Perché i fiumi si ingrossano così rapidamente dopo un nubifragio? La differenza tra piena ed esondazione

Un acquazzone può trasformare un ruscello tranquillo in un torrente impetuoso nel giro di pochi minuti. La spiegazione risiede nell'intero bacino idrografico: dove piove, la natura del territorio e la quantità d'acqua assorbita dal suolo.

Quando un fiume esonda, l'acqua può raggiungere le abitazioni e lasciare dietro di sé fango, sedimenti e detriti.
Quando un fiume esonda, l'acqua può raggiungere le abitazioni e lasciare dietro di sé fango, sedimenti e detriti.

Un ruscello apparentemente tranquillo può trasformarsi in una corrente violenta nel giro di pochi minuti. Per spiegare questa trasformazione bisogna guardare oltre l’acqua che cade direttamente sul suo alveo. Conta anche la pioggia che raggiunge i versanti, gli impluvi e i corsi d’acqua che lo alimentano.

Un bacino idrografico è il territorio in cui l’acqua piovana scorre e si raccoglie in una rete di ruscelli e fiumi che la convogliano verso un’uscita comune, come un fiume principale, un lago o il mare.

Un fiume raccoglie la risposta di un intero bacino. L’intensità del rovescio, le pendenze e le condizioni del suolo determinano quanta acqua arriva e con quale rapidità. Ma l’aumento della portata di un fiume e la sua esondazione sono due cose diverse.

Il bacino raccoglie l’acqua del territorio

Partiamo dal fatto che un bacino idrografico è il territorio le cui acque defluiscono verso un’uscita comune. Quindi, per esempio, tutto il territorio che apporta acqua a un fiume fa parte del suo bacino idrografico.

Le piogge intense possono trasformare un ruscello tranquillo in una corrente violenta nel giro di pochi minuti.
Le piogge intense possono trasformare un ruscello tranquillo in una corrente violenta nel giro di pochi minuti.

In un bacino fluviale, l’acqua piovana può scorrere lungo i versanti, confluire nei piccoli corsi d’acqua e raggiungere poi il fiume principale. Le zone più elevate del terreno segnano invece il confine tra i bacini. A seconda del versante su cui cade la pioggia, l’acqua defluirà verso un fiume o un altro.

Possiamo immaginare un bacino come un grande sistema di raccolta, anche se non tutta l’acqua raggiunge immediatamente il fiume: una parte viene trattenuta dalla vegetazione, un’altra si infiltra nel suolo e un’altra ancora scorre sul terreno, attraverso un processo noto come ruscellamento superficiale.

Un rovescio può apportare molta più acqua di quanto immaginiamo. Per esempio, dieci millimetri di pioggia equivalgono a dieci litri per metro quadrato: su un chilometro quadrato fanno dieci milioni di litri d’acqua. Solo una parte raggiungerà il fiume, e la quantità e la rapidità con cui lo farà dipenderanno dal suolo, dalla vegetazione e dalla morfologia del bacino.

Che cosa accelera la risposta del fiume?

Se la pioggia cade più rapidamente di quanto il suolo riesca ad assorbirla, una maggiore quantità d’acqua scorre verso ruscelli e fiumi. Conta anche quanto ha piovuto in precedenza. Dopo diversi giorni piovosi, un suolo saturo ha una minore capacità di immagazzinare altra acqua. Per questo, rovesci simili possono provocare risposte diverse se si verificano dopo giorni di pioggia oppure dopo un periodo asciutto.

Quanto più il terreno è ripido, tanto più rapidamente l’acqua scende verso ruscelli e fiumi. Se il bacino è piccolo e scosceso, l’acqua può percorrere distanze relativamente brevi e concentrarsi in pochissimo tempo. Nelle valli strette, inoltre, la corrente ha meno spazio per passare, perciò il livello può salire rapidamente.

Le pavimentazioni e i tetti riducono l’infiltrazione e favoriscono un maggiore scorrimento della pioggia in superficie.
Le pavimentazioni e i tetti riducono l’infiltrazione e favoriscono un maggiore scorrimento della pioggia in superficie.

Anche l’urbanizzazione modifica questa risposta. Tetti, strade e parcheggi riducono la superficie in cui l’acqua può infiltrarsi. Le reti di drenaggio possono convogliarla rapidamente verso i corsi d’acqua. Così, una maggiore quantità d’acqua raggiunge l’alveo in meno tempo e può aumentare la portata, cioè la quantità d’acqua che attraversa un punto del fiume ogni secondo.

Piena ed esondazione: qual è la differenza?

Una piena è un aumento temporaneo e significativo della portata di un corso d’acqua, cioè del volume d’acqua che attraversa un punto in un determinato intervallo di tempo. Questo incremento provoca solitamente un innalzamento del livello del fiume, ma può rimanere contenuto nel suo alveo, lo spazio del terreno in cui scorre il corso d’acqua.

L’esondazione avviene quando l’acqua supera le sponde dell’alveo e si estende sui terreni circostanti. Una piena può quindi verificarsi senza esondazione. Ma un allagamento può anche essere causato dall’accumulo di pioggia e da un drenaggio insufficiente, senza che alcun fiume sia esondato.

Quando la piena si verifica in pochi minuti

Durante una piena improvvisa, il livello del fiume sale così rapidamente da poter lasciare soltanto pochi minuti per reagire. Il Cenapred spiega che piogge improvvise e intense possono trasformare piccoli corsi d’acqua in torrenti impetuosi nel giro di pochi minuti, soprattutto su terreni con forti pendenze.

Il livello di un fiume può aumentare sotto un cielo sereno o continuare a salire dopo la fine della pioggia locale, mentre riceve l’acqua dei temporali che si sono verificati a monte, in altre parti del bacino.

Inoltre, il pericolo non inizia soltanto quando si verifica un’esondazione. Una corrente che aumenta rapidamente può trascinare persone e veicoli anche all’interno dell’alveo. Per questo, in caso di piogge intense, le raccomandazioni includono evitare di attraversare corsi d’acqua e seguire le allerte della Protezione Civile.

Fonti della notizia

Cenapred. (2026). Inondazioni improvvise.
Water Science School. (2026). Bacini idrografici e bacini di drenaggio.