Nuovi terremoti sotto il vulcano Teide oggi: cosa dicono gli esperti sul rischio eruzione a Tenerife?
Nuovi terremoti mercoledì 4 marzo 2026 sotto il Teide, alle Canarie. A febbraio ci sono stati ben sette sciami sismici, e ci sono segnali di un cambiamento nel comportamento del vulcano. Cosa succede sotto il grande edificio vulcanico di Tenerife?

Tornano i terremoti nell'area del vulcano Teide, alle Canarie, sull'isola di Tenerife. L'Istituto Nazionale Geografico (IGN) ha registrato oggi, mercoledì 4 marzo, una decina di terremoti sotto Las Cañadas del Teide, a Tenerife, dopo quasi una settimana di tregua dalla fine del settimo sciame sismico che ha colpito la zona a febbraio.
Tra le 21:45 di martedì e le 6:00 di mercoledì, dodici terremoti si sono verificati a profondità comprese tra 8 e 14 chilometri, il più forte dei quali ha misurato 1,4 mbLg. Si tratta di eventi sismici molto piccoli e non avvertiti dalla popolazione. Non si tratta di uno sciame sismico, come spiega all'agenzia stampa EFE Itahiza Domínguez, direttrice dell'IGN nelle Isole Canarie. Si tratta piuttosto di terremoti isolati con una maggiore concentrazione di onde ad alta frequenza, simili a quelli che vengono registrati nella stessa area di tanto in tanto da anni.
L'attenzione sull'area del Teide, però, è molto alta negli ultimi giorni. A febbraio ci sono stati sette sciami sismici con centinaia di microsismi di ampiezza molto bassa.
Secondo le informazioni diffuse dall’INVOLCAN, l'Istituto Vulcanologico delle Canarie, ci sono stati sette sciami sismici rilevati nell'ultimo mese sul monte Teide (Tenerife).
Informativo gráfico semanal GUAYOTA del INVOLCAN sobre la monitorización de la actividad sismo-volcánica de Tenerife. https://t.co/DDUS7AWHKI pic.twitter.com/nHQ96chtO1
— INVOLCAN (@involcan) February 27, 2026
Il comitato scientifico del Piano di emergenza vulcanica delle Canarie (Pevolca) si è riunitoper analizzare la situazione e le prime conclusioni indicano che questa situazione "non implica per ora un aumento della probabilità di eruzione vulcanica a breve o medio termine", sebbene confermi la tendenza all'aumento dell'attività "anomala" rilevata dal 2016.
Che cos’è uno sciame sismico ibrido?
I cosiddetti “eventi ibridi” combinano caratteristiche di sismicità da fratturazione, associata alla rottura della roccia, con segnali legati al movimento di fluidi all’interno dell’edificio vulcanico. L’ipotesi più probabile, supportata da dati geochimici e geofisici indipendenti, indica l’iniezione di fluidi magmatici nel sistema idrotermale dell’isola.
Enjambre sísmico en Tenerife
— Instituto Geográfico Nacional-O.A.CNIG (@IGNSpain) February 19, 2026
A partir de las 23:00 del 18 de febrero se ha producido un nuevo enjambre sísmico en la isla de Tenerife
En las últimas horas se ha registrado un nuevo enjambre de eventos sísmicos híbridos continuando la actividad sismovolcánica intensa de la pic.twitter.com/2p3H7yKzgx
Questo processo non è nuovo. Dalla fine del 2016 si osserva un aumento del cosiddetto “rumore vulcanico” a Tenerife, accompagnato da un incremento dell’emissione diffusa di CO₂ nel cratere del Teide e da una lieve deformazione del suolo rilevata nel settore nord-orientale del vulcano. Sono segnali che indicano dinamismo interno, ma che non implicano necessariamente un’eruzione imminente, informa Meteored España in un articolo di metà febbraio.
Infatti, sia l’IGN sia l’INVOLCAN hanno ribadito dopo la riunione del PEVOLCA che questo nuovo sciame non comporta cambiamenti nella probabilità di un’eruzione nel breve termine. Tuttavia, conferma che il sistema vulcanico resta attivo e che i processi profondi non si sono attenuati, anzi potrebbero essere in aumento. L’ipotesi più probabile resta l’iniezione di fluidi magmatici nel sistema idrotermale insulare.
Quali tipi di eruzioni sono abituali a Tenerife?
Samuel Biener, geografo di Meteored specializzato in rischi naturali, spiega che in epoca storica a Tenerife hanno predominato eruzioni di tipo stromboliano, simili a quella registrata nel 2021 sull’isola di La Palma.
“Si tratta di eruzioni caratterizzate da magma basaltico relativamente fluido, emissione di colate laviche e un’attività esplosiva moderata, con alternanza di fasi più tranquille e altre di maggiore intensità. La loro durata può variare da pochi giorni a diversi mesi”, afferma. “I danni materiali sono molto variabili da un’eruzione all’altra, a seconda del luogo in cui si verificano e della vicinanza a zone abitate”, aggiunge.

Tuttavia, Samuel Biener aggiunge che il sistema del Teide è anche capace di generare eruzioni subpliniane, molto più esplosive e violente, con colonne eruttive di grande altezza e abbondante emissione di cenere e materiali piroclastici. “Questo tipo di comportamento è associato a strutture più complesse e a un’evoluzione magmatica differente”, chiarisce.
Dove potrebbe essere più probabile un’eruzione a Tenerife?
A differenza di gran parte del territorio insulare, dove domina il vulcanismo monogenetico che forma piccoli coni, crateri e colate in un unico evento eruttivo, l'esperto di Meteored Samuel Biener sottolinea che il complesso Teide–Pico Viejo è costituito da stratovulcani. Questi edifici vulcanici si sono formati attraverso eruzioni successive nel corso di migliaia di anni, conferendo loro un’architettura interna più complessa e un potenziale eruttivo diversificato.
Secondo Biener è “impossibile prevedere con esattezza dove potrebbe verificarsi una futura eruzione”. Tuttavia, le probabilità maggiori si concentrano nell’area di Las Cañadas e nelle dorsali vulcaniche dell’isola.
Il messaggio degli esperti è chiaro: il sistema vulcanico del Teide è attivo e invia segnali, ma non ci sono indicatori che suggeriscano un’eruzione imminente. Questo nuovo sciame rappresenta piuttosto un promemoria scientifico e sociale: sotto l’apparente calma del paesaggio vulcanico, la dinamica interna dell’isola continua a evolversi.