É giustificata tanta meraviglia per la cometa 3I/ATLAS
La proposta che la 3I/ATLAS potesse essere non una cometa interstellare ma un'astronave aliena ha catalizzato l’interesse del pubblico. Tuttavia, per gli astronomi è proprio la sua natura interstellare che ne spiega le peculiarità.

La meraviglia che traspare dai social sulla cometa 3I/ATLAS e le sue anomalie suscita essa stessa meraviglia. Sebbene tutti abbiano conoscenza della diversità e delle cause della diversità, nel senso più generico, la diversità della cometa 3I/ATLAS ha invece innescato ipotesi più o meno suggestive sulla sua natura.
Meraviglia o non meraviglia
Non suscita meraviglia che un nostro ospite straniero manifesti evidenti differenze rispetto a noi nell’aspetto, nel modo di comportarsi e nel modo di pensare. Tanto più se questo nostro ospite proviene da un Paese molto lontano.
Siamo tutti figli della nostra terra e della nostra cultura e tutti assimiliamo e poi manifestiamo le caratteristiche dell’ambiente in cui siamo nati e che in certa misura ci ha plasmato.
Sono stati scoperti oltre 6000 pianeti extrasolari. Tra questi ve ne sono gassosi come i nostri giganti gassosi, ad esempio simili a Giove, o rocciosi simili ai nostri pianeti rocciosi, come la Terra. Tuttavia, i pianeti extrasolari finora scoperti sono in qualche misura diversi da quelli del nostro Sistema Solare, pianeti gemelli dei nostri pianeti ancora non se ne conoscono.
Ma questa circostanza non suscita meraviglia. E’ ragionevole che questi pianeti extrasolari siano diversi essendosi formati attorno a stelle diverse dal Sole, in ambienti circumstellari diversi dal nostro, a partire da dischi protoplanetari molto diversi.
Questa breve premessa mostra quanto possa essere ingiustificata la meraviglia suscitata dalla cometa 3I/ATLAS. Piuttosto, ciò che meraviglia è il fatto che stia suscitando tanta meraviglia.
Curiosità sì ma meraviglia no
La cometa 3I/ATLAS mostra differenze significative dalle comete del Sistema Solare che possono ragionevolmente imputarsi proprio alla sua formazione in un ambiente diverso dal Sistema Solare. Le sue caratteristiche sono uniche, ma se potessimo confrontarle con quelle di numerose altre comete interstellari, magari scopriremmo che sono nella norma.

La notevole curiosità da parte degli astronomi nasce dall’opportunità quasi unica che questa cometa offre per studiare e saperne di più sulla formazione in sistemi planetari diversi dal nostro. Le comete come gli asteroidi sono componenti del Sistema Solare che hanno subito una piccola evoluzione rispetto a quando si sono formati. Essi contengono in sé informazioni sulle proprietà primordiali del sistema planetario di formazione.
Le stranezze di 3I/ATLAS
A differenza delle comete periodiche del sistema solare, 3I/ATLAS ha iniziato a sviluppare una coda già a grande distanza dal Sole. La coda si forma quando i raggi solari fanno sublimare il ghiaccio sulla superficie di una cometa (passaggio dallo stato solido a quello gassoso). Questa circostanza indica abbondanza particolarmente elevata di ghiacci di CO2 o CO.
Al contrario delle nostre comete, 3I/ATLAS mostra una quasi assenza di ghiaccio d’acqua nella sua coda. Questo potrebbe essere dovuto ad assenza di acqua, o presenza di ghiaccio che non riesce ad evaporare (venendo raffreddato dall’evaporazione della CO2 più volatile) o averne ma intrappolata in una struttura cristallina alterata dalla radiazione cosmica durante il suo viaggio interstellare.
Al momento la cometa si trova dietro il Sole, avendo raggiunto la minima distanza da questo il 30 Ottobre. Il suo moto orbitale risulta alterato rispetto a quello puramente gravitazionale/Kepleriano probabilmente dai jet di gas in sublimazione il cui effetto è quello di piccoli propulsori.

La luminosità della 3I/ATLAS anch’essa risulta maggiore delle aspettative, il che potrebbe essere dovuto ad un’intensa attività chimico-fisica sulla sua superficie innescata dai raggi solari e che ne modifica la riflettività dei raggi solari aumentandone l’albedo.
Mentre le nostre comete hanno un certo rapporto tra ferro e nichel (che coincide con quello nella composizione chimica del Sole) nei gas di questa cometa la percentuale nichel è molto più alta. Tuttavia, con l’avvicinarsi al Sole, questo rapporto Nichel/Ferro è diventato meno anormale indicando come questo dipenda dalla temperatura.
Per ultimo, non ci tragga in inganno la rarità dell’evento. Se tre sono gli oggetti interstellari individuati (Oumuamua nel 2017, 2I/Borisov nel 2019 e 3I/ATLAS nel 2025), questo non toglie che ce ne siamo numerosi ma non riconosciuti come tali. Ad esempio, su base statistica si stima che possano esserci fino ad un centinaio di oggetti interstellari entro l’orbita di Giove.
La 3I/ATLAS ha iniziato ad allontanarsi dal Sole, tuttavia ci ha lasciato informazioni preziosissime su quella che potrebbe essere la chimica in altri sistemi planetari, informazioni che verranno estratte nei prossimi anni dai numerosi dati raccolti.