Gli ingegneri della KSU avvertono: "I semafori mal sincronizzati possono aumentare l'inquinamento del 60%"

I semafori mal sincronizzati non solo causano ingorghi, ma aumentano anche significativamente l'inquinamento urbano. Gli scienziati avvertono che le continue fermate peggiorano la qualità dell'aria e aumentano i rischi per la salute.

Anche i semafori mal regolamentati possono contribuire all'aumento dell'inquinamento nelle aree urbane.
Anche i semafori mal regolamentati possono contribuire all'aumento dell'inquinamento nelle aree urbane.

Nelle città si tende spesso ad associare l’inquinamento atmosferico al numero di auto che circolano ogni giorno, ma sempre più ricerche indicano un altro fattore meno visibile ma altrettanto importante: il modo in cui il traffico si muove. Le continue fermate, le accelerate brusche e le lunghe code agli incroci urbani possono aumentare drasticamente le emissioni inquinanti, anche quando il volume dei veicoli non cresce.

Secondo uno studio realizzato da esperti del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università del Kansas (USA) sulla mobilità urbana e la qualità dell’aria, una cattiva sincronizzazione dei semafori può aumentare fino al 60% le emissioni in determinate intersezioni.

Il problema non riguarda solo l’anidride carbonica (CO₂): nelle strade congestionate si accumulano anche inquinanti particolarmente dannosi per la salute, come il biossido di azoto (NO₂), il monossido di carbonio (CO) e le particelle fini PM2.5, associati a malattie respiratorie e cardiovascolari.

Il traffico “stop-and-go”: il nemico invisibile dell’aria urbana

Gli esperti di mobilità avvertono da anni che il traffico più inquinante non è necessariamente quello più veloce, ma quello più irregolare. Quando un veicolo accelera e frena continuamente, il cosiddetto effetto stop-and-go, il motore lavora in modo meno efficiente, aumentando il consumo di carburante e quindi le emissioni.

Lo stop-and-go è un sistema che non rispetta l’ambiente, anche se può sembrare controintuitivo.
Lo stop-and-go è un sistema che non rispetta l’ambiente, anche se può sembrare controintuitivo.

A ciò si aggiunge l’usura di freni e pneumatici, che libera particelle microscopiche in grado di rimanere sospese nell’aria.

Queste particelle, in particolare le PM2.5, sono abbastanza piccole da penetrare in profondità nei polmoni e raggiungere persino il flusso sanguigno.

Le intersezioni, veri punti caldi dell’inquinamento

In pochi metri si concentrano auto ferme, motociclette in accelerazione, autobus in partenza e pedoni in attesa. Questa combinazione trasforma le intersezioni urbane in veri e propri “punti caldi” di inquinamento atmosferico.

I nodi di intersezione sono anche nodi di inquinamento.
I nodi di intersezione sono anche nodi di inquinamento.

I ricercatori sottolineano che il numero di arresti per veicolo è uno degli indicatori più importanti per stimare le emissioni reali in città, perché più volte un’auto si ferma, maggiore sarà il suo impatto ambientale.

Inoltre, il fenomeno è particolarmente preoccupante nelle strade strette o circondate da edifici alti, dove la ventilazione naturale è ridotta e gli inquinanti rimangono intrappolati più a lungo.

Semafori intelligenti: la soluzione già testata in molte città

Per affrontare questo problema, numerose città europee stanno adottando sistemi di semafori intelligenti che, a differenza dei sistemi tradizionali con tempi fissi, regolano automaticamente la durata dei cicli in base alla reale densità del traffico.

L’obiettivo è semplice: ridurre frenate inutili e mantenere una circolazione più fluida, con benefici significativi. Inoltre, alcuni sistemi integrano già intelligenza artificiale e sensori in tempo reale capaci di modificare la gestione del traffico in base al livello di inquinamento rilevato in una determinata strada.

Il caso della città olandese di Drachten

Uno degli esempi più noti è la città olandese di Drachten, nel nord dei Paesi Bassi, dove sono stati rimossi numerosi semafori per favorire una circolazione più continua e fluida.

Drachten, Paesi Bassi.
Drachten, Paesi Bassi.

I risultati hanno mostrato miglioramenti nella fluidità del traffico e una riduzione delle emissioni in alcune aree. Tuttavia, gli specialisti avvertono che questo modello non può essere applicato universalmente.

Riferimento della notizia

Mandavilli, Srinivas & Rys, Margaret & Russell, Eugene. (2008). Environmental impact of modern roundabouts. International Journal of Industrial Ergonomics. 38. 135-142. 10.1016/j.ergon.2006.11.003.

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