Perché non ci saranno donne nella missione Artemis III che tornerà sulla Luna? La NASA cerca di fare chiarezza
La NASA ha risposto alle polemiche sorte in merito all'assenza di donne nella missione Artemis III, che ha l'obiettivo di tornare sulla Luna. L'agenzia ha difeso l'esperienza dell'equipaggio selezionato e ha affermato che la decisione si basava su criteri tecnici.

La missione Artemis III riporta la Luna al centro del dibattito mondiale, ma questa volta non solo per il suo obiettivo storico: anche per la polemica generata dalla composizione dell’equipaggio.
Tuttavia, l’annuncio non è passato inosservato. L’assenza di donne nell’equipaggio ha provocato critiche, delusione e in alcuni casi indignazione in parte dell’opinione pubblica, soprattutto considerando che Artemis è stato presentato per anni come il programma destinato ad aprire una nuova era di esplorazione spaziale più inclusiva. In risposta alle reazioni, l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha spiegato la decisione chiedendo rispetto per gli astronauti selezionati.
La NASA difende la selezione dell’equipaggio
Isaacman ha affermato che i membri di Artemis III possiedono l’esperienza e la preparazione necessarie per la missione. Secondo quanto spiegato, la selezione non si basa su criteri politici, ma su una valutazione tecnica effettuata dall’Ufficio degli astronauti, che considera fattori come esperienza pregressa, disponibilità, formazione specifica, partecipazione a programmi di sviluppo e competenze necessarie per gli obiettivi del volo.
Ti presentiamo l’equipaggio di @NASAArtemis III.
— NASA in spagnolo (@NASA_es) 9 giugno 2026
Gli astronauti assegnati alla missione dalla NASA sono Randy Bresnik, comandante, e gli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas. Per l’@esa, l’astronauta Luca Parmitano sarà il pilota. pic.twitter.com/FWAWP0FgKK
L’amministratore ha inoltre chiesto che gli astronauti siano valorizzati per la missione assegnata. A suo giudizio, la polemica non dovrebbe oscurare la preparazione di un equipaggio che fa parte di un programma più ampio volto a riportare gli Stati Uniti sulla Luna e a preparare future missioni con equipaggio verso Marte.
E le donne astronauta?
La precisazione della NASA non ha ignorato il tema centrale. Isaacman ha sottolineato che l’agenzia dispone di donne in ruoli chiave e ha ricordato che quasi la metà dei direttori dei centri e dei vertici delle missioni è composta da donne.
Ha inoltre evidenziato che l’ultima selezione di candidati astronauti è stata prevalentemente femminile, proprio perché — secondo lui — erano “le migliori delle migliori”.
Ha inoltre ricordato di aver volato nello spazio in equipaggi composti al 50% da donne e ha sottolineato che diverse astronaute si stanno già preparando per altre missioni, inclusi voli verso la Stazione Spaziale Internazionale o future missioni sulla superficie lunare.
In questo senso, la NASA sostiene che l’assenza di donne in Artemis III non significa esclusione dal programma lunare, ma che potrebbero essere impiegate in fasi diverse della campagna Artemis.
Una missione storica con presenza europea
L’equipaggio sarà composto da Randy Bresnik come comandante; Luca Parmitano, dell’Agenzia Spaziale Europea, come pilota; Andre Douglas e Frank Rubio come specialisti di missione. Inoltre, Bob Hines sarà la riserva.
La presenza di Parmitano segna un traguardo importante: sarà la prima volta che un astronauta europeo partecipa a una missione Artemis di questo tipo, rafforzando il carattere internazionale del programma lunare.
L’equipaggio inizierà ora l’addestramento sui sistemi della navicella Orion e collaborerà allo sviluppo delle versioni di prova dei moduli di atterraggio di Blue Origin e SpaceX. Artemis III è considerata un tassello chiave dopo il volo Artemis II e un ulteriore passo verso Marte.
La Luna torna vicina, almeno nell’agenda spaziale. Ma il dibattito sulla Terra mostra che, nell’esplorazione del futuro, la rappresentazione conta ancora.