Gli scienziati avvertono la FIFA: rischio molto alto di temperature estreme ai Mondiali del 2026
Gli scienziati del World Weather Attribution avvertono la FIFA che i Mondiali del 2026 dovranno affrontare un'alta probabilità di condizioni meteorologiche avverse e improvvise tempeste violente in diverse sedi, mettendo a repentaglio la sicurezza delle squadre e dei tifosi.

Il conto alla rovescia per l’inizio dei Mondiali FIFA 2026 è iniziato, un evento che accende la passione di milioni di tifosi in tutto il mondo, anche se purtroppo l'Italia non sarà presente quest'anno.
Le 48 nazionali, così come i tifosi che si recheranno al grande evento, dovranno essere molto preparati ad affrontare un “partecipante” che tutti dovranno rispettare per evitare seri rischi: si tratta dell’atmosfera del Nord America e delle sue manifestazioni, come eventi di caldo estremo e violenti temporali improvvisi, con elevate probabilità di verificarsi durante quelle settimane in diverse città sedi del Mondiale.
A questo mix si aggiungono minacce dinamiche come: violenti temporali elettrici con fulmini, sistemi tornadici nelle Grandi Pianure e l’inizio della stagione degli uragani lungo le coste.

La comunità scientifica internazionale e la FIFA sono immerse in un importante dibattito. Importanti climatologi del World Weather Attribution (WWA) hanno recentemente pubblicato bollettini urgenti chiedendo una drastica revisione dei regolamenti per evitare colpi di calore potenzialmente mortali, mentre le autorità calcistiche confidano nell’ingegneria all’avanguardia degli stadi e nei piani di mitigazione in tempo reale. La discussione ruota attorno a una domanda chiave: le attuali misure di protezione saranno sufficienti per tutelare la salute degli atleti d’élite e dei tifosi?
Il cambiamento climatico gioca la sua partita: differenze termiche tra il Mondiale del 1994 e la sfida del 2026
Per comprendere la portata della nuova sfida è importante tracciare un parallelo con i Mondiali del 1994 disputati negli Stati Uniti, che videro arrivare in finale l'Italia di Roberto Baggio. Quel torneo rimase impresso per le partite giocate sotto un sole implacabile, considerato come il “Mondiale più caldo della storia”, con incontri disputati sotto temperature che superarono i 40 °C in diverse sedi, influenzando direttamente il ritmo di gioco e le prestazioni fisiche dei calciatori.
Tuttavia, le condizioni termiche previste per il 2026 appartengono a una categoria nettamente superiore a causa dell’accelerato riscaldamento globale degli ultimi decenni.
Oltre a quanto segneranno i termometri nel pieno dell’estate boreale, bisogna aggiungere livelli di umidità che potrebbero risultare molto elevati, soprattutto lungo le coste e nel Midwest, rendendo il caldo ancora più pericoloso per la salute degli sportivi sottoposti a intenso sforzo fisico, ma anche per i tifosi travolti dall’entusiasmo.
Per quanto riguarda il riscaldamento globale, nel 1994 la temperatura media della superficie terrestre era circa 0,7 °C più bassa rispetto a oggi. Sebbene anche quella Coppa del Mondo abbia vissuto partite storicamente soffocanti (come quelle disputate a mezzogiorno a Orlando o Dallas), le condizioni pericolose saranno molto più diffuse nel 2026 a causa dell’avanzata inarrestabile del cambiamento climatico.
Indice WBGT elevato: rischio estremo per la salute
Un recente studio della prestigiosa rete scientifica World Weather Attribution (WWA), dedicato specificamente ai Mondiali del 2026, ha evidenziato conclusioni preoccupanti. I ricercatori del WWA non utilizzano soltanto il valore della temperatura o il classico “indice di calore” (la cosiddetta temperatura percepita, calcolata in base a temperatura e umidità relativa), poiché questo presuppone che le persone si trovino all’ombra.

Per questo motivo, dato che l’indice di calore non rappresenta adeguatamente ciò che percepiranno calciatori e tifosi durante le partite diurne esposti alla radiazione solare diretta, gli scienziati utilizzano per le loro analisi l’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature, o Temperatura di Bulbo Umido).
Questo indice WBGT mette in relazione temperatura e umidità, ma misura le temperature sotto la luce diretta del sole e tiene conto anche della velocità del vento, dell’angolo solare e della nuvolosità. L’interazione di queste variabili consente una valutazione più realistica dello stress termico dal punto di vista fisiologico rispetto al semplice valore della temperatura, soprattutto durante attività fisiche all’aperto.
Si prevede che almeno 26 delle 104 partite in programma si giocheranno in condizioni che raggiungeranno o supereranno un indice WBGT di 26 °C, la soglia che gli esperti della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Calciatori Professionisti (FIFPRO) considerano rischiosa e che obbliga a pause per reidratazione e raffreddamento.
In particolare, si stima che almeno 5 partite verranno disputate con un indice WBGT pari o superiore a 28 °C, un limite che la FIFPRO considera insicuro e ad altissimo rischio. In questi casi, la Federazione raccomanda la sospensione o la riprogrammazione degli incontri.

I Mondiali del 2026 avranno un totale di 104 partite (contro le 52 del 1994), ma la probabilità percentuale di subire ondate di calore estreme nelle città ospitanti durante quei mesi è oggi significativamente più elevata.
Sebbene le Coppe del Mondo si giochino spesso durante l’estate dell’emisfero nord, la grande variabilità delle condizioni climatiche è unica per questo evento e potrebbe rendere particolarmente difficile l’adattamento dei giocatori.
I protocolli FIFA sotto osservazione
La divergenza nei criteri di sicurezza medica ha acceso una forte controversia tra i consulenti della FIFA e i principali organismi di fisiologia dello sport. Il regolamento ufficiale della FIFA stabilisce che le pause obbligatorie per la reidratazione (i cosiddetti cooling breaks di 3 minuti per tempo) scatteranno soltanto quando l’indice WBGT raggiungerà o supererà i 32 °C.
Tuttavia, in una lettera aperta firmata il 18 maggio 2026, un panel internazionale di esperti riuniti nella The Physiological Society ha definito questa direttiva “impossibile da giustificare”, chiedendo pause obbligatorie già a partire da 26 °C WBGT.
Gli scienziati insistono sul fatto che qualsiasi partita vicina ai 28 °C WBGT dovrebbe essere rinviata o riprogrammata in orari notturni con minore insolazione. Il professor Mike Tipton, presidente dell’organizzazione scientifica, avverte che l’esposizione prolungata a caldo e umidità estremi può provocare ipertermia severa, facendo salire la temperatura interna del corpo oltre i 40 °C.

Questo compromette immediatamente le capacità cognitive dei giocatori, favorisce decisioni errate in campo e, nello scenario peggiore, può causare danni irreparabili ai tessuti organici a causa del collasso del sistema cardiovascolare.
D’altra parte, la FIFA ha programmato alcune partite in stadi coperti e climatizzati adeguatamente (come Dallas o Houston), per proteggere i giocatori, anche se si sta trascurando il fatto che il pericolo persiste per le decine di migliaia di tifosi che si raduneranno all’aperto nei Fan Fest.
Città ospitanti a maggior rischio fisiologico per lo stress termico
Il territorio nordamericano è frammentato in aree ad alta vulnerabilità meteorologica. Ad esempio, città come Monterrey in Messico, insieme a Miami, Houston e Dallas negli Stati Uniti, si confermano le “zone rosse” del torneo, dove la combinazione di temperature estreme e umidità soffocante metterà a dura prova resistenza e preparazione fisica.
È probabile che le partite disputate nelle città costiere o più settentrionali, specialmente in Canada e lungo la costa pacifica degli Stati Uniti, registrino temperature relativamente miti. Al contrario, i match nelle aree più meridionali e interne degli Stati Uniti e del Messico saranno soggetti a temperature significativamente più elevate, spesso superiori ai 30 °C, con la possibilità di periodi di caldo ancora più estremo durante il giorno.
Riferimenti della notizia
“Climate Change Big Player at FIFA World Cup 2026”. World Weather Attribution (WWA). 14 maggio 2026.
Donal Mullan, et al. “Extreme heat risk and the potential implications for the scheduling of football matches at the 2026 FIFA World Cup”. PubMed Central NACBI. NLM. doi: 10.1007/s00484-025-02852-4. 2026.
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