Architettura a prova di ondate di calore: che aspetto avranno gli edifici del futuro?

E se gli edifici del futuro non avessero più bisogno dell'aria condizionata per rimanere piacevoli da vivere durante l'estate? Di fronte all'intensificarsi delle ondate di calore, una nuova generazione di edifici si affida a soluzioni tanto semplici quanto efficaci.

Vegetazione, facciate ondulate, specchi d'acqua… Le case del futuro si adattano all'ambiente e al clima locale.
Vegetazione, facciate ondulate, specchi d'acqua… Le case del futuro si adattano all'ambiente e al clima locale.

Con l'aumento della frequenza e dell'intensità delle ondate di calore, è necessario ripensare completamente il modo di progettare gli edifici. Non basterà installare impianti di climatizzazione in tutti i nuovi immobili o adattare quelli esistenti. L'intera architettura dovrà evolversi per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.

Per troppo tempo l'aria condizionata è stata considerata la soluzione più semplice per raffrescare le abitazioni. Tuttavia presenta diversi limiti: consuma energia, rilascia calore all'esterno e contribuisce ad aggravare il fenomeno delle isole di calore urbane.

Di fronte a questa realtà, architetti e urbanisti stanno riscoprendo principi progettuali capaci di mantenere gli edifici freschi senza dover ricorrere sistematicamente alla climatizzazione. E sì, è davvero possibile.

Un modello a Montpellier

Uno degli esempi più recenti si trova a Montpellier, con il complesso residenziale "Jardins Secrets". Completati nel 2026, questi edifici sono stati progettati secondo i principi dell'architettura bioclimatica. L'obiettivo è semplice: sfruttare le caratteristiche naturali del luogo e del clima per limitare il surriscaldamento estivo.

Una facciata ondulata, bella e funzionale

Per raggiungere questo risultato, gli edifici combinano diverse soluzioni: facciate protette dal sole, balconi sporgenti che fungono da schermature, pareti traforate che favoriscono la circolazione dell'aria, ampia vegetazione e la vicinanza di uno specchio d'acqua, che contribuisce a raffrescare l'ambiente circostante.

Tende da sole e persiane chiuse non bastano più per mantenere fresche le abitazioni.
Tende da sole e persiane chiuse non bastano più per mantenere fresche le abitazioni.

Secondo i progettisti, questi accorgimenti consentono di garantire il comfort termico senza installare impianti di climatizzazione negli appartamenti. L'approccio si basa su un principio antico ma estremamente efficace: impedire al calore di entrare, invece di cercare di eliminarlo una volta accumulato all'interno.

L'architetto del progetto, Vincent Callebaut, spiega infatti: "Il miglior condizionatore è l'architettura bioclimatica. Viene progettata in funzione dei dati climatici, della direzione dei venti dominanti e dei materiali locali. L'obiettivo non è capire come raffrescare l'edificio, ma evitare che si surriscaldi."

E senza consumare elettricità

Le schermature solari esterne svolgono quindi un ruolo fondamentale. A differenza delle tende interne, persiane, frangisole o sporgenze del tetto bloccano i raggi solari prima che attraversino le superfici vetrate. Anche la ventilazione naturale rappresenta un elemento chiave.

Orientando gli edifici per sfruttare i venti dominanti e creando percorsi d'aria trasversali, gli architetti favoriscono il raffrescamento naturale delle abitazioni, soprattutto durante la notte, quando le temperature diminuiscono. Alcune facciate sono persino progettate per canalizzare le correnti d'aria e aumentarne l'efficacia.

Anche i materiali da costruzione sono determinanti. Gli edifici con elevata inerzia termica, realizzati con materiali come calcestruzzo, pietra o terra cruda, assorbono parte del calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente quando le temperature esterne iniziano a diminuire.

Se sfruttata correttamente, questa inerzia consente di limitare i picchi di calore all'interno degli edifici, a condizione che gli ambienti possano essere adeguatamente ventilati durante la notte.

Meno cemento, più verde

Gli edifici del futuro dovranno inoltre integrarsi in un ambiente più ricco di vegetazione. Alberi, giardini, tetti verdi e superfici permeabili contribuiscono ad abbassare le temperature urbane grazie all'evapotraspirazione e all'ombreggiamento. Anche l'acqua può svolgere un ruolo importante, sotto forma di bacini o specchi d'acqua, che favoriscono localmente il raffrescamento dell'aria.

Oltre all'architettura, la presenza di vegetazione sugli edifici contribuisce a raffrescare naturalmente gli ambienti.
Oltre all'architettura, la presenza di vegetazione sugli edifici contribuisce a raffrescare naturalmente gli ambienti.

Questi principi stanno già ispirando le nuove normative. In Francia, la normativa RE2020 impone oggi di considerare il comfort estivo fin dalla fase di progettazione degli edifici, per limitare il rischio di surriscaldamento senza moltiplicare gli impianti di climatizzazione.

L'orientamento dell'edificio, la dimensione delle aperture, le schermature solari e la ventilazione naturale sono ormai criteri fondamentali fin dalle prime fasi della progettazione.

Adattare l'architettura al clima

L'architettura anti-caldo, o più propriamente bioclimatica, non consiste nell'inventare tecnologie rivoluzionarie, ma nell'adattare gli edifici al clima che li circonda. Combinando conoscenze costruttive spesso antiche con moderne tecniche edilizie, le abitazioni del futuro potrebbero offrire maggiore comfort riducendo al tempo stesso i consumi energetici.

"L'architettura bioclimatica non è magia. Non permette di avere 20 °C in casa quando all'esterno ce ne sono 40, ma è straordinaria perché i suoi principi funzionano per tutta la vita dell'edificio. Non richiedono manutenzione, funzionano senza meccanismi e senza elettricità."

Un altro vantaggio, tutt'altro che secondario, riguarda i costi: "Costa meno di un edificio tradizionale. Il costo di costruzione è circa il 5% superiore rispetto a quello di un edificio convenzionale, ma le spese di riscaldamento sono inferiori sia in inverno sia in estate. Se le persiane vengono chiuse correttamente, l'abitazione viene ventilata di notte e le finestre restano chiuse durante il giorno, si possono guadagnare da 8 a 12 gradi di comfort termico. Di conseguenza, anche l'utilizzo del climatizzatore si riduce notevolmente."

Questa tipologia di architettura offre quindi numerosi vantaggi rispetto agli edifici energeticamente inefficienti, nei quali molte persone soffrono il caldo in estate e il freddo in inverno. Un'evoluzione progettuale che rischia di diventare rapidamente indispensabile, considerando la portata degli effetti del cambiamento climatico.

Riferimento dell'articolo

Marine Richard, Le Figaro (2026). Pas besoin de climatisation, ces bâtiments protègent naturellement de la chaleur.