Chi trascura la scienza rinuncia al progresso: la lezione di Lockyer e la nascita della rivista Nature

Il 4 novembre 1869 nasceva Nature, destinata a diventare una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo. Dopo quasi 160 anni di successi, la testata continua a evolversi con nuove sfide e nuovi progetti

Il frontespizion del primo numero mai pubblicato della rivista Nature
Il frontespizion del primo numero mai pubblicato della rivista Nature

Novembre è il mese in cui una delle più prestigiose e longeve riviste scientifiche al mondo celebra il suo compleanno.

Nature è stata fondata il 4 novembre del 1869 e nel corso degli anni ha dato un contributo straordinario alla divulgazione scientifica.

Amata sia dagli studiosi, che considerano una pubblicazione sulle sue pagine un obbiettivo ambito, sia da chi semplicemente si interessa alla materia, Nature è una pubblicazione nata proprio per unire la comunità scientifica ed avvicinare le persone alla conoscenza.

Come è nata la rivista Nature

L’idea di fondare una rivista di divulgazione scientifica, che fosse però anche autorevole, è partita dall’idea di quattro uomini decisi a vincere una sfida persa già da altri, in precedenza.

A dare inizio a tutto è stato l’incontro fortunato tra Alexander Macmillan, editore di Cambridge che organizzava anche incontri per discutere di arte, letteratura e scienza, e l’astronomo J. Norman Lockyer, già direttore di un’altra rivista dal successo limitato.

Al tempo del primo incontro Lockyer era ancora un dilettante, ma con gli anni diventò uno scienziato di fama, soprattutto grazie alla scoperta dell’elio tramite l'analisi della luce solare. Fu proprio sua l’idea di una nuova rivista che spiegasse ai lettori le nuove scoperte e al tempo stesso mettesse in risalto il lavoro degli scienziati nell’ambito della loro stessa comunità.

Al duo si unirono sin da subito il botanico Alfred W. Bennett e Thomas Huxley, grande sostenitore delle teorie di Darwin e nonno di Aldous Huxley, scrittore che alcuni decenni dopo avrebbe pubblicato il celebre romanzo, Il Mondo Nuovo.

I punti chiave di una storia ultracentenaria

In quasi 160 anni di attività, molti sono stati i momenti importanti che hanno portato la rivista alla fama odierna.

Nel 1896, ad esempio, Nature comincia ad assumente un taglio più internazionale, traducendo in inglese e tempestivamente la ricerca di Wilhelm Röntgen sui raggi X. Proprio Röntgen scrisse uno dei due articoli pubblicati nell’edizione del 23 gennaio di quello stesso anno.

Una delle prime radiografie mai eseguita da Wilhelm Röntgen, primo premio Nobel per la fisica della storia
Una delle prime radiografie mai eseguita da Wilhelm Röntgen, primo premio Nobel per la fisica della storia

Negli anni ‘20 del XX secolo, sotto la direzione di Richard Gregory, Nature comincia ad assumere un volto moderno con apprfondimenti e spazi riservati anche ad altri temi come la politica e la società. Nello stesso periodo, il 17 febbraio 1921, viene pubblicato il primo numero speciale, quasi interamente dedicato ad Einstein e alla teoria delle relatività.

Alcuni decenni più tardi, negli anni ‘60, viene introdotto un sistema di peer review più severo e più simile a quello moderno. Lo scopo era permettere una valutazione più attenta degli articoli proposti e rendere così Nature una fonte di notizie sempre più attendibile e autorevole.

A partire dagli anni ‘80, poi, Nature diventa un network internazionale e iniziano a nascere le varie riviste tematiche che andranno a formare una sorta di grande famiglia editoriale. La prima è stata Nature Biotechnology, a cui si sono aggiunte ad esempio Nature Geoscience, Nature Medicine, Nature Physics e così via.

Oggi il gruppo comprende sessantacinque riviste tematiche, più la testata originale. Le ultime arrivate in ordine cronologico sono Nature Health e Nature Sensors, entrambe lanciate a gennaio 2026.

I progetti futuri di Nature

Oggi il network di Nature è ampio e complesso ma non ha perso nulla dell’originale ambizione. Con sempre nuove sfide in settori emergenti e una spinta sempre maggiore verso l'interdisciplinarietà, i progetti per il futuro di certo non mancano.

Nature Reviews Computing e Nature Mechanical Engineering sono le due prossime pubblicazioni già annunciate. Oltre ad esse, novità importanti riguardano l’uso dell’AI e in particolare i sistemi per migliorare la valutazione degli articoli sottoposti a review e i controlli sulla validità della ricerca.

La diffusione della conoscenza scientifica rimane una delle più importanti missioni di Nature, proprio come volevano J. Norman Lockyer e gli altri fondatori.

In questo senso una delle sfide più importanti per l’immediato futuro è quella di fare in modo che la rivista sia sostenibile dal punto di vista economico ma al tempo stesso rendere i contenuti più accessibili per i lettori con nuove soluzioni che vadano oltre il classico sistema di abbonamento.

Riferimento della notizia

Nadia Chiaramoni. (2026). Así nació Nature, la revista que cuenta ciencia hace más de un siglo.