rifrazione porta a una porosità vicina al 45%, mentre i modelli fondati sulle proprietà delle condriti ordinarie richiederebbero valori prossimi al 90%.
Questa discrepanza rimane ancora non compresa. Sebbene noto da oltre 2 secoli, sono ancora molti i misteri sulla vera natura di Juno. L’opposizione di queste notti non è quindi soltanto uno spettacolo per gli astrofili: è un’occasione per gli astronomi per raccogliere nuove misure e comprendere meglio la natura di questo corpo primordiale del Sistema Solare.
Riferimento della notizia
Li, J.-Y., Titus, T. N., Moullet, A. e Hsieh, H. H. (. (2026). Thermal and Dielectric Properties of Juno’s Regolith at One Millimeter Wavelength.