I brontosauri erano più veloci di un umano? Due scienziati spagnoli hanno la risposta
Un essere umano avrebbe potuto superare un brontosauro o un mammut? Un nuovo studio spagnolo confronta dati reali con la loro velocità e sfata decenni di miti.

L’immagine classica è ben nota: un brontosauro che avanza a grandi passi come se potesse radere al suolo una città e un mammut capace di caricare a tutta velocità. Tuttavia, uno studio al quale hanno partecipato due professori spagnoli smonta questa idea. I più grandi animali terrestri mai esistiti erano in realtà molto più lenti di quanto si pensasse e i loro limiti di velocità assomigliano più a ritmi umani che a inseguimenti da film.
La ricerca analizza il modo in cui si spostavano i grandi dinosauri erbivori, i mastodonti e i diversi mammut. La chiave non sta solo nelle dimensioni, ma in qualcosa di ancora più basilare: ciò che la biomeccanica consente quando un corpo pesa diverse tonnellate. Ed è qui che la fisica impone regole molto chiare.
Le dimensioni contano (e molto)
Negli animali terrestri esiste una relazione diretta tra massa corporea e velocità massima. Superati i 100 chilogrammi, più aumenta il peso, più diventa difficile muoversi rapidamente senza mettere a rischio ossa, muscoli e articolazioni. Nei giganti, stabilità ed efficienza contano più della velocità.
Inoltre, non tutti gli animali si muovono allo stesso modo. I grandi erbivori, sia attuali sia estinti, sono graviportali, il che significa che hanno zampe dritte, a forma di colonna, progettate per sostenere carichi enormi. Questo tipo di locomozione è sicuro ed efficiente, ma penalizza la velocità massima.
L’esempio attuale: gli elefanti
Per comprendere i colossi del passato, lo specchio migliore sono gli elefanti, i più grandi animali terrestri viventi. Nonostante la loro potenza, non superano i 25 chilometri orari. Anche per loro esiste un limite ben definito imposto dalla biomeccanica.
Questo dato è fondamentale perché alcuni vecchi modelli su dinosauri e mammut prevedevano velocità molto più elevate. Il problema è che tali equazioni mescolavano animali con anatomie molto diverse, portando a una forte sovrastima della velocità reale dei giganti.
Quando i colossi vanno “a ritmo umano”
Ricalcolando le velocità utilizzando solo dati comparabili, il risultato è sorprendente. Il mammut lanoso, con circa sei tonnellate di peso, sarebbe stato il più veloce del gruppo, superando di poco i 20 km/h. Tradotto in un riferimento umano, si tratta di un’andatura sostenuta ed impegnativa, ma ben lontana da uno sprint.
Il Mammut borsoni, che poteva raggiungere le 16 tonnellate, avrebbe appena superato i 15 km/h. In pratica, una corsa continua brillante, perfettamente immaginabile per una persona allenata, ma nulla a che vedere con una fuga disperata.
Mammut e uomini nello stesso paesaggio
Particolarmente interessanti sono i dati relativi ai mammut del sud della penisola iberica. Il Mammuthus meridionalis, contemporaneo dei primi esseri umani dell’Europa occidentale, si muoveva a circa 18 km/h, anche negli esemplari eccezionali che potevano arrivare a 14 tonnellate.
Ciò significa che gli uomini che convivevano con questi animali non si trovavano di fronte a “carri armati inarrestabili”, ma a giganti la cui velocità massima rientrava in valori comparabili allo sforzo umano prolungato, non a quello di un predatore veloce.
Dinosauri giganti… ancora più lenti
I dinosauri sauròpodi escono ancora peggio dal confronto. Il colossale Argentinosaurus, uno dei più grandi animali terrestri mai conosciuti, non avrebbe superato i 10 km/h. Un’andatura più simile a un trotto molto leggero o persino a una camminata sostenuta.
In Europa, il Turiasaurus, scoperto a Teruel, avrebbe raggiunto al massimo circa 11,8 km/h. Ancora una volta, valori molto lontani dall’immagine di un dinosauro che corre a tutta velocità attraverso il suo ambiente.
Questi animali non erano lenti per goffaggine, ma perché la fisica del gigantismo impone limiti molto rigidi. Il loro successo evolutivo non dipendeva dalla velocità, ma dalle dimensioni, dalla resistenza e dall’efficienza energetica.
Riferimento della notizia
Javier Ruiz, Anthony Romilio, Juha Saarinen, et al. (2025) The body mass-maximum speed relationship and the athletic capability of giant proboscideans and sauropods. Scientific Reports.