Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?

Per fare chiarezza, bisogna partire da un dato di fatto. El Niño è appena nato e si trova ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. Sta avendo davvero un ruolo in queste ondate di calore?

Quella del 2026 sarà un’estate difficile da dimenticare, specialmente per molte nazioni dell’Europa occidentale, come Spagna, Francia, Germania e Nord Italia colpite da diverse ondate di calore consecutive e asfissianti.

Molti puntano il dito contro El Niño, il celebre riscaldamento anomalo delle acque dell'Oceano Pacifico equatoriale. Ma El Niño non è il motore diretto del nostro caldo, ma definirlo del tutto estraneo ai fatti sarebbe un grave errore scientifico. C'è un sottile e affascinante "effetto farfalla" che unisce il Pacifico alle nostre latitudini.

Un segnale debole e un gigante appena nato

Per fare chiarezza, bisogna partire da un dato di fatto. El Niño è appena nato e si trova ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. La letteratura scientifica dimostra ampiamente che l'impatto diretto di questo fenomeno sull'Europa, specialmente durante la stagione estiva, è estremamente debole e statisticamente fumoso.

La quarta ondata di calore che sta colpendo l'Europa centro-occidentale.
La quarta ondata di calore che sta colpendo l'Europa centro-occidentale.

In estate, la circolazione atmosferica alle nostre latitudini è guidata principalmente da dinamiche locali e regionali (come l'andamento delle temperature superficiali dell'Oceano Atlantico o dalla corrente a getto polare).

Pensare che El Niño agisca come un telecomando diretto capace di surriscaldare la Pianura Padana o le pianure francesi è una semplificazione meteorologica errata. Tuttavia, la fisica dell'atmosfera ci insegna che debole non significa "nullo".

Il vero ruolo di El Niño e il rafforzamento della convezione

Affermare che El Niño non abbia alcuna influenza sulle anomalie europee è sbagliato. Il fenomeno, infatti, sta svolgendo il suo compito primario, quello di scaldare la superficie oceanica del Pacifico centro-orientale. Questo surplus di calore marino agisce come un potentissimo carburante per l'atmosfera sovrastante, rinforzando drasticamente la convezione tropicale.

L'intensa attività convettiva in azione sull'Oceano Pacifico, dove agisce El Nino.
L'intensa attività convettiva in azione sull'Oceano Pacifico, dove agisce El Nino.

In parole semplici, le acque calde del Pacifico centro-orientale alimentano giganteschi e continuativi sistemi temporaleschi. Questi super-temporali tropicali fungono da immenso camino termico, iniettando nella troposfera quantità spaventose di due tipi di energia

Il calore sensibile che rappresenta il calore direttamente misurabile associato alle temperature dell'aria e il calore latente che, invece, rappresenta l'energia termica immagazzinata nel vapore acqueo che viene rilasciata in atmosfera nel momento esatto in cui il vapore condensa per formare le nubi e le piogge temporalesche.

Il viaggio dell'energia: dalle tempeste tropicali ai blocchi europei

Qui entrano in gioco le Onde di Rossby, le grandi oscillazioni della corrente a getto (il flusso di venti ad alta quota che circumnaviga il pianeta).

La massiccia iniezione di calore latente e sensibile prodotta dai temporali tropicali, rinvigoriti da El Niño, perturba la corrente a getto, ondulandola. Si generano un treno di onde atmosferiche che viaggiano per migliaia di chilometri attraverso il globo.

L'onda di Rossby, esasperata dall'energia tropicale, si amplifica fino quasi a spezzarsi, giunta sul vicino Atlantico, e si pianta stabilmente sopra l'Europa occidentale. Il risultato è la configurazione che stiamo vivendo in questa estate 2026
L'onda di Rossby, esasperata dall'energia tropicale, si amplifica fino quasi a spezzarsi, giunta sul vicino Atlantico, e si pianta stabilmente sopra l'Europa occidentale. Il risultato è la configurazione che stiamo vivendo in questa estate 2026

Quando questa ondulazione planetaria arriva nel settore euro-atlantico, entra in contatto con la circolazione locale, ovvero con il preesistente mosaico di alte e basse pressioni dell'Atlantico. È proprio questo l'anello di congiunzione: l'energia proveniente dai tropici altera l'equilibrio locale, aumentando drasticamente le probabilità che si sviluppino anticicloni di blocco.

L'onda di Rossby, esasperata dall'energia tropicale, si amplifica fino quasi a spezzarsi, giunta sul vicino Atlantico, e si pianta stabilmente sopra l'Europa occidentale. Il risultato è la configurazione che stiamo vivendo in questa estate 2026, con una cupola di alta pressione statica che sbarra la strada alle rinfrescanti perturbazioni atlantiche, intrappolando l'aria calda di matrice subtropicale e surriscalda Spagna, Francia, Germania e Nord Italia giorno dopo giorno.