Olimpiadi 2026, c'è abbastanza neve? La situazione a Milano-Cortina tra freddo attuale e clima che cambia

Le nevicate favorite dal flusso atlantico hanno imbiancato il paesaggio nelle località olimpiche in vista i Milano Cortina 2026, ma il dato di fatto resta. Il clima sta cambiando e le temperature aumentano. Ecco come è cambiato il clima di Cortina fra le edizioni 1956 e 2026 delle Olimpiadi Invernali.

Cortina d'Ampezzo è detta anche la Perla delle Dolomiti, circondata come è da spettacolari vette delle Dolomiti fra cui il monte Cristallo e le Tofane. Ora il panorama è imbiancato ma fino a pochi giorni fa la neve scarseggiava e in paese era assente. Come sarà il clima futuro?
Cortina d'Ampezzo è detta anche la Perla delle Dolomiti, circondata come è da spettacolari vette delle Dolomiti fra cui il monte Cristallo e le Tofane. Ora il panorama è imbiancato ma fino a pochi giorni fa la neve scarseggiava e in paese era assente. Come sarà il clima futuro?

La neve è finalmente arrivata nelle montagne olimpiche italiane, a Bormio, Livigno, Cortina d’Ampezzo, Val di Fiemme sono belle imbiancate e in veste invernale

Le competizioni erano comunque garantite da 3 milioni di metri cubi di neve artificiale, ma a prezzo di grandi consumi di acqua ed energia.

Vari studi recenti hanno esaminato il futuro climatico e nevoso delle località sede nel passato delle Olimpiadi invernali.

Ora, grazie a un approfondimento del sito Climate Central, possiamo fare focus proprio sulle località sede delle gare all’aperto di Milano Cortina 2026.

Metodologia dello studio

Cortina d’Ampezzo fu sede delle gare olimpiche già nel 1956. Come è cambiato il clima della Perla delle Dolomiti in questi 70 anni fra due edizioni delle olimpiadi invernali?

Gli esperti di Climate Central si sono affidati ai dati di reanalisi di ERA5 dell’ECMWF per analizzare i trend di temperature e nevicate dal 1956 al 2026 nel mese di febbraio. L’analisi è stata estesa anche al mese di marzo, in cui si svolgeranno le paraolimpiadi. Quest’anno la sede olimpica è doppia, perciò oltre a Cortina è stato analizzato anche il clima di Milano.

I trend delle temperature medie di febbraio e marzo sono stati stimati con regressione lineare sui periodi 1956–2025 (dalle Olimpiadi di Cortina 1956) e 1976–2025 (dai primi Giochi Paralimpici). Il numero medio annuo di giorni di gelo a Cortina d’Ampezzo è stato confrontato tra i decenni 1956–1965 e 2016–2025.

Città ospitanti più calde

Nei 70 anni fra le edizioni 1956 e 2026 delle Olimpiadi Invernali, le temperature medie di febbraio a Cortina d’Ampezzo sono aumentate di 3.6 °C.

Il rapido riscaldamento ha avvicinato le temperature medie di febbraio al punto di fusione del ghiaccio e della neve: –2.7 °C nel periodo 2016–2025, rispetto a –7.1 °C nel periodo 1956–1965.

Milano è stata scelta come sede di molte gare al coperto, come pattinaggio artistico e hockey su ghiaccio. Interessante intanto notare che in passato, nelle prime edizioni dei giochi, queste gare venivano svolte all’aperto su superfici naturalmente gelate.

Ora si fanno anche in città di pianura appunto, creando il ghiaccio con energivori macchinari. Meno freddo però vuol dire anche più energia necessaria. Ecco dunque che è importante vedere anche come cambia il clima di Milano. Nella citta lombarda le temperature medie sono aumentate di 3.2 °C nel periodo 1956-2026.

Meno gelate sulle Alpi italiane

La tendenza al riscaldamento ha come conseguenza anche la riduzione delle gelate. Nel decennio 1956-1965, Cortina ha aveva in media 214 giorni all'anno in cui le temperature minime erano sotto zero.

Ora il numero di giorni di gelo è sceso a 173 giorni nel decennio 2016-2025. Sono 41 (19%) giorni in meno all'anno rispetto a quando i Giochi si tennero per la prima volta a Cortina nel 1956.

Il cambiamento del numero di giorni di gelo influenza direttamente la qualità e persistenza del manto nevoso e la possibilità di produrre neve artificiale. Inoltre gli atleti olimpici potrebbero trovarsi ad affrontare le gare in cattive condizioni con pioggia, neve bagnata o scarsa copertura nevosa.

Milano sarà sede di alcune discipline su ghiaccio che si tengono al coperto: Hockey su ghiaccio, Pattinaggio di figura, Pattinaggio di velocità e Short Track.foto Real Sports Photos - stock.adobe.com
Milano sarà sede di alcune discipline su ghiaccio che si tengono al coperto: Hockey su ghiaccio, Pattinaggio di figura, Pattinaggio di velocità e Short Track.foto Real Sports Photos - stock.adobe.com

Se le superfici non possono ricongelarsi, il rischio di infortuni aumenta e gli atleti più avanti nella lista di partenza rischiano di trovare piste in cattive condizioni e più pericolose.

Difficoltà per le Paralimpiadi

Lo studio sottolinea che i Giochi Paralimpici Invernali sono ancora più esposti ai rischi da cambiamenti climatici. Dal 1992 si svolgono circa un mese dopo le Olimpiadi, nella stessa sede, generalmente a marzo: un periodo di inizio primavera che può essere quindi caratterizzato da temperature più elevate e da una maggiore probabilità di pioggia rispetto alla neve.

Gli scenari climatici prevedono inverni sempre più brevi nell’emisfero boreale nel corso del XXI secolo, e indicano che le competizioni all’aperto di marzo potrebbero essere esposte al rischio di fusione anticipata primaverile del manto nevoso, con implicazioni rilevanti per l’affidabilità delle gare, la sicurezza e l’equità delle condizioni per gli atleti paralimpici.

Riferimento della notizia

Milano Cortina 2026: Warming Winter Olympics, Climate Central, https://www.climatecentral.org/climate-matters/2026-warming-winter-olympics