Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli
A sessant’anni dall’alluvione di Firenze, audio e video permettono di riscoprire la catastrofe del 4 novembre 1966. Dalla voce fuori campo di Richard Burton per Franco Zeffirelli alla radiocronaca della RAI, fino ad alcuni film che hanno messo al centro quella tragedia.

"Qui, Firenze. Le notizie che possiamo dare purtroppo, sono scarse e frammentarie. Anche noi ci troviamo isolati. Tutto il centro storico fiorentino è invaso dall’acqua. Dire acqua è dare un’idea appena approssimata della situazione. Le strade sono autentici torrenti, impetuosi e pericolosi. Quello che forse sentite in sottofondo è il rumore dell’acqua che scorre sotto di noi".
Con queste parole, scandite dal giornalista della RAI Marcello Giannini, l’Italia seppe, nella mattinata del 4 novembre del 1966, che un grave disastro aveva colpito la celebre città toscana. Una catastrofica esondazione dell'Arno aveva invaso d'acqua tutta la città, causando vittime, feriti e gravissimi danni al patrimonio storico e culturale della città.
4 novembre 1966, una radio-cronaca emozionante, molti anni prima di Internet
La sua voce, dagli uffici isolati della radio-tv di stato, raccontò a milioni di italiani il dramma di un’intera città. Per far capire all'Italia cosa stava accadendo, in un'epoca in cui non esisteva Internet e non c'erano cellulari per mandare in tempo reale foto e video dell'accaduto, il giornalista calò un microfono sul fiume d'acqua che scorreva sotto la finestra del suo studio.
Quello della RAI, disponibile sui portali della radio-tv di Stato è solo uno dei tanti documenti audio-video che ci racconta di quella storica e devastante alluvione.
Un altro prezioso documento pieno di video di quel disastro è "Per Firenze", di Zeffirelli.
“Per Firenze”, il documentario di Zeffirelli con la voce di Richard Burton
"Io sono Richard Burton. Voi perdonerete il mio italiano imperfetto, ma vorrei cercare di parlarvi senza traduzione. Quello che è accaduto a Firenze mi riguarda profondamente" È con queste parole che l’attore gallese si presenta nell’apertura di Per Firenze, il documentario realizzato dal grande regista fiorentino Franco Zeffirelli dopo l’alluvione del 4 novembre 1966.
Burton prosegue spiegando quanto lo riguardi profondamente ciò che è accaduto alla città, ripensando a quanto era avvenuto poco tempo prima in Galles, nel disastro di Aberfan provocato dalla frana del cumulo di materiale di risulta di una miniera di carbone (144 morti).

Il suo italiano, pronunciato con un evidente accento straniero, accompagnato alle immagini dell'alluvione, rendono ancora più speciale l'inizio di quel documentario. Firenze era appena stata devastata dall’esondazione dell’Arno: insieme alle abitazioni, ai negozi e alle botteghe, l’acqua aveva invaso chiese, biblioteche e musei, mettendo in pericolo un patrimonio conosciuto in tutto il mondo.

Nei video storici si vedono immagini di salvataggi, di gente disperata per aver perso tutto. Purtroppo, quelle stesse immagini che oggi, non più in bianco e nero ma a colori, continuiamo a vedere in occasione delle nuove alluvioni che hanno colpito il nostro paese.
( La voce di Richard Burton nel documentario di Zeffirelli "Per Firenze").
A sessant’anni di distanza, quelle immagini, accompagnate da una voce fuori campo, conservano ancora una straordinaria forza. Rendono quelle immagini di cronaca qualcosa di più e che parla anche al presente.
La versione restaurata dalle Teche RAI è presente su RaiPlay ma anche su YouTube. Il documentario è proposto anche da Rai Cultura.
I film: “La meglio gioventù”, l’alluvione nella storia di una generazione
Fin qui abbiamo parlato di radiocronache e documentari. Ci sono poi i film nei quali l'alluvione di Firenze trova uno spazio importante. Uno su tutti è “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, uscito nel 2003.
In questo film l'alluvione segna un momento importante e dà impulso alla storia. La trama segue le vicende dei fratelli Nicola e Matteo Carati lungo decenni di storia italiana. Nei giorni dopo l’esondazione, i protagonisti si ritrovano a Firenze tra i volontari che lavorano per recuperare il patrimonio della città. Si tratta degli Angeli del fango, i giovani arrivati dall’Italia e dall’estero per aiutare gli abitanti e salvare libri e opere d’arte.
Il film fa capire come l’alluvione divenne un momento di incontro ma anche di maturazione di una consapevolezza. Serve a capire come Firenze 1966 sia diventata parte anche del racconto sui cambiamenti sociali in Italia. Alcuni di quei giovani poi parteciparono alle proteste e alle rivolte degli studenti del 1968. Altri presero strade diverse.
Un nuovo documentario per i sessant’anni
Alle opere da recuperare si aggiunge “Angeli del Fango – La meglio gioventù europea” di Marco Spagnoli, documentario del 2026 costruito con testimonianze, materiali d’archivio e interventi di studiosi.
La prima è annunciata per il 4 novembre al cinema La Compagnia di Firenze, nell’ambito del Festival dei Popoli. Il programma prevede anche la trasmissione su Rai Storia, la stessa sera alle 21.10.
Al centro tornano i giovani che arrivarono a Firenze per dare una mano, molti dei quali provenienti da altri paesi europei. Le loro testimonianze riportano alle scelte concrete di quei giorni: partire, lavorare nel fango, costruire catene umane per recuperare libri e documenti.