Ecco i 16 "Vulcani del Decennio": dove si trovano e perché sono considerati così pericolosi. Due sono italiani

Scopri di più sul programma "Vulcani del decennio": come il monitoraggio dei 16 vulcani più attivi e pericolosi della Terra previene catastrofi globali.

Ci sono più di 1.500 vulcani attivi nel mondo, ma solo 16 sono stati selezionati per questa lista d'élite a causa della loro pericolosità e della vicinanza alle principali città.
Ci sono più di 1.500 vulcani attivi nel mondo, ma solo 16 sono stati selezionati per questa lista d'élite a causa della loro pericolosità e della vicinanza alle principali città.

Il progetto "Vulcani del Decennio" è un’iniziativa globale istituita dall’Associazione Internazionale di Vulcanologia e Chimica dell’Interno della Terra (IAVCEI). Lanciato ufficialmente nel 1991, questo programma nacque nel contesto della “Decade Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali” delle Nazioni Unite, promosso in gran parte dalla necessità di migliorare il monitoraggio dei vulcani dopo la catastrofica eruzione del Monte Pinatubo, nelle Filippine.

Definizione e criteri di selezione

Il termine si riferisce a una lista di 16 vulcani distribuiti in tutto il mondo, identificati come obiettivi di alta priorità per la ricerca scientifica e il monitoraggio continuo.

Un vulcano non entra in questa lista solo perché è esplosivo, ma perché milioni di persone vivono “alla sua ombra”. L’obiettivo è evitare che la geologia si trasformi in una tragedia umana.
Un vulcano non entra in questa lista solo perché è esplosivo, ma perché milioni di persone vivono “alla sua ombra”. L’obiettivo è evitare che la geologia si trasformi in una tragedia umana.

La selezione di questi vulcani non è stata casuale, ma si è basata su due criteri fondamentali.

  • Storico di eruzioni significative: vulcani che hanno dimostrato la loro capacità di provocare eventi geologici distruttivi su larga scala.
  • Prossimità a zone densamente popolate: il fatto che queste strutture geologiche si trovino vicino a città e centri urbani mette direttamente in pericolo la vita di milioni di persone.

I vulcani scelti

In questo senso, i vulcani selezionati rappresentano una notevole diversità geografica e geologica.

  • Monte Vesuvio (Italia): famoso per la distruzione di Pompei, oggi rappresenta una minaccia costante per Napoli.
  • Monte Rainier (USA): monitorato attentamente a causa dei ghiacciai che possono generare lahar (colate di fango) dirette verso Seattle e Tacoma.
  • Monte Fuji (Giappone): simbolo culturale e vulcano attivo, sottoposto a stretta sorveglianza nonostante non erutti dal 1707.
Lo sapevi che il Monte Fuji non è un solo vulcano? In realtà sono tre vulcani sovrapposti: alla base il Komitake, coperto dal Ko-Fuji (Fuji Antico) e infine dall’attuale Shin-Fuji (Fuji Nuovo).
Lo sapevi che il Monte Fuji non è un solo vulcano? In realtà sono tre vulcani sovrapposti: alla base il Komitake, coperto dal Ko-Fuji (Fuji Antico) e infine dall’attuale Shin-Fuji (Fuji Nuovo).
  • Cotopaxi (Ecuador): uno dei vulcani attivi più alti del mondo, che minaccia la regione di Quito.
  • Teide (Spagna): situato a Tenerife, il suo impatto sul turismo e sulle comunità delle Isole Canarie è una preoccupazione importante.
  • Monte Sant’Elena (USA): noto per l’eruzione del 1980 che ha ridefinito la vulcanologia moderna.
  • Popocatépetl (Messico): chiamato “montagna fumante”, rappresenta un rischio critico per Città del Messico.
Il nome deriva dal nahuatl e significa “montagna che fuma” (Popōca = fuma; Tepētl = montagna). Un nome molto appropriato, dato che raramente smette di emettere gas e cenere.
Il nome deriva dal nahuatl e significa “montagna che fuma” (Popōca = fuma; Tepētl = montagna). Un nome molto appropriato, dato che raramente smette di emettere gas e cenere.
  • Cotopaxi (Ecuador): uno dei vulcani attivi più alti del mondo, che minaccia la regione di Quito.
  • Colima (Messico): uno dei più attivi del Paese, causa frequenti evacuazioni.
  • Galeras (Colombia): minaccia costante per la città di Pasto.
  • Nevado del Ruiz (Colombia): ricordato per la tragedia di Armero del 1985.
  • Sakurajima (Giappone): caratterizzato da frequenti eruzioni di cenere.
  • Santorini (Grecia): teatro di una delle più grandi eruzioni della storia, resta un importante punto di interesse geologico.
  • Monte Nyiragongo (Repubblica Democratica del Congo): noto per la sua lava estremamente fluida che minaccia la città di Goma.
Il Nyiragongo ospita quasi permanentemente un lago di lava nel suo cratere: un vero “calderone di fuoco” ribollente che affascina scienziati e fotografi.
Il Nyiragongo ospita quasi permanentemente un lago di lava nel suo cratere: un vero “calderone di fuoco” ribollente che affascina scienziati e fotografi.
  • Monte Merapi (Indonesia): uno dei più pericolosi e mortali a causa dei flussi piroclastici.
  • Mauna Loa (USA – Hawaii): il vulcano più grande della Terra per volume.
  • Monte Etna (Italia): il vulcano più attivo d’Europa, fondamentale per l’economia e l’agricoltura della Sicilia.

L’importanza del programma

Il programma dei Vulcani del Decennio si è dimostrato fondamentale per mitigare i rischi. Concentrando risorse e conoscenze scientifiche su questi 16 luoghi, la comunità scientifica ha potuto sviluppare strategie di evacuazione più efficaci e modelli di previsione capaci di salvare vite umane.

Sebbene i rischi vulcanici non possano essere eliminati, la preparazione e lo studio continuo garantiscono che le popolazioni vicine possano convivere in modo più sicuro con questi giganti della natura.

Riferimento della notizia:

https://geologyscience.com/es/geology-branches/volcanology/decade-volcanoes/#google_vignette