Domenica 12 aprile sarà di nuovo Pasqua: perché cattolici e ortodossi festeggiano in date diverse? C'entra la Luna

Domenica 12 aprile 2026 sarà la data della Pasqua ortodossa, una settimana dopo quella cattolica. Perché ci sono due date di Pasqua? Ecco perché c'entra la Luna piena, il calendario giuliano e quello gregoriano.

Domenica 12 aprile 2026 diversi paesi del mondo festeggeranno la Pasqua ortodossa, una settimana dopo il 5 aprile, giorno della Pasqua cattolica quest'anno. Ma perché la Pasqua si festeggia in date diverse a seconda dei paesi?

Come sappiamo, la Pasqua cattolica che viene celebrata in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, in altri paesi europei ed americani, ha una data diversa rispetto alla Pasqua ortodossa, che si celebra in paesi dell'Europa orientale come Grecia, Romania, Macedonia del Nord, Bulgaria, Cipro, Ucraina, ed anche in Libano e Russia.

Entrambe le feste religiose celebrano la ricorrenza religiosa della Resurrezione di Cristo anche se con tradizioni e liturgie differenti. In questo articolo ci soffermeremo sul perché la data è diversa.

La data della Pasqua cattolica e di quella ortodossa, quasi sempre diverse

La Pasqua cattolica non coincide quasi mai con la Pasqua ortodossa. Il calcolo della data segue la stessa regola, quella stabilita nel Concilio di Nicea del 325, secondo la quale il giorno di Pasqua cade nella prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera (dove per inizio di primavera si usa per convenzione il 21 marzo).

Gli Ortodossi usano però ancora il calendario giuliano - almeno per le festività religiose - e questo fa sì che ci sia una differenza di alcuni giorni in questo calcolo.

Il calendario giuliano e quello gregoriano

Dal 46 a.C. e fino al 1582, in Europa è stato usato il calendario giuliano, che deve il nome a Giulio Cesare, che lo introdusse nell'antica Roma. Era un calendario molto simile a quello che usiamo oggi, che prevedeva una durata dell'anno media di 365,25 giorni, con un anno bisestile ogni quattro anni. Quel calendario accumulava però un errore di circa 11 minuti ogni anno. Un errore piccolo, che però si faceva sempre più grande con il passare degli anni.

Circa 1500 anni dopo, l'errore si era trasformato in giorni di differenza tra l'anno solare e quello civile, e il rischio era quello di celebrare la Pasqua in estate, inaccettabile per la Chiesa perché andava contro le indicazioni delle sacre scritture.

L'equinozio di primavera - un momento astronomico ben concreto - avveniva infatti ormai dieci giorni prima rispetto alla data del 21 marzo, e si stava creando uno sfasamento sempre maggiore, perché quando arrivava la data considerata "inizio della primavera", la stagione era iniziata già da dieci giorni. Questo divario sarebbe aumentato sempre più col passare del tempo.

La rivoluzione del calendario gregoriano: dieci giorni cancellati dal calendario

Nel 1582 quindi, il papa Gregorio XIII, con la bolla papale Inter gravissimas, introdusse una importante riforma del calendario, che da quel momento si chiamerà gregoriano. Eliminò di colpo dieci giorni dal mese di ottobre, stabilendo che dopo il giovedì 4 ottobre del 1582, si sarebbe passati direttamente a venerdì 15 ottobre.

Oltre a cancellare dieci giorni, rimediando quindi all'errore accumulatosi nei secoli, la riforma stabilì che sarebbero stati bisestili soltanto gli anni secolari divisibili per quattrocento, recuperando quindi l'errore del calendario giuliano.

Il calendario gregoriano venne adottato fin da subito soltanto dalle principali potenze cattoliche del XVI secolo: l'Italia, la Spagna, il Portogallo, la Francia ed anche nelle attuali Polonia, Lituania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. In altri paesi del mondo passarono secoli prima che venisse adottato il calendario gregoriano.

Sebbene oggi nei paesi dove si tiene la Pasqua ortodossa si utilizzi il calendario gregoriano per le attività civili, il calendario religioso segue ancora quello giuliano. Ecco quindi spiegata la differenza di data. La Pasqua ortodossa continua ad avere l'errore di cui parlavamo prima, e si sta infatti spostando sempre più verso aprile-maggio.

Nel 2027, ad esempio, mentre la Pasqua cattolica sarà a fine marzo, quella ortodossa si celebrerà il 2 maggio. Nel 2030 la Pasqua ortodossa cadrà il 28 aprile.

Sta di fatto accadendo ciò che aveva temuto Gregorio XIII, con lo spostamento della Pasqua verso l'estate.

Undici minuti di errore ogni anno, però, impiegano molto tempo a diventare un errore grande, e bisognerà attendere molti secoli per vedere le festività della Pasqua ortodossa cadere nel pieno della stagione estiva.

Il Natale, Santa Lucia e la Giornata del Libro

Gli effetti della riforma gregoriana del calendario, applicata in modo uniforme nei paesi del mondo nel 1582, si vedono ancora oggi su altre ricorrenze. Il Natale cristiano ortodosso, ad esempio, si tiene il 7 gennaio, vari giorni dopo quello cattolico, per lo stesso motivo spiegato prima, perché si segue il calendario giuliano.

Altri curiosi effetti si vedono sull'onomastico di Santa Lucia (il 13 dicembre): ancora oggi è diffuso il detto "santa Lucia, il giorno più corto che ci sia", perché effettivamente prima della riforma gregoriana, che eliminò dieci giorni con un colpo solo, coincideva con il solstizio d'inverno, quando le ore di luce toccano il minimo.

Infine, anche sulla morte di Shakespeare e Cervantes, che ha dato vita alla "Giornata del Libro", c'è qualche confusione causata dalla riforma del calendario. Il 23 aprile 1616 scomparvero infatti tre grandi autori della letteratura mondiale, William Shakespeare, Miguel De Cervantes e Inca Garcilaso De La Vega.

Cervantes e Garcilaso de la Vega, però, morirono il 23 aprile in Spagna, un paese che aveva adottato il calendario gregoriano, mentre Shakespeare morì il 23 aprile in Inghilterra, un paese dove - per via della religione protestante - era ancora in uso il calendario giuliano. Quindi di fatto il celebre drammaturgo morì circa dieci giorni dopo.

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