Nuove misurazioni della NASA cambiano tutto: la Via Lattea potrebbe essere più piccola

Nuove misurazioni suggeriscono che la Via Lattea potrebbe essere meno massiccia del previsto. Non significa che stia cambiando, ma che gli astronomi stanno finalmente riuscendo a pesarla e mapparla con maggiore precisione.

Rappresentazione artistica della nostra galassia come essa apparirebbe se vista dall'esterno. Credit: PL-Caltech/NASA
Rappresentazione artistica della nostra galassia come essa apparirebbe se vista dall'esterno. Credit: PL-Caltech/NASA

Sembrerebbe un paradosso, ma la nostra Galassia, la Via Lattea, è tra tutte le galassie la più complicata da studiare. Questo succede proprio perché ci siamo dentro. Osservandola dall’interno dobbiamo immaginare come essa appaia se vista da fuori. In un certo senso è come trovarsi dentro una foresta e dover immaginare come questa appaia se vista dall’esterno.

Ma questa difficoltà non ha certo scoraggiato gli astronomi che, via via nel corso degli anni, grazie a nuove e sempre più precise osservazioni sono riusciti a farne una ricostruzione realistica.

Proprio recentemente, combinando osservazioni ottenute da Terra e con telescopi spaziali, gli astronomi hanno scoperto che la nostra Galassia è “più piccola” di quanto si fosse finora creduto.

Quanto pesa davvero la Via Lattea?

Uno degli studi più recenti sulla misura del peso della nostra Galassia risale al 2019. Secondo fonti NASA, usando misurazioni fatte con i telescopi spaziali Gaia e Hubble, gli astronomi hanno stimato per la Via Lattea una massa pari a circa 1.500 miliardi di masse solari. Questo è il valore stimato considerando stelle, gas, polveri e anche materia oscura, ed è molto più preciso delle stime precedenti che davano la massa entro un intervallo tra 500 miliardi a 3000 miliardi di masse solari.

Più recentemente, parliamo del 2023, grazie ai dati raccolti dal telescopio Gaia, quindi grazie ad una serie di 5 anni più lunga e più precisa rispetto a quella su cui si era basato lo studio precedente, gli astronomi hanno potuto descrivere meglio il movimento delle stelle attorno al centro della Galassia. Questo movimento, che dipende dalla massa totale contenuta nella Galassia, ha portato ad una revisione al ribasso sulla stima della massa. In un articolo pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, ricercatori dell’Osservatorio di Parigi–PSL/CNRS hanno stimato una massa pari a 200 miliardi di masse solari, cioè di parecchie volte inferiore rispetto alla precedente stima.

Studiando il moto delle stelle attorno al centro della nostra Galassia è possibile derivare una stima della sua massa. Credit: VERA
Studiando il moto delle stelle attorno al centro della nostra Galassia è possibile derivare una stima della sua massa. Credit: VERA

Addirittura, secondo il più recente studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Astrophysical Journal Letter, astronomi cinesi hanno trovato che la vera massa sarebbe di circa 26 miliardi di masse solari.

Più piccola, ma non più semplice

I risultati di questi studi indicano che la nostra Galassia è meno massiccia, quindi più leggera, ma non più piccola di dimensioni e neanche meno ricca di strutture.

Secondo la ricostruzione più accreditata, nostra Galassia ha la forma di un disco consistente in una barra centrale da cui si dipartono i bracci di spirale. Questo disco è circondato da un alone pressoché sferico contenente altra massa e materia oscura.

La distribuzione della massa nel disco e lungo i bracci di spirale non è uniforme.

Ci sono zone più dense e luminose che tendenzialmente si concentrano verso il centro e zone meno dense che vanno sfumare verso i bordi.

Dove finisce la fabbrica delle stelle?

Un’altro risultato estremamente interessante riguarda il luogo di formazione delle stelle. In un recentissimo articolo pubblicato lo scorso mese sulla rivista Astronomy and Astrophysics, un team internazionale guidato da ricercatori dell’Università dell’Insubria ha scoperto che le stelle non si formano ovunque nella nostra Galassia, ma entro un raggio di circa 40 mila anni luce. Il grosso delle stelle più esterne sarebbe migrato successivamente dalle zone interne a popolare quelle più esterne.

E’ come se trasportate da onde gravitazionali le stelle possano muoversi lungo i bracci di spirale spostandosi dal centro verso l’esterno. Questo scenario spiegherebbe come mai esistono stelle ai bordi della galassia sebbene questo ambiente non sia adatto a formare stelle.

La conclusione è che la nostra Galassia non è diventata più piccola: siamo noi che la stiamo misurando meglio. E più migliorano gli strumenti, più la Via Lattea appare diversa da come l’avevamo immaginata: meno massiccia forse, ma molto più ricca di dettagli e sorprese.

Riferimenti allo studio:

“What Does the Milky Way Weigh? Hubble and Gaia Investigate” NASA press release Marzo 2019

Detection of the Keplerian decline in the Milky Way rotation curve Y.-J. Jiao, et al. 2023, Astronomy and Astrophysics 678, A208

"The Milky Way Is a Less Massive Galaxy—New Estimates of the Milky Way's Local and Global Stellar Masses" Jianhui Lian et al. 2025, ApJL in press

"The edge of the Milky Way's star-forming disc: Evidence from a 'U-shaped' stellar age profile" Fiteni K. et al. 2026, Astronomy and Astrophysics 708, A252

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