Avete ancora i vostri vecchi cellulari riposti in un cassetto? Perché è così difficile sbarazzarsene e come si può fare
Uno studio analizza gli ostacoli nascosti che ci portano ad accumulare dispositivi che non utilizziamo più e fornisce indicazioni su come smaltirli in modo sicuro.

Quanti vecchi cellulari conservi in casa? Uno? Due? Un'intera pila di dispositivi che un tempo erano indispensabili e che oggi giacciono dimenticati in un cassetto? Non sei il solo. Invece di riciclarli, venderli o donarli, milioni di persone conservano i propri dispositivi elettronici per anni senza più utilizzarli.
È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori di diverse università statunitensi, che ha analizzato le risposte di quasi 4.000 consumatori per capire che fine fanno i dispositivi elettronici quando smettono di essere utilizzati.
I risultati mostrano che il 39% delle persone si limita a conservare i dispositivi inutilizzati, mentre solo circa il 10% li ricicla e una percentuale analoga li rivende. Il resto li dona, li consegna nell'ambito di programmi di permuta oppure li getta semplicemente via.
Un problema che vale più di quanto sembri
Il fenomeno va ben oltre lo spazio occupato da questi dispositivi nei cassetti. Telefoni, tablet, computer e smartwatch contengono materiali preziosi come rame, oro, argento e litio, che potrebbero essere recuperati attraverso adeguati processi di riciclo.

Inoltre, quanto più a lungo rimangono inutilizzati, tanto più diminuisce il loro valore di rivendita e tanto più diventa difficile recuperarli per cancellare i dati memorizzati o recuperare informazioni importanti.
Per i ricercatori, questi piccoli "cimiteri tecnologici domestici" rappresentano un'opportunità persa sia dal punto di vista economico che ambientale.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Sustainability Analytics and Modeling, ha cercato di comprendere quali fattori influenzino la decisione di conservare, riciclare, vendere, donare o smaltire i dispositivi elettronici domestici una volta giunti a fine vita.

Per farlo, gli autori hanno analizzato un'indagine nazionale condotta negli Stati Uniti su 3.747 consumatori. Oltre a rilevare i comportamenti relativi a computer, tablet e telefoni, hanno valutato conoscenze, percezioni e preoccupazioni riguardo alle diverse opzioni disponibili.
L'approccio non si è limitato al riciclo, ma ha confrontato tutte le possibili alternative. Questo ha permesso di capire con maggiore precisione che cosa spinge una persona a conservare un dispositivo e cosa, invece, la induce a dargli una seconda vita.
La paura per i dati personali
Il principale ostacolo è emerso in un ambito prevedibile, ma con un peso maggiore del previsto: la tutela della privacy.
Chi temeva che il riciclo o la rivendita di un dispositivo potessero esporre i propri dati personali mostrava una maggiore tendenza a conservarlo. Questa preoccupazione aumentava del 14% la probabilità di tenerlo in casa anziché riciclarlo e del 9% rispetto alla scelta di rivenderlo.

Foto, password, documenti e account digitali pesano più di qualsiasi incentivo economico quando arriva il momento di decidere cosa fare del proprio cellulare.
Lo studio ha inoltre evidenziato una differenza tra ciò che le persone dichiarano di voler fare e ciò che fanno realmente. La preoccupazione per i dati personali incide molto di più nelle decisioni concrete che nelle intenzioni dichiarate.
L'altro grande ostacolo: non sapere cosa fare
Il secondo ostacolo è meno tecnologico e molto più pratico: la mancanza di informazioni.
Chi non sapeva dove riciclare i propri dispositivi aveva una probabilità superiore del 10% di conservarli. Molte persone, inoltre, li tengono come riserva, pensando che un giorno potrebbero aver bisogno dei dati contenuti al loro interno.

Al contrario, conoscere le opzioni disponibili cambia il comportamento: sapere dove riciclare aumenta del 47% la probabilità di farlo.
Lo studio ha identificato tre grandi gruppi di utenti:
- Il primo, caratterizzato da diffidenza e timore per la privacy, è quello che accumula il maggior numero di dispositivi.
- Il secondo, più informato e fiducioso nei sistemi di riutilizzo, tende maggiormente a vendere, donare o permutare i dispositivi.
- Il terzo mostra una minore preoccupazione per la privacy e una minore abitudine a conservare i dispositivi come riserva.
Ogni dispositivo dimenticato in un cassetto rappresenta una risorsa sottratta all'economia circolare. Nel loro insieme costituiscono una enorme quantità di materiali recuperabili che non rientrano nel sistema produttivo.
Cosa fare prima di conservare (o buttare) un cellulare
La buona notizia è che una parte del problema non richiede nuove tecnologie, ma semplicemente decisioni più consapevoli, informazioni chiare e procedure sicure.

Prima di lasciare un dispositivo in un cassetto, oppure prima di riciclarlo o venderlo, è consigliabile seguire alcuni semplici passaggi che riducono i rischi e ne facilitano il riutilizzo:
- Eseguire un backup dei dati importanti.
- Disconnettere gli account associati (Google, Apple o altri).
- Ripristinare le impostazioni di fabbrica per eliminare tutte le informazioni personali.
- Rimuovere la scheda SIM e le eventuali schede di memoria.
- Verificare l'esistenza di punti di raccolta, programmi di permuta, rivendita o donazione presso negozi o centri autorizzati.
Si tratta di operazioni semplici, ma rappresentano un ponte tra l'intenzione e l'azione. Ed è proprio qui che lo studio ha individuato il principale ostacolo.
La prossima volta che aprirai quel cassetto, la decisione non dipenderà solo dalla tecnologia. Dipenderà soprattutto dal sapere cosa farne.
Riferimento dello studio
Payam Saeedi et al. How declared knowledge and attitudes influence end-of-life decisions for electronic devices.